Il teatro dialettale come strumento di promozione territoriale

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di Umberto di Ciocco

(sono lieto di accogliere su questo sito l’intervento di Umberto. Anche lui, come me, è un territorialista)

Da qualche anno la compagnia del Teatro Comico degli Abruzzi, attraverso il teatro dialettale cerca di promuovere un territorio che abbraccia una vasta area tra alto Molise, Sangro e Vastese, oltre i confini di queste aree.

Idiomi, spesso dimenticati, hanno trovato un punto d’incontro sul palcoscenico. I consensi di critica e di pubblico spinge la compagnia a continuare sulla strada intrapresa con l’obiettivo dichiarato di coinvolgere sempre più persone che tengono a cuore il futuro di un’area alle prese con forti problematiche di natura economica e sociale.

Così se l’obiettivo prioritario resta quello di far ridere la gente i temi trattati – il più delle volte – fanno riferimento alla realtà quotidiana. Ad esempio nell’ultimo lavoro della compagnia, seppur in maniera velata, si toccato il tasto dell’ospedale cittadino. E’ semplice e per certi versi scontato per chi è stato ricoverato nella struttura ospedaliera altomolisana – ma che vale come esempio per tutte quelle strutture piccole presenti nel territorio – aver avuto modo di tastare con mano l’umanità, la professionalità, la disponibilità del personale. Valori che probabilmente oggi si stanno perdendo e che è necessario rilanciarli portandoli alla pari di quei parametri che determinano le scelte dei governanti sui veri bisogni dei cittadini .

Inoltre, riscoprire il modo di parlare di queste genti, ci riconduce anche a parlare in modo più sano rispetto alla troppa volgarità e assenza di morale che gli stereotopi televisivi e cinematografici nazionali ci propinano.

Con la nostra ricchezza di costumi e di linguaggio ci proponiamo di far ridere gli spettatori cercando di far trascorrere loro due ore in serenità e farli riflettere a riconoscere le loro radici. A livello amatoriale a fare la differenza è la passione, il divertimento, la genuinità a prescindere dalla perfezione dei tecnicismi.

Dialetti abruzzesi e molisani quale motore propulsore del nostro progetto.

La nostra idea di base è quella di cercare di rilanciare il territorio anche grazie al teatro. Con una battuta oserei dire che i nostri dialetti nella loro diversità sono strumenti diversi di in un’orchestra, dove diventa più bella la musica da ascoltare.

Il numero dei suonatori e degli strumenti aumenta di opera in opera.

Umberto di Ciocco

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