Il Sannita

10
1866

Poesia di Silvana Poccioni [1]

Guerriero Sannita

Il sannita

Sul pendio roccioso
dolcemente scosceso
di Monte Caraceno
costruirono un tempio
maestoso complesso di culto
a ricordo perenne di un popolo
audace
la cui semplice e rude fierezza
sconfisse con l’onta del giogo caudino
i grandi Romani.

I resti
in parte coperti dal verde dell’erba
o da un soffice manto di neve
in inverno
conservano ancora
immutato
l’orgoglio sannita.

E ancor oggi
al calar della sera
l’ombra di Ponzio1
pensosa
si aggira tra i ruderi antichi
poi siede nell’ampio teatro
carezzando gli antichi braccioli a forma di grifo
e aspetta
paziente
che inizi di nuovo
la grande battaglia.

1. Gavio Ponzio figlio del Meddis Erennio Ponzio, eroe delle Forche Caudine.


Nota di Enzo C. Delli Quadri

In base ad una stucchevole considerazione di qualche amico,  sembrerebbe non  più corretto parlare di Sanniti, riferito alle popolazioni di oggi,  per effetto di dominazioni continue, subite dai nostri territori.

Certo, i Sanniti non esistono più, ma esistono popolazioni che vivono in continuità con la loro storia e il loro temperamento. È noto che il carattere di un popolo  viene determinato soprattutto dal territorio in cui si vive, dal suo clima, dai suoi prodotti, dalle sue asperità e avversità, da ciò che si mangia e da ciò che si respira. (le popolazioni dell’Altosannio-Almosava  hanno sicuramente un loro carattere precipuo che viene da secoli fa).

_______________________
[1]
 Silvana Poccioni Molisana di Rocchetta al Volturno, già Prof. Di Letteratura Italiana e Latino al Liceo, ha la passione per la poesia e i racconti, accolti in prestigiose antologie nazionali. È impegnata, anche, in multimediali di poesia ed editoria on-line.

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

10 Commenti

  1. Ho sempre ammirato Silvana che scolpisce con le parole quel suo pensare profondo, mai banale, e questa lirica ne è la dimostrazione evidente!
    E’ una grandissima Artista!
    I miei complimenti!

    • Ringrazio l’amico  poeta Duilio Martino per aver dato visibilità a questa mia, che vuole effettivamente rivendicare, con orgoglio, le origini antichissime del carattere forte e determinato del popolo dell’alto Sannio. Non volevo, infatti, semplicemente ricordare la storia antica, di cui comunque vado fiera, ma stimolare, con questo ricordo, alla combattività e al rifiuto della rassegnazione le popolazioni dell’Alto Molise.   Vorrei (e so a questo punto di essere un po’ sentimentale) che si smettesse una buona volta di lamentarsi e di piagnucolare per il degrado del nostro territorio e si facesse come Ponzio Telesino una vera grande battaglia per conservare tutto ciò che è ancora possibile conservare in questa nostra magnifica terra.

  2. Parole Sante nella tua nota caro Enzo….

    Tratto dalla Mia “Il Tratto di un Popolo Migrante”:
    (D’un popolo il tratto lo scrive la storia!
    sbiadisce memoria s’è sorda ignoranza
    …labile e leggera come anche la gloria
    il tempo divora se vige arroganza).

  3. Il contenuto dei primi due paragrafi e della seconda “precisazione” potrebbe costituire l’oggetto di un seminario – assolutamente interessante – per chiunque sia, in qualche modo, legato alle proprie radici sannite ( siano esse dei Pentri, dei Caraceni, dei Frentani, dei Caudini od Irpini). La prima “precisazione” cela, invece, l’insidia di “aprire” ad un terreno pericoloso; es: 1. siamo Sanniti … ma non tutti allo stesso modo !!! 2. Possiamo “convivere ? 3 Se si, in che maniera: … con una … “federazione di tribù”, come ben oltre 2000 anni fa ? 4. Se no, … ogni tribù sannita ( ammesso che siano effettivamente esistite tutte quante le tribù sopramenzionate) potrebbe ambire a rivendicare per sè l’idea del Sannio … o potrebbe disconoscere il comune ceppo. … E così via ….
    Sono convinto che Facebook non sia il mezzo migliore cui affidare questo dibattito al quale, pure, mi piacerebbe tantissimo partecipare … chissà se qualcuno raccoglie l’idea?
      Quanto a Silvana Poccioni … pentra “altovolturnense” in terra caracena (ritengo senza disagi di identità), i più ammirati complimenti da un altro pentro “altovolturnense” ( che … potrebbe essere cosa diversa da un pentro “matesino”?). 
    Con tanta cordialità … e la consueta ammirazione !!!

    •  Sicuramente in autunno avremo modo di approfondire questi argomenti che, sono d’accordo, posso dare adito ad interpretazioni malevoli. Comunque, qui non si rivendica l’idea del Sannio ma una continuità di carattere e temperamento tra le popolazione che si sono succedute sullo stesso territorio.

  4. Ovviamente ringrazio Enzi Delli Quadri per aver pubblicato la mia poesia in Almosava e gli riconfermo la mia stima per la tenacia con cui porta avanti la sua e la nostra battaglia per l’Alto Molise.

  5. L’erudizione e la fantasia, la storia e la bellezza del paesaggio si coniugano egregiamente in questa poesia , che si fa lieve pur nel peso dell’argomento. COMPLIMENTI ALLA PROF – POETA.
    ED IO SONO UNA SANNITA A TUTTI GLI EFFETTI: il mio paese è MONTEFALCONE NEL SANNIO.

  6. Solo una precisazione: il Comandante delle Forche Caudine era Gavio Ponzio figlio del Meddis Erennio Ponzio.
    Gavio Ponzio Telesino fu invece l’eroe sannita che attaccò Roma nella Battaglia di Porta Collina il 1 novembre dell.82 a.C.
    Spesso i due sono confusi. Il secondo sembra si vantasse di discendere dal primo che, comunque, telesino non fu mai definito dagli scrittori antichi

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