Il riso col latte – Lə rìs chə lə làtt

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di Flora Delli Quadri [1]

ingredienti

Quaranta giorni dopo la Pasqua si festeggia l’Ascensione di Gesù al cielo. In questo giorno in Agnone si preparava in tutte le case il “riso col latte”, dolce tanto semplice, quanto ottimo.

Ricordo i vari contenitori utilizzati per farlo raffreddare: tanti piatti piani poggiati dappertutto, sul frigorifero, sulla madia, su tavolo della sala.
Noi aspettavamo che si raffreddasse per poter gustare non tanto il riso, quanto la cremina di latte che si formava sul bordo del piatto dopo che il riso, per effetto del peso, si era concentrato verso il fondo. Poi col cucchiaino aggredivamo il dolce partendo dall’esterno perché era proprio lì che la cremina si poteva gustare in tutta la sua dolcezza.

Era importante che il piatto fosse basso e largo per permettere alla cannella di permeare col suo aroma tutta la massa del riso: in una ciotola profonda solo lo strato superficiale si sarebbe aromatizzato, non certo il fondo.
Solo chi è legato alla tradizione fa ancora questo dolce nel giorno dell’Ascensione e non è difficile dedurne il motivo: è troppo facile e gli ingredienti sono troppo poveri, quindi non può competere con le elaborate preparazione dei grandi chef né con le sofisticate ricette dei tanti blog di cucina che riempiono internet.

Ricetta
Per prepararlo lessare in 1 litro di latte, meglio se intero, 100 g di riso, buccia di limone e un pizzico di sale. A metà cottura tre o più cucchiaiate di zucchero secondo i gusti.
Fare attenzione perché il latte facilmente fa la schiuma e trabocca o si attacca sul fondo della pentola.
Una volta cotto il riso, versarlo in piatti larghi e non molto profondi, spolverizzare di cannella e lasciate raffreddare. (Ricetta di Minella Busico Marcovecchio).

riso con il latte
Il “riso con il latte “, un’usanza dei nostri nonni, caldo o freddo non importa, purché profumato di limone e cannella (foto e commento di Mimina Bagnoli).

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[1]Flora Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Matematica in pensione. Si occupa di cultura e politica; pur risiedendo altrove, ha conservato intatto l’amore per il suo paese d’origine che coltiva in forma attiva.


Editing: Flora Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine


9 Commenti

  1. l’abbondanza di latte serve proprio per la cremina che dice Flora con meno latte o più riso viene a mancare la “delizia”

  2. Flora mi ha anticipato. Avevo intenzione di scrivere lo stesso pezzo. Rispetto al suo avrei solo detto che ‘l ris ch’ ‘le è, per me, un dolce talmente buono che la ricetta riportata è sufficiente solo per me………

  3. Grazie per la ricetta ed il risveglio dei ricordi vaghi dell’infanzia. Mia madre lo preparava anche quando ormai eravamo a Resina (Ercolano).Ma mi chiedo perché all’Ascensione?

    • Da Domenico Meo si apprende che:
      ” La festa dell’Ascensione era caratterizzata anche dall’abbondante uso di latte. Il giorno precedente, o la mattina della festa, i contadini si recavano nelle case dei signori, degli artigiani e degli amici, e in genere di tutte le persone con cui avevano un obbligo, portando in dono grossi recipienti di latte. (…………. ) Nella giornata, seguendo un’antica credenza popolare, i contadini non lavoravano i formaggi. In caso contrario, le mucche non avrebbero più prodotto il latte. Ancora oggi, il riso con il latte costituisce il cibo rituale di alcune famiglie agnonesi.

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