Il proliferare, in Altosannio, di statue di santi e di madonne

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di Luigi Mastronardi [1]

Edicole tra Cerasuolo e Filignano (IS) fotografate dall’arch. Franco Valente.

Il proliferare, in Altosannio, di statue di santi e di madonne, di edicole votive e di cappelle religiose,  è stato considerato da più parti come uno strano sintomo di recrudescenza confessionale. Secondo alcuni la cosa potrebbe evidenziare manifestazioni di eccessiva credulità che allontanerebbero dal pensiero razionale soprattutto le menti più giovani e quindi più esposte. Noi, in tutta franchezza, riteniamo che queste manifestazioni spontanee di devozione e di pubblica adesione alla spiritualità, non solo siano opportune ma andrebbero anzi incoraggiate e vieppiù sollecitate dalle autorità religiose e anche dalle istituzioni pubbliche. E ciò sia detto per vari motivi.

Nel deserto dei valori correnti, la morale religiosa rimane pur sempre una moneta ben spendibile nella società contemporanea come baluardo alla vacuità di quelli che sono i princìpi dei nostri tempi: apparire, spendere, seguire mode effimere, vivere nell’immediato senza progettualità e quasi senza futuro.

I giovani e meno giovani si distaccano sempre più dalla spiritualità anche perché non hanno maestri e mentori adeguati che li formino e che sappiano indirizzarli. La religiosità, quindi, è vista come una dimensione estranea e lontana che non porta benefici nell’immediatezza ma che addirittura distoglie dalla fruizione di altre necessità e di altre mode che però non sono meritorie o edificanti. Oppure ritengono che la religiosità nulla possa contro le varie dipendenze che sono vere e proprie piaghe della nostra società.

Le chiese sono sempre più vuote e sono frequentate per lo più da anziani. Nei piccoli centri, infatti, quando non ci saranno più gli anziani, le chiese probabilmente saranno chiuse. I sacerdoti sono sempre di meno e sono oberati di conseguenza da troppe incombenze.

Come se ciò non bastasse l’arrivo di migranti da altri territori e da diverse culture ha comportato anche il dilagare di forme nuove di religiosità che però non sono nostre e non appartengono al territorio. Ma, ovviamente, come debba essere rispettabile qualunque altra lingua, oltre l’ italiano, così è rispettabile qualunque altra religione oltre quella cattolica. Però sarebbe cosa buona e giusta che, in questo caso, in modo pacifico, riuscissimo a mantenere le nostre tradizioni, così da non sradicarci del tutto, e a far valere invece quelle che sono le consuetudini del luogo e la nostra memoria storica.

In questa direzione dovrebbe bene andare allora la fioritura, anche sulle strade, di tante espressioni di culto cristiano che possano aiutare a rinforzare non solo la fede cattolica ma che ricordino, quando le si pratichi e le si frequenti, che possa esserci una forza morale, una visione diversa ai problemi e alle avversità del vivere quotidiano dei fedeli, e non solo. E che facciano anche da legittimo e lecito argine a nuovi movimenti religiosi che non rispecchiano però, come detto, la nostra storia e le nostre origini.

Invochiamo quindi maggiore attenzione e non disinteresse da parte delle istituzioni locali e di quelle religiose, affinché queste rappresentazioni spontanee di pubblica devozione (statue ed edicole votive) siano meglio considerate ed anzi evidenziate con nuova passione e migliore partecipazione.

Per il bene di tutti.

 


[1]  Luigi Mastronardi, molisano di Villacanale di Agnone, psicoterapeuta  di scuola freudiana, specializzato nella psicoterapia breve; assertore della necessità che i giovani apprendano come quel che sembra vecchio e inutile  sia, invece,  da assumere come necessario e splendente; difensore estremo delle proprie radici, perché, come dice il poeta, “se vuoi conoscere il futuro, studia ed approfondisci il passato”.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

 

 

 

 

 

 

1 COMMENTO

  1. Se in vece della “religiosità”i ministri di culto vivessero la realtà evangelica e spiegassero che la spiritualità non è dentro le immagini avremmo una chiesa più credibile. Come dire, pochi Cristiani ma veri. La morale (etica) di Dio è una categoria umana. Dio non possiede un codice per giudicare, lascia all’essere umano il libero arbitrio. Saluti a te.

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