Il Piano Sanitario è scritto: chiusi tre ospedali, elisoccorso in montagna e stop ai concorsi

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Tratto da Primo Numero.it  del 5 ottobre 2012

 

Nessun posto letto a Larino, Agnone e Venafro: restano solo i pronto soccorso. Nei centri di montagna i trasferimenti assicurati dall’elicottero: costa meno. Questo è il Piano, ancora riservato, del commissario inviato dal Governo Filippo Basso, che lo ha redatto senza dare ascolto ai politici e ai dirigenti della sanità locale. Il documento a giorni sarà illustrato, senza possibilità di ripensamenti. Tra le indiscrezioni anche il ridimensionamento in prospettiva della strutture private (Cattolica e Neuromed) e una frenata decisa ai concorsi da primario che la Asrem ha auspicato per il Cardarelli.

(Questo succede a chi non comprende l’importanza delle alleanze tra tutti i Comuni dell’ALMOSAVA – n.d.r.)

Non ha dato retta né a Iorio, né ai dirigenti dell’Asrem; se n’è infischiato delle pressioni degli ospedali privati e dei “suggerimenti” arrivati dai baroni che considerano i reparti d’ospedale come proprio feudi. Filippo Basso – Commissario della Sanità molisana nominato a luglio dal governo Monti per togliere poteri al governatore Iorio – ha preparato da solo il nuovo piano sanitario del Molise. Ora quel piano è pronto, tra pochi giorni verrà reso ufficiale, e c’è da scommettere che si leveranno urla di disperazione dalla classe politica regionale.

Le prime indiscrezioni riguardo a quello che oggi è ancora un “piano segreto” parlano senza equivoci di decisioni drastiche: chiusura definitiva di tre ospedali, quelli di Larino, Agnone e Venafro. Non ci sarà neanche un posto letto, non ci saranno i reparti geriatrici – detti, in linguaggio burocratico, residenze sanitarie per lungodegenti – vagheggiati da Iorio e dalla sua struttura.
Rimarranno soltanto i pronto soccorso con l’incarico di far fronte alle urgenze e di smistare poi i pazienti negli altri nosocomi della regione, Termoli, Campobasso e Isernia. E non è tutto: un forte ridimensionamento è previsto anche per le due grandi strutture private che finora hanno fatto da supporto – in cambio di dispendiosissime sovvenzioni – al sistema medico ospedaliero del Molise. La Cattolica a Campobasso e il Neuromed di Pozzilli vedranno probabilmente ridotte – non da subito, ma in prospettiva – le convenzioni con la Asrem che riguarderanno solo quei reparti altamente specializzati nella cura di malattie a cui le strutture pubbliche non possono far fronte adeguatamente. Quindi basta doppioni e basta equiparazioni fra pubblico e privato. Per esempio: l’idea di Iorio era quella di istituire un reparto di cardiologia alla Cattolica che alla lunga consentisse di ridimensionare quello del Cardarelli. Ebbene, Basso su questo punto pare abbia assunto una decisione inequivocabile: la Cardiologia a Campobasso esiste già, è al Cardarelli e lì rimarrà, senza un inutile doppione alla Cattolica.

Dunque Filippo Basso ha usato la mano pesante, come del resto era prevedibile. In cinque anni di gestione commissariale Michele Iorio, malgrado i continui proclami, non ha né ridotto lo spaventoso deficit accumulato dal nostro sistema sanitario (anzi, è perfino aumentato), né ha snellito le strutture ospedaliere e ambulatoriali, né ha attuato quei programmi che avrebbero dovuto rendere più efficiente e più utile ai cittadini l’intera macchina assistenziale. Lo stesso tavolo tecnico di Roma, composto dagli esperti nominati dai Ministeri, a luglio aveva bocciato in toto la gestione Iorio puntando il dito contro una crescente inefficienza, la disobbedienza ai diktat del governo, l’incapacità di prendere decisioni radicali pur di conservare potere di controllo sull’intero sistema, le spese ancora esorbitanti e fuori controllo.

Proprio durante quella riunione di luglio i tecnici del governo Monti erano stati chiari: il nuovo commissario è Filippo Basso, Iorio mantiene la nomina solo pro forma e comunque dovrà fare riferimento all’uomo inviato da Roma. E sarà Basso, venne scritto nero su bianco nel verbale di quell’incontro, a redigere il nuovo piano sanitario. “Lo farà in piena autonomia, senza dover patteggiare con nessuno”. Cosa che sembra aver fatto senza tentennamenti.

Basso, stando alle indiscrezioni raccolte da Primonumero.it, decidendo di chiudere in via definitiva e senza appello gli ospedali di Larino, Venafro e Agnone, ha anche immaginato possibili soluzioni ai problemi che inevitabilmente emergeranno con l’interruzione dell’attività dei tre nosocomi. Per esempio, per giustificare la necessità di mantenere aperto un presidio ospedalieri ad Agnone si era sempre brandito il problema dei piccoli paesi di montagna che dovrebbero fare riferimento a Isernia, molto, troppo distante da alcuni Comuni dell’Alto Molise. Ebbene, la soluzione del commissario Basso sarebbe quella di potenziare il sistema di elisoccorso e comunque di trasporto dei pazienti bisognosi di assistenza immediata in elicottero. Secondo i calcoli dei tecnici che hanno supportato Basso in questi mesi di lavoro, questo sistema renderebbe perfino più efficiente il servizio per i paesi montani e costi drasticamente più contenuti rispetto al mantenimento dell’ospedale di Agnone.

Un altro problema è quello del personale. Che succederà a medici, infermieri e dipendenti vari attualmente in forza a Larino, Venafro e Agnone? A parte i pochi che rimarranno a presidiare i pronto soccorso, anche in questo caso la soluzione prospettata da Basso non ammette deroghe.

Tutti trasferiti nei tre nosocomi che sopravvivranno – il San Timoteo, il Cardarelli e il Veneziale – a seconda dei bisogni.

Altro capitolo caldo, quello dei concorsi. Pare infatti che i vertici dell’Asrem, nonostante le chiare indicazioni in senso contrario del tavolo tecnico di Roma, abbiano messo in cantiere la possibilità indire nuovi concorsi per tre posti da primario al Cardarelli con la scusa che Ostetricia, Anestesia e Cardiologia sono attualmente guidati da medici “facenti funzione”. Basso ha sentito puzza di bruciato dal momento che negli ospedali della regione ci sono molti altri reparti e unità complesse in cui il ruolo di primario è vacante. Il sospetto, dunque, è che qualcuno volesse piazzare in extremis “persone giuste al posto giusto” (a gli “amici giusti al posto giusto”) prima che il Commissario Basso stoppasse definitivamente queste procedure a dir poco discutibili. Ma il Commissario è intervenuto prima del tempo: non ci sarà nessun concorso, né a tempi brevi, e i ruoli di dirigenza dei singoli reparti saranno affidati a personale interno, quindi con un dispendio di denari largamente ridotto.

A questa decisione Basso è arrivato evidentemente anche sulla spinta di un documento sottoscritto da molti medici che operano nella sanità pubblica del Molise e che gli è stato recapitato: «Mentre tutti i dirigenti medici dell’ospedale» è scritto nella lettera «sono costretti a svolgere le proprie attività lavorative in condizioni di estrema precarietà dovuta alla carenza di personale medico e paramedico che affligge molti reparti, i vertici dell’Asrem, ignorando volutamente la tragica realtà sociale e economica in cui ci troviamo, continuano imperterriti a eseguire gli scellerati ordini del maggiore responsabile di tutto questo marasma: il nostro governatore». E citano, nella missiva i casi del professor Bianchi che a detta loro gode un supplemento di stipendio riconosciutogli per il ruolo occulto di maestro del figlio di Iorio nel reparto di chirurgia vascolare; e quello del professor De Santis che dal 2009 ha un contatto di collaborazione da oltre 10 mila euro al mese per dirigere il reparto di Ostetricia del Cardarelli, quando la prassi (e la logica del risparmio in una regione commissariata proprio per la sanità) vuole che in assenza di un primario i reparti vengano diretti da un medico interno.

(Pubblicato il 05/10/2012)

1 COMMENTO

  1. Con il maltempo gli elicotteri volano? Non mi sembra.
    Perchè da noi ,Agnone e comprensorio ,con la neve e l’acqua ventata dove voli?
    E poi Venafro è vicino a Isernia e ha anche la Neuromed.
    Larino è vicinissimo a Termoli e anche a Vasto.
    Nessuno si è brigato di far fare un giro qui da noi al dr.Basso?
    Agnone Agnone,”le stalle  ci stanno a guardare “perchè le stelle si sono
    spente per la vergogna,altro che “Atene del Sannio”.

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