Il pensiero di una mamma sola

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L’emigrazione ha portato benessere, ma ha anche spopolato paesi, ha diviso famiglie, ha creato nelle case solitudine e attesa. Spesso i padri hanno lasciato i figli piccoli e li hanno ritrovati adulti. A questo punto il ruolo della donna è stato decisivo: lei ha portato il peso della separazione, si è dovuta emancipare, ha preso decisioni, ha stabilito quale scuola i figli dovessero frequentare.
Qui di seguito si riporta una poesia scritta da Anna Carnevale di Capracotta, madre di sei figli, tutti ormai lontani da lei, ben sistemati, sposati e realizzati nelle loro professioni. Solo gli ultimi due sono rimasti nel paesello.
Maria Delli Quadri, ott. 2015

Madre_con_figlio-1

Nevica e soffia la tramontana.
Il mio pensiero va vicino e va lontano
a quel pover’uomo* che lavora sempre solo.
Il mio pensiero fa sentire una stretta al cuore
si ferma a Franco e Lucio a Roma.
Il mio pensiero va sempre in fretta,
a Castel di Sangro, da Nicoletta.
Il mio pensiero gira come un nuvolone
aspettando Fernando con la corriera da Agnone.
Il mio pensiero si ferma per la via
per ascoltare la voce di Loreto e di Maria.
O mamma sola che tormento!
Ho sparso una famiglia
come le foglie sparge il vento.

Anna Di Rienzo Carnevale

*pover’uomo = il marito lontano per lavoro


Editing: Flora Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

 

7 Commenti

  1. bella, mi pare di sentire mia madre. Di sei figli, soltanto uno abita a Poggio Sannita e le giornate scorrono con il pensiero rivolto a chi abita lontano.

  2. Che stretta al cuore, la mamma è il nostro Santo sulla terra e lei non manca mai di anticipare tutti i nostri bisogni e desideri. Le nostre madri hanno fatto grande l’Italia creando dal niente generazioni piene di talento e voglia di fare. Bella Poesia

  3. Palpabile in questa bella poesia, la nostalgia di una donna -e soprattutto di una madre- per il marito lontano e per i numerosi figli sparsi nel mondo…e ancor più toccante il suo affetto che “insegue” quei figli!
    Ma oggigiorno con la donna-madre emancipata e lavoratrice, a volte single, la situazione di solitudine …si ripete, come nel tempo passato.

  4. Gentile “Maria”, che sei intervenuta alle 16:58 di ieri: grazie per avere espresso una convinzione che è anche la mia. Io però, avrei colto l’occasione per aggiungere: …. tanto è vero che al giorno d’oggi la planetaria diffusione delle “zitelle per scelta” (tali sono mentalmente anche molte maritate) ha minato alla base e quindi condannato ad una fine ingloriosa la società consumistica.

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