Il Muschio

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A cura di Benedetto di Sciullo [1]editing Giovanni Mariano [2]

Nelle campagne che circondano i nostri paesi e soprattutto nel loro sottobosco è facilissimo trovare spessi strati di muschio che ricoprono i massi.

Nonostante il senso di freschezza che questa pianta c’ispira, spesso essa è ignorata forse proprio perché così facile da trovare. Questo avviene ora così come avveniva molti anni fa quando il muschio, ignorato per quasi tutto l’anno, era poi valorizzato nel periodo che precedeva il Natale perché utilizzato per l’allestimento del presepe sia in casa che nelle chiese.

Per la sua particolarità di crescere sui massi il muschio viene chiamato, nella forma dialettale, lane di prete” (lana delle pietre) e certamente nessun nome può essere più appropriato.

La ricerca della borracina doveva avvenire, ovviamente, per tempo sia per evitare che non ne restasse più (nonostante ognuno avesse il proprio “cuzze”), sia perché in caso di neve, che allora cadeva molto più abbondante di ora, era in pratica impossibile raccoglierlo.

Il muschio raccolto in anticipo era conservato gelosamente nel fresco delle cantine fino al giorno del suo utilizzo, quando cioè veniva allestito il presepe.

Ora in commercio esistono i muschi sintetici sempre più somiglianti a quelli naturali, riutilizzabili ogni anno, facili da disporre ed a portata di tutte le tasche, ma “la lane di prete” dava senz’altro all’allestimento del presepe quel tocco di folclore e di tradizione che ormai va scomparendo.

Il Muschio fa parte della Famiglia delle  Briofite, Gruppo: Archegoniate

Generalmente si pensa che i muschi crescano in zone umide ed ombrose, ma in realtà non è così, infatti li si può ritrovare in una vastissima varietà di ambienti, dai più cupi ai più soleggiati.

Dal momento che non possiedono radici(quelle che hanno svolgono solo il ruolo di ancoraggio) riescono a vivere anche dov’è presente un substrato sottilissimo, purchè vi sia umidità sufficiente, anche se è ben noto che la maggior parte delle specie riesce a superare periodi di siccità rimanendo in uno stato disidratato, che può essere superato in poche ore in presenza d’acqua.

A differenza delle piante superiori che crescono traspirando acqua dalle foglie ed assorbendola, assieme agli elementi nutritivi, dalle radici, i muschi sono dotati di radici temporanee non assorbenti con ruolo ancorante, mentre il trasporto di acqua e sostanze nutritive avviene per capillarità ed interessa l’intera colonia di piante. In più i muschi hanno la grandissima capacità di assorbire direttamente dalle foglie (se così possiamo definirle) l’umidità dell’aria, il che li rende maggiormente resistenti agli sbalzi idrici, ma anche maggiormente soggetti all’inquinamento atmosferico.


[1]Benedetto Di SciulloAbruzzese di Fallo (CH), libero professionista. Dedica tanto tempo alla cultura locale per mantenere concretamente vivi i palpiti di un mondo antico che accomuna tanti di noi e che, dal passato, ancora ci accarezza e ci emoziona superando oceani e continenti. Ha creato, con Giovanni Mariano, il sito www.faldus.itche celebra Fallo (CH) e i Fallesi.
[2]Giovanni MarianoAbruzzese di Fallo (CH), informatico. Cura con Benedetto Di Sciullo il sito dedicato a Fallo sapendo di fare piacere ai conterranei che apprezzano le abitudini, l’aria, i profumi dell’Alto Vastese. Ha creato, con Benedetto di Sciullo, il sito www.faldus.itche celebra Fallo (CH) e i Fallesi.

Copyright:  www.Faldus.it
Editing: Enzo C. Delli Quadri

 

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