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Il Mondo di Maria – Le urla delle città, il silenzio dei borghi

Commento di Maria delli Quadri [1]  con versi di Gustavo [2] e nota di Enzo  [3]

La voce della TV mi giunge netta e chiara: il tg racconta la periferia delle città con tutte le grida e le urla delle persone che lamentano ristrettezze, disagi e paure. Noi qui, in quest’angolo di Molise Altissimo, siamo al riparo da scossoni e tumulti.

Tuttavia mi chiedo: come siamo giunti fin qui?

Paesi spopolati vuoti come fantasmi dove il silenzio regna sovrano e incontrare una persona è un avvenimento; di contro, città che scoppiano di folle rabbiose e imprevedibili, di traffico impazzito, di smog, di rumori. Non è questo che i nostri padri avevano previsto per il progresso dell’Italia.

Troppa disparità, troppa ingiustizia; e noi tutti siamo le vittime di questo scempio.


 

Versi di Gustavo Tempesta Petresine

Qui,
tutto è pace,
e silenzio.
Urla solo il vento,
su rassegnate croci!


 

Nota di Enzo C. Delli Quadri

Il Governo Italiano dovrebbe avere il coraggio e la fantasia efficace per una grande operazione economicamente strategica: decongestionamento delle aree urbane e costiere, anche per tagliare le unghie alle Caste Regionali e Provinciali e varo di un piano legato alla fiscalità di vantaggio per le aree interne dell’Appennino che sono a rischio di desertificazione.

Non siamo più una nazione manifatturiera, a base industriale. Il 50% degli attuali servizi possono essere svolti lontani dai centri urbani, anche su una montagna. In tutto il mondo si assiste allo sviluppo occupazionale di zone lontane dai centri, grazie a nuove tecnologie, a nuovi servizi, a nuovi bisogni. Ne guadagnerebbero la sicurezza, l’edilizia, il vivere civile, la difesa del territorio e dell’ambiente, il patrimonio immobiliare e fondiario delle aree interne.

Lo Stato ha aiutato e ancora aiuta, fiscalmente, chi vuole rottamare un auto o un apparecchio domestico o una ristrutturazione. Perché non dovrebbe aiutare, fiscalmente, chi rimane o chi decide di tornare a vivere nei borghi dell’Appennino, piuttosto che perdersi in megalopoli insicure, costosissime e di difficile aggregazione sociale?

Da una parte, verrebbero ridotti gli immensi costi di gestione di queste grandi città, connessi all’esigenza di assicurare un minimo di sicurezza,  verrebbero ridotti i numeri delle stragi causate dagli incidenti stradali o dalla criminalità organizzata, verrebbero calmierati i prezzi degli immobili delle città, verrebbe fermato l’urbanesimo selvaggio, verrebbero, quindi, decongestionate le pericolose periferie.

Dall’altra, verrebbero salvaguardati i bellissimi borghi dell’Appennino, verrebbe ridato valore agli immobili e ai terreni, verrebbe assicurato un miglior/maggior controllo idrogeologico del territorio, verrebbe risolto il grave problema morale che affligge le popolazioni che vedono la desertificazione di famiglie, strade, monti e valli.

 .


[1] Maria Delli Quadri: Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Lettere, oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti. In questa rubrica Maria volge lo sguardo sul mondo almosaviano e nascono pensieri e ricordi.
[3] Gustavo Tempesta Petresine, Molisano di Pescopennataro (IS), si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati i premi conseguiti e la stima di tutti.
[2] Enzo C. Delli Quadri, Molisano di Agnone (IS), ex Manager Aziendale presso 9 aziende nazionali ed estere, oggi in pensione. Da 22 anni si preoccupa di divulgare la cultura popolare della sua terra con l’obiettivo di veder riaggregato il territorio dell’Altosannio-Almosava, oggi sottoposto a 4 province e 2 regioni. 

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

Un commento

  1. Cari amici, condivido appieno le vostre parole:considerazioni e proposte, forse perché ho la vs stessa età!? parole …poetiche, profetiche e sante( laicamente sante)! Noi anziani, che ormai viviamo lontani dai ns paesi d’origine forse NON possiamo tornarci— ho i figli vicini e personalmente preferisco finire i miei giorni VICINA a loro… Ma almeno si avverasse un auspicio che faccio pure mio : vedere “salvaguardati i bellissimi borghi dell’Appennino” dai ragazzi e giovani che vi nascono oggi, e che con le nuove tecnologie vi possano anche LAVORARE…

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