Il Mondo di Maria – Le urla delle città, il silenzio dei borghi

1
990

Commento di Maria delli Quadri [1]  con versi di Gustavo [2] e nota di Enzo  [3]

La voce della TV mi giunge netta e chiara: il tg racconta la periferia delle città con tutte le grida e le urla delle persone che lamentano ristrettezze, disagi e paure. Noi qui, in quest’angolo di Molise Altissimo, siamo al riparo da scossoni e tumulti.

Tuttavia mi chiedo: come siamo giunti fin qui?

Paesi spopolati vuoti come fantasmi dove il silenzio regna sovrano e incontrare una persona è un avvenimento; di contro, città che scoppiano di folle rabbiose e imprevedibili, di traffico impazzito, di smog, di rumori. Non è questo che i nostri padri avevano previsto per il progresso dell’Italia.

Troppa disparità, troppa ingiustizia; e noi tutti siamo le vittime di questo scempio.


 

Versi di Gustavo Tempesta Petresine

Qui,
tutto è pace,
e silenzio.
Urla solo il vento,
su rassegnate croci!


 

Nota di Enzo C. Delli Quadri

Il Governo Italiano dovrebbe avere il coraggio e la fantasia efficace per una grande operazione economicamente strategica: decongestionamento delle aree urbane e costiere, anche per tagliare le unghie alle Caste Regionali e Provinciali e varo di un piano legato alla fiscalità di vantaggio per le aree interne dell’Appennino che sono a rischio di desertificazione.

Non siamo più una nazione manifatturiera, a base industriale. Il 50% degli attuali servizi possono essere svolti lontani dai centri urbani, anche su una montagna. In tutto il mondo si assiste allo sviluppo occupazionale di zone lontane dai centri, grazie a nuove tecnologie, a nuovi servizi, a nuovi bisogni. Ne guadagnerebbero la sicurezza, l’edilizia, il vivere civile, la difesa del territorio e dell’ambiente, il patrimonio immobiliare e fondiario delle aree interne.

Lo Stato ha aiutato e ancora aiuta, fiscalmente, chi vuole rottamare un auto o un apparecchio domestico o una ristrutturazione. Perché non dovrebbe aiutare, fiscalmente, chi rimane o chi decide di tornare a vivere nei borghi dell’Appennino, piuttosto che perdersi in megalopoli insicure, costosissime e di difficile aggregazione sociale?

Da una parte, verrebbero ridotti gli immensi costi di gestione di queste grandi città, connessi all’esigenza di assicurare un minimo di sicurezza,  verrebbero ridotti i numeri delle stragi causate dagli incidenti stradali o dalla criminalità organizzata, verrebbero calmierati i prezzi degli immobili delle città, verrebbe fermato l’urbanesimo selvaggio, verrebbero, quindi, decongestionate le pericolose periferie.

Dall’altra, verrebbero salvaguardati i bellissimi borghi dell’Appennino, verrebbe ridato valore agli immobili e ai terreni, verrebbe assicurato un miglior/maggior controllo idrogeologico del territorio, verrebbe risolto il grave problema morale che affligge le popolazioni che vedono la desertificazione di famiglie, strade, monti e valli.

 .


[1] Maria Delli Quadri: Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Lettere, oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti. In questa rubrica Maria volge lo sguardo sul mondo almosaviano e nascono pensieri e ricordi.
[3] Gustavo Tempesta Petresine, Molisano di Pescopennataro (IS), si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati i premi conseguiti e la stima di tutti.
[2] Enzo C. Delli Quadri, Molisano di Agnone (IS), ex Manager Aziendale presso 9 aziende nazionali ed estere, oggi in pensione. Da 22 anni si preoccupa di divulgare la cultura popolare della sua terra con l’obiettivo di veder riaggregato il territorio dell’Altosannio-Almosava, oggi sottoposto a 4 province e 2 regioni. 

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

1 COMMENTO

  1. Cari amici, condivido appieno le vostre parole:considerazioni e proposte, forse perché ho la vs stessa età!? parole …poetiche, profetiche e sante( laicamente sante)! Noi anziani, che ormai viviamo lontani dai ns paesi d’origine forse NON possiamo tornarci— ho i figli vicini e personalmente preferisco finire i miei giorni VICINA a loro… Ma almeno si avverasse un auspicio che faccio pure mio : vedere “salvaguardati i bellissimi borghi dell’Appennino” dai ragazzi e giovani che vi nascono oggi, e che con le nuove tecnologie vi possano anche LAVORARE…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.