Il Mondo di Maria – La Ammarella, sanità d’altri tempi

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di Maria Delli Quadri [1]

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La “ammarella” ( Ammara al diminutivo, ostetrica di piccola statura)  era così chiamata per la sua figura piccola e scattante. al contrario della collega  grossa  già menzionata, rispetto alla quale  era più giovane.

Era bruna di carnagione e scura di capelli, che  portava sciolti e corti come una zazzera. Scarpe basse e comode, abiti pratici, talvolta anche i pantaloni, quando d’inverno la tempesta infuriava e lei doveva andare in qualche masseria dove era attesa. Si distingueva per la sua affabilità e prontezza di eloquio, per la  forza e l’energia con cui svolgeva il suo lavoro. Era una libera professionista, per cui non aveva diritto ad alcuno stipendio comunale, e lei, il più delle volte, quando si accorgeva delle ristrettezze economiche della famiglia, sorvolava sul compenso., anzi era lei  che elargiva e aiutava come poteva. Non dobbiamo dimenticare che quelli erano tempi difficili per tutti.

Maria Delli Quadri - Ostetrica
Maria Delli Quadri – Ostetrica

Il suo raggio d’ azione era per lo più il contado, perchè a dorso di mulo o di asino, a differenza dell’altra più gravante, lei poteva cavalcare, salire e scendere per i dirupi da cui è caratterizzato il   nostro territorio. Tuttavia aveva tanti clienti anche in paese. In mancanza di mezzi di trasporto e di strade, raggiungeva a piedi  le case coloniche, anche le più sperdute, per portare aiuto alle donne che non avevano fatto in tempo a tornare in paese per il lieto evento.

Figura eroica se si pensa che dalle nostre parti non è sempre primavera;  ma lei non si spaventava: con qualunque tempo, scortata naturalmente, raggiungeva la casa e, lì pervenuta, si metteva all’opera portando  una ventata di forza e di coraggio. Se non ricordo male, negli ultimi tempi, aveva anche  una bicicletta, cosa proibita alle donne di allora. Ma lei, anticonvenzionale  com’era, ne faceva uso tutte le volte che era necessario. Per strada, distribuiva consigli e pareri a tutti coloro che glieli chiedevano.

Battezzava i bambini che aveva fatto nascere, poi continuava a seguirli anche quando erano cresciuti; si informava di loro, chiedeva degli studi: era insomma quasi una mamma, lei che non si era sposata e non aveva figli suoi. I miei cugini; Ermanno e Sergio, sono nati con la sua assistenza, alla fine degli anni ’50. Oggi i due fratelli, adulti ormai, sono andati via dal belpaese e svolgono le loro professioni fuori come tanti. Anche lei è andata via nel luogo da dove non si torna mai più. E’ un ricordo per tanti, un’emozione per Ezilda, Enzo e Assunta, figli di suo fratello Vittorio Delli Quadri.

Anni fa, al cimitero, mi si parò avanti una lapide: MARIA DELLI QUADRI. Mi venne un colpo; pensai:” è il mio nome”. Sono Io ? Un’omonima? Con  cuore tremante lessi meglio: era lei: LA AMMARELLA NEL RICORDO DI TUTTI I SUOI FIGLI.

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[1] Maria Delli Quadri: Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Lettere, oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti. In questa rubrica Maria volge lo sguardo sul mondo almosaviano e nascono pensieri e ricordi.

Musica: . Ludovico Einaudi – Una mattina
Editing:
Enzo C. Delli Quadri

 

2 Commenti

  1. L’ostetrica che negli anni cinquanta stava a Poggio Sannita era forestiera, veniva dalla provincia di Ferrara e precisamente da Bondeno, suo marito ricordo che si chiamava Dante, per tutti sor Dante ed aveva anche due figli. Il suo nome era Elvira e pure lei girava per le campagne sia in inverno che in estate. Mi hanno raccontato che quando nacqui io (1950) mio padre si era avviato per andarla a chiamare ma dopo pochi minuti fu raggiunto da un altro familiare per comunicargli l’ avvenuta nascita

  2. L’ostetrica che negli anni cinquanta stava a Poggio Sannita era forestiera, veniva dalla provincia di Ferrara e precisamente da Bondeno, suo marito ricordo che si chiamava Dante, per tutti sor Dante ed aveva anche due figli. Il suo nome era Elvira e pure lei girava per le campagne sia in inverno che in estate. Mi hanno raccontato che quando nacqui io (1950) mio padre si era avviato per andarla a chiamare ma dopo pochi minuti fu raggiunto da un altro familiare per comunicargli l’ avvenuta nascita

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