Il Molise e l’Abruzzo Citra nella sala del trono del re delle Due Sicilie

0
759

L’Alto Molise, l’Alto Sangro e l’Alto Vastese (in un unicum che è l’Altosannio) sono vicini nella geografia, nella cultura, nella storia, nelle tradizioni e … … anche nella Sala del Trono dell’antico Palazzo Reale di Napoli.

I tre territori dell’Appennino Centrale sono rappresentati simbolicamente lungo il soffitto dalle figure femminili coronate in stucco del Contado di Molise e l’Abruzzo Citeriore, insieme a tutte le altre province continentali dell’allora Regno delle Due Sicilie: Abruzzo Ulteriore Primo, Abruzzo Ulteriore Secondo, Basilicata, Calabria Citeriore, Calabria Ulteriore Prima, Calabria Ulteriore Seconda, Capitanata, Principato Citra, Principato Ultra, Terra di Bari, Terra di Lavoro e Terra d’Otranto.

Al centro del soffitto, invece, ci sono gli stemmi del Cavallo e della Trinacria, simboli rispettivamente della città di Napoli e della Sicilia.

La collocazione delle Province è emblematica. La Sala del Trono è il luogo dove il sovrano accoglieva ufficialmente i suoi ospiti. Era un po’ il biglietto da visita del Regno per i potenti e gli uomini illustri del tempo. L’ambiente, pertanto, ostenta la bellezza e la ricchezza dei domini della Casa Reale.  Un broccato rosso, cosparso di gigli ed abbellito con arabeschi fiori e figure d’oro, ricopre per intero le pareti. Ritratti di personaggi illustri, vissuti tra il Seicento e l’Ottocento, illustrano la nobiltà degli antenati della famiglia reale, i Borbone. Sullo sfondo, all’interno di un baldacchino settecentesco in velluto rosso, c’è il trono di legno dorato, con leoni in stile impero sotto i braccioli, realizzati intorno all’anno 1850.

E tra le magnificenze dello Stato, nella Sala del Trono, sono rappresentate in pompa magna anche le quattordici Province: portano, vestite in caffettano greco e con una corona turrita dorata, stemmi araldici e le insegne del Regno.

La storia delle Province napoletane è antica. Nelle Costituzioni di Melfi del 1231, Federico II stabilisce la divisione del territorio del suo Regno in 11 distretti, chiamati Giustizierati, 9 peninsulari e 2 insulari: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Capitanata, Principato e Terra Beneventana, Terra di Bari, Terra di Lavoro e Contado di Molise, Terra d’Otranto, Valle di Crati e Terra Giordana, Sicilia al di qua del Salso e Sicilia al di là del Salso. Ogni distretto è governato da un funzionario di nomina imperiale, il “giustiziere”.

Il 5 ottobre del 1273, il re Carlo I d’Angiò suddivide l’Abruzzo in due giustizierati a causa dell’ampiezza del territorio e della sua posizione strategica quale confine settentrionale del Regno di Napoli. Si segue un confine naturale: il fiume Pescara. Nascono il Giustizierato d’Abruzzo Ulteriore (Ultra flumen Piscariae) a nord e quello d’Abruzzo Citeriore (Citra flumen Piscariae) a sud di questo corso d’acqua. Nel 1302, la pace di Caltabellotta chiude il conflitto tra Angioni e Aragonesi, scoppiato venti anni prima in seguito alla celebre rivolta del Vespro in Sicilia. Gli Angioini sono costretti ad abbandonare i domini al di là dello stretto di Scilla e Cariddi. I due distretti siciliani sono rimpiazzati negli anni seguenti dalla suddivisione del Principato e della Calabria secondo lo schema consueto in “Ulteriore” e “Citeriore”. In epoca aragonese, le circoscrizioni amministrative non subiscono modificazioni territoriali. Si chiamano semplicemente “province” così come muta la denominazione del rappresentante regio: preside.

Nel 1806, il re di Napoli Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore del più noto Napoleone, riforma la ripartizione territoriale dello Stato sulla base del modello francese. La legge dell’9 agosto del 1806 n.132, sulla divisione ed amministrazione delle provincie del Regno, istituisce quattordici Province, avviando un lungo percorso di profonda revisione dell’assetto amministrativo dello Stato.

Oggi, a distanza di oltre duecento anni, il Regno di Napoli, prima, e delle Due Sicilie, poi, non c’è più. Le quattordici Province continentali, invece, sono ancora visibili nella Sala del Trono e accolgono con lo stesso sfarzo e la stessa magnificenza del passato i turisti moderni in visita allo splendido Appartamento storico del Palazzo Reale di Napoli.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here