Il Fuso

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di Enzo C. Delli Quadri


Le immagini sono sfumate; ricordo mia nonna che aveva, da una parte, una gran quantità di lana lavata e cardata e, tra le dita, questo arnese alla cui punta aveva legato un pò di quella lana; lo faceva ruotare come una trottola e faceva in modo che quel pò di lana che aveva già attaccato all’arnese più altra lana, che con l’altra mano faceva scivolare con abilità e giudizio, cominciassero a torcere fino a diventare filo. Quando il fuso, partito dalle dita, toccava terra, il filo prodotto venina arrotolato sulla pancia del Fuso.

Quell’arnese era ed è il Fuso, uno strumento che permette di filare a mano. La filatura si ottiene con la torcitura di fibre tessili in modo da trasformare un ammasso di fibre in un filato.  Di norma veniva fatta nei mesi di giugno e luglio, dopo la tosatura delle pecore, il lavaggio e la cardatura della lana. Va detto che l’arnese era molto in uso sia in Alto Molise Sangro Vastese, sia in altre regoni italiane.

Famoso è il Fuso con cui si punse la Bella Addormentata nel Bosco.

Durante la filatura  mia nonna non era sola , era sempre in compagnia e, così, il lavoro di per sè molto faticoso, diventava momento di socialità e/o di allegro pettegolezzo.

1 COMMENTO

  1. PROPRIO COSÌ! VERACE, TENERO QUADRETTO PAESANO D’ALTRI TEMPI…
    E chi può dimenticare gli spiazzi davanti ad alcune case, spesso RADUNO prediletto di nonne, che lavoravano, e nipotini, che giocavano, SORVEGLIATI con discrezione…

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