Il Convento della Maddalena a Castel di Sangro

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A cura di Alto Sangro Abruzzo

Il Convento

Il Convento dei minori osservanti o francescani, intitolato a Santa Maria Maddalena, sorse nella seconda metà del xv sec. sul luogo di un antico asilo per pellegrini posto lungo la “via degli abruzzi”. La struttura del Convento, posta su due livelli, si sviluppa intorno al chiostro sul quale si apre un portico caratterizzato al piano terra da archi a tutto sesto, da colonne, da un pozzo (elemento costante dei chiostri francescani, che provvedeva alle necessità del convento) e da affreschi del xvi-xvii sec. rappresentanti episodi della vita e dei miracoli di San Francesco d’assisi e di Sant’Antonio di Padova. Nel corso della storia il convento adattò la sua struttura a varie funzioni: vi operò dal 1510 al 1860 la comunità dei minori osservanti di S. Francesco; nel 1878 venne adattato a scuola elementare; dal 1901 a carcere mandamentale; nel dopoguerra venne utilizzato come ricovero per gli sfollati e i senza tetto; deposito e stalla fino al momento del restauro. Dopo varie vicissitudini, il complesso conventuale è stato restaurato principalmente dal punto di vista architettonico e strutturale, riportandolo alle sue linee originarie per ospitare, dal 1999, il Museo Civico Aufidenate.

La Chiesa

La chiesa ha sul frontale un magnifico ed artistico rosone in pietra lavorata ed uno stemma della famiglia d’Avalos – d’Aquino. Il suo interno, presentava ben nove altari dedicati alla Madonna del Carmine, a San Matteo, a San Francesco, all’Immacolata, a San Diego, a San Pasquale Baylon, a Santa Maria degli Angeli e a S. Antonio. Questi altari furono commissionati e donati alla chiesa dalle famiglie nobili della città, che nella stessa seppellivano i propri defunti. Un’altra particolarità di notevole interesse era il soffitto ligneo a cassettoni del xvi secolo, decorato in oro zecchino e rosoni a rilievo. Di esso ci resta come testimonianza una sola fotografia. Dopo gli eventi bellici del 1943 la chiesa fu spogliata di tutto ciò che conteneva: statue, stemmi ed altari andarono ad arricchire altri edifici religiosi locali.

L’ Orto Botanico

I frati francescani, come del resto anche i benedettini e i certosini, avevano la consuetudine di avere un proprio “orto botanico” nel quale coltivavano le erbe medicinali, gli ortaggi e gli alberi da frutta che gli consentivano un tenore di vita autonomo. A castel di Sangro, addirittura, essi adibirono il loro orto, sito dietro il convento (in località “Peschio Longo”), alla sperimentazione agricola per migliorarla e alla coltivazione del baco da seta. Questo orto è stato sistemato dai soci dell’Archeoclub d’Italia “Alto Sangro”, sede di Castel di Sangro, negli anni 2002-2003, con dei percorsi naturalistici i quali, rispettando quelli preesistenti, conducevano alla cosiddetta “tavola dei monaci”: un masso calcareo, di forma tondeggiante e rozzamente lavorato dove i monaci, forse, andavano a pregare o a meditare. Tutte le piante sono state mappate ed hanno la loro relativa scheda botanica, grazie all’aiuto dei soci dell’Archeoclub. Lungo il percorso ci sono aree attrezzate che permettono di sostare all’aria aperta. in fondo al giardino c’è un secondo pozzo, e vi si conservano colonne, resti architettonici, elementi di condotte idriche e reperti provenienti da ritrovamenti fortuiti e scavi occasionali effettuati in città e nel territorio.

 

 


Copyright: Alto Sangro Abruzzo (www.altosangro.com)
Editing: Enzo C. Delli Quadri 


Video di Nicola Petrucci

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