Il Cervo: storia, con video

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A cura di Enzo C. Delli Quadri, con video del PNALM e Pietro Santucci

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Il cervo nobile o cervo rosso (Cervus elaphus) è un mammifero della famiglia dei Cervidi.

 

Il cervo nobile occupa un territorio vastissimo, esteso da Europa e Nordafrica fino ad Asia centrale, Siberia, Estremo Oriente e Nordamerica. In passato era largamente diffuso in gran parte di Canada e Stati Uniti, ma attualmente si incontra solo nelle regioni occidentali del Nordamerica, con piccole popolazioni reintrodotte in altre aree del continente. È largamente diffuso in quasi tutta l’Europa continentale, sebbene sia assente dalle regioni settentrionali della Fennoscandia e dalla Russia europea. (wikipedia)

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In Italia sono presenti due sottospecie di cervo nobile:

per vedere il filmato del PNALM sui cervi cliccare QUI

Caricato da Paesaggi D’Abruzzo in data 13/ott/2010
Una piccola carrellata di foto e video delle escursioni del 7 ed 8 ottobre 2010 nel Parco Nazionale d’Abruzzo dedicate all’osservazione del bramito del cervo.

L’habitat originario del cervo è costituito dalle zone boschive con presenza di radure o aree di boscaglia poco fitta, generalmente in ambiente pianeggiante o a basse altitudini[9] : successivamente la specie si è sospinta in aree montuose od impervie per sfuggire alla pressione demografica e venatoria dell’uomo. È stato inoltre introdotto in numerosi ambienti ai quali si è adattato brillantemente, dalla brughiera alla foresta di conifere.

La copiosa nevicata di inizio febbraio 2012 ha creato non pochi problemi alla fauna selvatica del Parco Nazionale d’Abruzzo, in particolar modo agli erbivori che hanno vissuto giorni di grande sofferenza. Molti di essi mossi dalla fame e dalla paura di essere predati si sono rifugiati nelle acque del fiume Sangro e del lago di Barrea, alcuni non ce l’hanno fatta trovando la morte stremati dalla fatica, dal freddo o a causa di disgrazie avvenute per slavine e crolli dovuti alla considerevole massa di neve caduta. Gli unici animali a beneficiarne sono stati i lupi che, scendendo a valle, hanno trovato cibo facile. In questo breve filmato, che racconta i giorni della nevicata, ho avuto la fortuna di assistere a scene di straordinaria bellezza compresa quella di un tentativo di attacco da parte di lupi nei confronti di un branco di cerve femmine, tutto è finito con un colpo di scena. A voi tutti l’augurio di una buona visione. Video realizzato da Pietro Santucci.

per vedere il filmato di Santucci cliccare QUI

I cervi hanno avuto per molto tempo una grande importanza economica per gli esseri umani. Sebbene non siano facilmente addomesticabili come ovini, capre, maiali e bovini, i rapporti tra persone e cervo sono molto antichi. La carne dei cervi è la principale ragione per cui sono cacciati e allevati.

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Alfedena, quaranta cervi per le strade del paese

Nicola Catenaro Corriere della sera dell’ 8 febbraio 2012
A vederli per primo, nelle strade del paese aquilano, un bimbo di dieci anni. Forse cercavano cibo

Cervi e cerbiatti ad Alfedena (Ansa)

ALFEDENA (L’AQUILA) – Quando si è affacciato alla finestra e li ha visti, non credeva ai suoi occhi. E ha chiamato subito la mamma Angelarosa, pensando forse di essere rimasto incastrato in un sogno tipico di chi, come lui, ha soltanto dieci anni. Quaranta splendidi cervi se ne andavano tranquilli in giro per Alfedena, paese nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo dove, in alcuni punti, la coltre di neve ha raggiunto un metro e mezzo di altezza. «Avevano perso l’orientamento – ha spiegato la madre del bambino – e, quando alcuni cani hanno cominciato ad abbaiare, si sono allontanati mettendosi in fila».

Non solo lupi – Uno spettacolo eccezionale, che fa il paio con quello dei lupi avvistati nei giorni scorsi, in cerca di prede, nei pressi di ovili e pollai alla periferia di Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Barrea. A un passo dalle abitazioni. Anche gli animali corrono rischi con il maltempo. «Molti – ha spiegato il coordinatore del Corpo Forestale dello Stato nel Parco, Luciano Sammarone – restano intrappolati nelle pozze e nei corsi d’acqua per il cedimento del ghiaccio, come l’esemplare di cervo maschio trovato morto nei pressi della diga di Barrea o gli altri animali trovati lungo il fiume Sangro, o addirittura nel bacino idrico per l’innevamento artificiale di Pescasseroli». Gli animali scendono a valle spinti dalle condizioni avverse dell’ambiente circostante. Spesso perdono anche l’orientamento. Il lupo è l’unico ad essere avvantaggiato in situazioni come queste: cervi e caprioli, sprofondando nella neve e rallentando la propria corsa, diventano facili bocconi.

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

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