Il Carnevale dei Mesi, antico rito apotropaico a Bagnoli del Trigno

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Il Carnevale di Bagnoli del Trigno rappresenta la personificazione del ciclo annuale, fulcro della rappresentazione scenica. Nel Molise, fino a qualche decennio fa, erano infatti diffusi rituali carnevaleschi in cui venivano rappresentati i mesi dell’anno attraverso l’allestimento di carri trainati da animali che, assieme ai personaggi in costume, erano espressione della ciclicità della natura vista dal contadino. Si parla quindi di un rito connesso alla tradizione contadina, che però ha origini antichissime. Già con gli Egizi, i Greci e i Romani abbiamo la personificazione delle stagioni, ma, con la diffusione delle ballate e delle canzoni in italiano volgare, questa tradizione ha un incremento. Il repertorio medioevale sopravvive arrivando ai nostri giorni collocandosi nel folklore dove assume le sembianze di drammatizzazione carnevalesca.

Il Carnevale dei 12 mesi di Bagnoli del Trigno, fa parte dei riti propiziatori che hanno la finalità del buon auspicio per il raccolto, ed è accompagnato dalle note legate al canto popolare bagnolese “Sanghe de Serinella” nel quale si narra di un certo “Francische lu giulliere“.

Francische lu giulliere è il vero protagonista della festa, una sorta di Pulcinella, che sembra coincidere con il Carnevale vero e proprio, e che ha il compito di chiamare a raccolta i Mesi. Il suo costume tradizionale è di colore bianco, portava un bastone e in testa un alto cappello o una corona.

La manifestazione termina con la distruzione del fantoccio di Carnevale, un gesto dal valore simbolico che serve lasciarsi alle spalle le disavventure dell’anno trascorso. Quando il fantoccio è completamente bruciato ha inizio il nuovo anno agricolo che porta alla primavera.

Editing: Francesco Di Rienzo

Copyright: La Terra in Mezzo – Molise

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