Il Calzolaio: L’artigiano, gli aneddoti e le battute

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  a cura di Enzo C. Deli Quadri

calzolaio

Il Calzolaio è un  artigiano che crea, realizza una scarpa. Utilizzando pelli o altri materiali e suole di tutti i tipi, forma e realizza una scarpa, a misura del piede. Se, poi, le realizza per persone con problemi di deambulazione, diventa un “ortopedico” . Spesso viene chiamato, erroneamente, ciabattino, ma quest’ultimo non crea; si adopera solo a riparare le scarpe o gli zoccoli o le  pantofole  o, appunto, le ciabatte, quando usurate.  Ovvio che il calzolaio sappia essere anche  ciabattino, non viceversa.

E’ un mestiere antichissimo che risale a migliaia di anni fa. In principio si usava il cuoio conciato o meno, pelli con o senza il pelo, il legno, il sughero o anche tessuti dai più comuni ai più fregiati, tipo la seta; poi sono venuti anche  la gomma, la plastica e materiali più sofisticati. Fino agli anni 90 era seduto davanti al suo trabiccolo ripieno di chiodi, colle, lacci, cordame, tomaie e il suo lavoro era quasi tutto manuale.

Da un po’ di anni utilizza macchinari particolari: forme per allargare o stringere la scarpa; lampada infrarossi per asciugare la colla; macchine per cucire elettrica; pressa spara chiodi; macchina per cucire la tomaia e altre ancora. Lavora per lo più in piedi in un ambiente più salùbre.

Era un mestiere che stava lentamente scomparendo con il dilagare del consumismo. Le difficoltà economiche, cui, sempre più, vanno incontro le famiglie, hanno ridato importanza a questo lavoro.

Aneddoti

Un ricco calzolaio invitò a pranzo Chopin e, pregò il maestro di mettersi al pianoforte: – tanto per farmi vedere, soggiunse, come si fa.
Alcuni giorni dopo, Chopin invitò a pranzo il calzolaio, fece portare in mezzo alla stanza un deschetto con tutti gli attrezzi e pregò l’invitato di fargli una scarpa: – tanto per farmi vedere, come si fa.

A Crispi, che era esule in Piemonte e si trovava in difficilissime condizioni economiche,  fu offerto di collaborare al giornale “Risorgimento”. Poiché non condivideva allora le idee politiche di quel foglio, rifiutò dicendo: un giornalista non e’ un calzolaio  che fa le scarpe per tutti i piedi!!

Battute

Dal calzolaio :
oh, ecco finalmente un paio di scarpe che mi va perfetto
!
mi scusi ma quelle sono le scarpe con le quali e’ entrato…

Cartello esposto sulla vetrina di un calzolaio che si era modernizzato con nuovi macchinari:
Si riparano scarpe rapide
(testimonianza di Flora Delli Quadri)

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

3 Commenti

  1. Letto da me in Agnone un cartello esposto sulla vetrina di un calzolaio che si era modernizzato con nuovi macchinari: “Si riparano scarpe rapide”

  2. Leggendo l’articolo, esauriente e piacevolmente ironico, ho ricordato quando al mio paese NON c’era ancora l’asfalto… ma io, signorina, già portavo tacchi alti e sottili come si usava al tempo,che logicamente spesso si conficcavano tra le “lisce”- pietre della pavimentazione- e conseguentemente i tacchi si rovinavano… Era usanza allora avere una specie di abbonamento dal calzolaio—come chi aveva un cavallo era abbonato col maniscalco… Si diceva “lu staglie!”e il pagamento avveniva a fine stagione estiva ,QUANDO C’ERA IL RACCOLTO DEI CAMPI.
    Ma nel mio caso il nostro ciabattino “Orfeo”con la sua bottega ad un palmo da casa, si accontentava di essere pagato ogni due- tre mesi, quando mio padre veniva pagato a sua volta !

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