Home / Cultura / Turismo in Altosannio / Monumenti / I Tholos in Altosannio

I Tholos in Altosannio

A cura di Enzo C. Delli Quadri

Tholos -la-capanna-a-due-piani-di-valle-giumentina
Tholos -la-capanna-a-due-piani-di-Valle-Giumentina nel Parco Nazionale della Majella

I tholos (o meglio capanne a tholos in Altosannio e in Abruzzo, caciare nelle Marche) sono strutture realizzate, da pastori transumanti o contadini, con la pietra a secco (senza alcun collante); ricordano, per struttura, i trulli pugliesi e i nuraghe sardi.

Non sono costruzioni private bensì ripari che i contadini costruivano per essere vicini alle loro greggi o che gli antichi pastori abruzzesi costruivano lungo le vie della transumanza per potervisi riposare nel lungo tragitto che va dalle montagne dell’ Abruzzo al Tavoliere delle Puglie.

Tutt’ ora l’appennino abruzzese è ampiamente cosparso di queste costruzioni, in particolar modo lungo il massiccio della Majella.

Tholos di valle giumentinaI più grandi sono composti da due locali, il più grande, per il pastore, è accessibile da un ingresso più grande, mentre il più piccolo, per i cani, è accessibile da un ingresso più piccolo.

Intorno ai tholos veniva eretto un muretto, sempre in pietra, che funzionava come recinto per il gregge (stazzo).

I pastori abruzzesi si tramandavano l’ arte sulla costruzione dei tholos ed ognuno di essi poteva riparane uno o ampliarne un altro.

Tholos

Sono stati descritti per la prima volta nel 1876 dal chietino Giovanni Chiarini, ma solo nel 1992 uno studio di Edoardo Micati tenta un censimento completo delle migliaia di tholos presenti sulla Maiella, sul Gran Sasso e sulla Montagna dei Fiori.

Tra le zone citate, la Maiella è la più ricca di capanne (circa il 75% del totale); esse sono diffuse fino a 1850 metri di quota.

I complessi più interessanti si possono osservare vicino a Roccamorice, nel Parco della Maiella, dove ci sono le capanne di La Valletta, Colle della Civita e Valle Giumentina che presenta uno dei più grandi tholos di tutta la Maiella.

  

Ecco un esempio del processo di costruzione della capanna a tholos, eseguito da alcuni lavoratori di Capracotta il 24 luglio 2013, ripresi da Isabella Pannunzio in uno dei suoi tanti itinerari 

...via-di-piccozza....
…via-di-piccozza….
Si-realizza-la-capanna-in-pietra
Si-realizza-la-capanna-in-pietra

L’Architetto Marco Maccaroni, sul blog http://www.abruzzo-vivo.it/i-tholos-della-majella/ specifica: il principio costruttivo su cui si basano i tholos non conosce i fondamenti ingegneristici né degli archi, né della volta. L’elevazione, infatti, avviene per sovrapposizione concentrica a rastremare di ricorsi di pietre: in sostanza, ogni giro viene semplicemente poggiato su quello inferiore, spostato leggermente verso l’interno di qualche centimetro. In questo modo, a fine costruzione, come per magia, solo un’ultima pietra poggia sulle altre a chiudere la pseudo-volta così realizzata. La struttura non implode perché ogni pietra risulta concatenata a spinta con le vicine. Geniali poi i metodi usati per creare gli ingressi alle capanne, che variano dal semplice architrave orizzontale fatto con un unico blocco di pietra allungato, a diverse forme di archi o triangoli di scarico, ottenuti con varie pietre puntellate le une contro le altre.

 


Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.