I sentieri a Mezzogiorno

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Il presente progetto si riferisce alla messa in opera di due ponti lamellari (di 10 metri di luce e larghezza variabile da 1,20 a 2,20 metri) per permettere l’attraversamento del fiume Verrino e di valorizzare quanto più possibile le due zone del Comune di Capracotta indicate come Vallesorda e Santa Croce.

I ponti sono stati progettati in Legno Lamellare GL 28h, tale da essere inseriti senza problemi nel contesto ambientale, sono stati inseriti in modo tale da permettere di scoprire e valorizzare questi nuovi ambienti naturali che si trovano al di fuori degli usuali sentieri che si percorrono stagionalmente.

E’ stato studiato un sentiero che permettesse di toccare significative zone di carattere storico, di percorrere antiche strade mulattiere e di poter permettere di ammirare a circa 10 metri di distanza la prima cascata del Verrino con la messa in opera di un 3° ponte in Legno Lamellare di circa 35 metri di luce.

Il sentiero principale è lungo circa 19,3 km e permette di toccare laghetti, sorgenti, fontanili, fiumiciattoli, terreni storici. Sotto vengono elencati alcuni siti più significativi:

  1. il lago di Mingaccio, prosciugato intorno agli anni ’50 per esigenze alimentari e di cui si sta effettuando il ripristino;
  2. la sorgente della Spogna, alimentato dal bacino di Monteforte;
  3. il mulino ad acqua, ripristinato come era una volta;
  4. la prima Cascata del Verrino e il Bagnaturo delle pecore, attualmente zona di difficile accessibilità dal versante ovest e preclusa dal versante est. Con la costruzione del 3° ponte si permetterà anche ai disabili di ammirare le Cascate partendo dalla fontana in località Guastra;
  5. la fontana alle Guastre, alimentata dalle acque della sorgente della Spogna;
  6. la sorgente della Lama e Fonte della Lama, bacino delle acque meteoriche provenienti dalle coste di Monte Campo, dove una volta era presente un insediamento sannitico, del quale sono state rinvenute alcune tombe e sono stati trafugati oggeti d’arme e reperti funerari;
  7. la fonte Romita, il più famoso e noto insediamento sannitico dovuto al ritrovamento della Tavola Osca (sannitico-romana);
  8. il guado della Cannavina e di Portella Ceca, dove nei mesi di settembre – ottobre 1943 i prigionieri inglesi, americani e neozelandesi in fuga dal carcere di Sulmona (l’8 settembre 1943 era stato firmato l’Armistizio) vennero soccorsi e rifocillati dai contadini dei paesi limitrofi (S. Angelo del Pesco, Quadri, Castel del Giudice, etc.) e una volta attraversate Le Matasse Nette (adiacente Prato Gentile) furono presi in consegna dai contadini di Guastra e di Macchia per aiutarli a raggiungere gli alleati provenienti da Foggia. Il rischio era elevato, basti pensare che Guado Liscia era controllata dai Tedeschi e a Guastra di fronte ad alcune masserie erano posizionate le postazioni antiaeree tedesche, una di queste era nell’orto di mio nonno vicino la Fonte della Lama. Capracotta pagò a caro prezzo questa audacia, con la fucilazione di due suoi concittadini, i fratelli Fiadino, per l’aiuto dato a questi fuggitivi e con la sua distruzione, divenendo oggetto del lancio di dinamite e bombe incendiarie da parte dei Tedeschi.

Il sentiero principale (lungo 19,3 km ) parte dall’ ex pilone del Pioppo e termina il suo percorso alla fontana di S. Lucia, con gli altri due sentieri alternativi termina rispettivamente a Prato Gentile (18,8 km) o nei pressi del Sebatoio Comunale (13,8 km), in virtù delle sue caratteristiche territoriali potrebbe essere chiamato “ Il sentiero dell’acqua”.

Il ponte N° 1 è sicuramente posizionato nel Comune di Capracotta mentre gli altri due di trovano a confine con il comune di Agnone, come risultano dai rilievi effettuati con il GPS.

I primi due ponti di terza categoria, il muro di sostegno e le opere in acciaio sono stati calcolati secondo la normativa NCT08 , agli SLU, SLE e verifica al Fuoco, la ringhiera è stata progettata in modo tale da permettere la massima sicurezza anche in presenza di bambini.

Il sentiero principale fa parte di un complesso progetto di valorizzazione turisco-storico di alcune zone appartenenti ai Comuni di Capracotta, Agnone, Pietrabbondante e Pescopennataro mediante la stesura di sentieri percorribili a cavallo, mountine bike, a piedi, fra questi spicca il sentiero lungo 7,4 Km, che collegherà due Mulini esistenti, quello di Santa Croce a 1.043 s.l.m. (Capracotta) e quello di Scatozza a 567 s.l.m (Agnone), inserito in un progetto di valorizzazione del Fiume Verrino e delle sue due Cascate.

I vecchi e storici Mulini:

AGNONE: Cocucci, San Francesco, Santa Chiara, Santa Maria (attualmente chiamato Scatozza), dell’Unità e del Verrino.

CAPRACOTTA: Due Mulini a Santa Croce.

A tal proposito verrà restaurata la stampa a colori, in formato digitale, di una vecchia “PIANTA DEL CORSO DELL’ACQUA DEL FIUME VERRINO” del ‘700, gentilmente messa a disposizione dal Comune di Agnone attraverso l’assessore al turismo Li Quadri Armando.

Tutti i percorsi sopra citati sono tridimensionali e georeferenziati, sarà possibile percorrerli anche con l’ausilio di Smartphone e/o Cellulari con ortofoto satellitari e GPS incorporati.

Per la stesura di questi sentieri ringrazio sinceramente tutti quelli che si adoperano per Capracotta nella scoperta e nella definizione di nuovi sentieri, residenti e non residenti, che affettuosamente io definisco “one dollar men”, non faccio menzione dei nomi e/o cognomi per evitare di dimenticarne qualcuno, però posso confermare che ne sono tanti!

One dollar men:

Quando gli Stati Uniti d’America dovettero attraversare la grande crisi economica del ’29 , compresa tra le due Guerre, molti uomini capaci e intelligenti, provenienti dai più diversi strati sociali offrirono il loro contributo volutamente e gratuitamente per salvare la nazione.

Poiché il governo Federale non poteva accettare la fornitura gratuita di servizi, questi uomini chiesero di essere pagati simbolicamente con un dollaro all’anno: sono passati alla storia come gli “one dollar men”.

P.S. Nella parola “men” sono incluse anche le donne!

A Capracotta, di questi “one dollar men”, ce ne sono tanti: per nascita, per discendenze e per adozione, forse è giunta l’ora di consultarli per vedere come bisogna uscire da questa deleteria situazione di generale abbandono da parte delle Istituzioni e un tangibile scoramento che non promette niente di buono per Capracotta e l’Alto Molise!

 

 

 

di Filippo Di Tella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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