I Sanniti e il loro sistema di difesa

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A cura di Claudio Conte [1]

I Sanniti e il loro sitema di difesa, in un disegno di Claudio Conte
I Sanniti e il loro sitema di difesa, in un disegno di Flavio Russo

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I Sanniti avevano un modo particolare di difendersi sfruttando ed ottimizzando militarmente l’orografia del proprio territorio mediante la costruzione di fortificazioni a muraglioni singoli o a gradoni successivi.

La tattica difensiva a Gradoni, funzionava così: una prima fila di difensori si poneva davanti al primo muraglione ossia davanti alla sua base e gli dava le spalle, la fila successiva si schierava sul primo pianoro gradonato, il cui livello corrispondeva alla sommità del primo muraglione e così via per gli altri eventuali gradoni, procedendo a ritroso verso la cima del colle e se presente, la città da difendere. Quando il nemico, inerpicandosi per la pendenza del monte, quindi da una posizione estremamente svantaggiosa, giungeva a tiro delle armi da lancio della prima fila, questa scaricava sul nemico il proprio arsenale da lancio continuando fino a quando i primi nemici non fossero stati troppo vicini e a tiro della seconda fila posta più in alto sopra il piano del primo gradone.

Con delle scale la prima fila arretrava, saliva sul primo pianoro e da lì sul secondo livello, lasciando a quella che nelle prime fasi era la seconda fila il compito di continuare la difesa. I nemici, già provati dalla prime scariche di giavellotti, si trovavano all’improvviso di fronte ad un enorme ostacolo rappresentato dal muraglione, difficile da scalare soprattutto se sotto il tiro incessante dei difensori posti più in alto. Se però volevano avanzare dovevano conquistare il pianoro sopra il primo gradone e poi continuare così, gradone per gradone fino alla sommità, sempre che avessero avuto uomini a sufficienza e tanta determinazione.

La tattica appena descritta è il Sunto di quanto riportato sul libro ” Faicchio Fortificazioni Sannite e Romane” scritto dall’ingegnere Flavio Russo esperto delle Architetture fortificate sia antiche che moderne presso il Ministero Beni Culturali e consulente scientifico presso l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito. Come tale tattica fosse totalmente sconosciuta alle milizie Romane il Russo lo spiega così: “Già dalle pagine di Livio, nel celebre brano teso a ricordare la virtù guerriera dei difensori di Sepino, è possibile recepire un larvato e malinteso riferimento ad una inconsueta prassi. I Sanniti, infatti scriveva, più che battersi protetti dalle loro mura, sembravano quasi voler proteggere quelle, schierandosi dinanzi con uomini ed armi”.

 

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[1] Claudio Conte nato a San Salvatore Telesino l’antica Telesia in provincia di Benevento il 02/01/1970. Biologo nutrizionista, vive a TeleseTerme (BN) con un’amore viscerale per la Natura e la Storia della nostra terra, il Sannio! Queste passioni si fondono in lunghe escursioni in montagna che ancora una volta si offrono come ultimo baluardo a difesa della nostra storia e in alcuni casi delle antiche tradizioni dei loro abitanti.

[divider] Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine [divider]

 

 

2 Commenti

    • Risposta di Claudio Conte, autore del pezzo
      Il libro in questione, non è in vendita, poiché ho saputo che venne finanziato dal Comune di Faicchio, io lo ebbi in regalo molti anni fa ma ultimamente, dato l’interesse al libro da parte di un mio amico, e dopo qualche indagine in libreria, ci recammo sia alla pro loco di Faicchio e sia alla tipografia che lo stampò a suo tempo e ne riuscì a rimediare le ultime due copie che sono in possesso del mio amico.

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