I «peccati riservati» della Diocesi di Trivento nei confessionali della Chiesa Madre di Capracotta

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1884
La Chiesa Madre di Capracotta
La Chiesa Madre di Capracotta

Il sacramento della confessione o della riconciliazione, negli ultimi tempi viene riscoperto da molti cattolici, anche grazie al Giubileo della Misericordia e al continuo invito da parte di Papa Francesco, ad accostarsi ad esso più frequentemente e consapevolmente. Forse non tutti sono a conoscenza del fatto, che alcuni peccati non possono essere assolti dal sacerdote cui ci si rivolge per ottenere l’assoluzione, ma sono di competenza del Vescovo della propria Diocesi, o in casi ancora più gravi e particolari, sono riservati alla Sede Apostolica. Una breve navigazione su internet  potrà soddisfare tutte le curiosità in merito. Anche la Diocesi di Trivento, da cui dipende Capracotta, non fa eccezione.

Nella Chiesa Madre di Capracotta, esattamente nei due confessionali posti a sinistra, per chi entra, all’interno degli stessi è affisso l’elenco dei peccati riservati: in uno è presente  l’elenco redatto in  lingua latina, nell’altro la traduzione in lingua italiana. Il testo in latino  è firmato del Vescovo di Trivento dell’epoca, Mons. Carlo Pietropaoli ed è datato l gennaio 1903, il testo in italiano è firmato dal Cancelliere Vescovile e dal Vicario Generale della stessa Diocesi.

Le disposizioni emanate risalgono quindi agli albori del secolo scorso, e per molti casi sono purtroppo ancora attuali (casi di satanismo, fattucchiere e maghi, ecc.), sia per il sempreverde fascino del proibito, sia per superstizioni dure a morire e altre per tutelare persone facilmente suggestionabili. Anche in questa circostanza il contesto, la lingua e la peculiarità dei temi, riflettono un’epoca in cui la severità dei costumi e l’inflessibilità delle leggi, avrebbero dovuto, anche e soprattutto nello spirito di carità cristiana, tutelare le fasce più deboli, innocenti e bisognose.

RISERVA

DE’ CASI  NELLA DIOCESI DI TRIVENTO

  TAVOLA l

 Casi  riservati a Nobis colla scomunica

l. Chi abusa de’  Sacramenti, o de’ Sacramentali, o d’altre cose sacre; e chi dà, o riceve tali cose per abusarne, benché non ne siegua l’abuso con indovini, stregonerie, incantesimi ecc.

2. Chi dà, o promette obbedienza, o servitù al Demonio, invocandolo espressamente in ajuto, o fa, o fa fare legature per impedire l’uso del santo Matrimonio, od altri incantesimi, magie, indovini, superstizioni, maleficj, o fascinazioni per eccitare amore, od odio, o nuocere in qualsivoglia modo ad alcuno, ancorché non siegua l’effetto, e non vi sia errore nell’intelletto; e chi lo sa, e non denuncia.

 3. Chi rubba, trattiene, impedisce, occupa, o in qualsivoglia modo defrauda le decime, ed altre rendite, o frutti Ecclesiastici.

 4. Chi commette omicidio volontario, o procura l’aborto di feto animato, ancorché non ne siegua l’effetto, e chi in queste cose dà consiglio, ajuto, comando, o in qualsivoglia maniera coopera.

 5. Chi tiene in letto i Bambini prima di aver compiuto l’anno, seguito il caso della soffogazione.

 6. Gli incendiari volontari prima della denuncia, perché dopo questa il caso è riservato al Papa.

 7. Chi proferisce parole disoneste in presenza di Monache,  o Novizie, o Educande ne’ Monasteri, o canta canzoni lascive intorno ad essi, o scrive o manda, o scientemente porta ad esse lettere, che tali cose contengono, o che in qualsivoglia modo parla colle suddette senza licenza del Vescovo, o del suo Vicario, o d’altro  Deputato.

 8. Chi per impedire un Matrimonio denuncia un impedimento falso, o sapendo il vero impedimento non lo rivela.

 9. Chi maliziosamente depone, o scientemente fa, che altri deponghino in giudizio falsa testimonianza tanto nelle cause criminali, che civili in danno grave del prossimo: come altresì il Giudice, il Notaro, lo Scrivano, che diminutatamente  o con inganno, o dolo pigliano, o scrivano le deposizioni de’ testimoni.

TAVOLA  2

 Casi riservati a Nobis senza scomunica

 l. Chi bestemmia Dio, Gesù Cristo, la B. Vergine per una volta e gli altri Santi per due volte.

2. Chi percuote il Padre, la Madre, o li Maestri.

3. Chi taglia alberi fruttiferi con danno, ed ingiuria altrui.

4. Lo  stupro, o  il  ratto  delle Vergini.  L’incesto  in  primo,  o secondo  grado  di  consanguineità , o affinità carnale, e spirituale.

La sodomia, la bestialità, ed il concubinato, dal quale non si deve assolvere, ancorché avuta  da Superiori la facoltà, se il concubinario almeno per due mesi non si sia contenuto, ed abbia fatta la separazione dalla concubina, non solo del letto, ma della casa, ed abitazione.

 5. Chi procura , comanda, dà ajuto, o consiglia l ‘aborto di feto inanimato.

6. Gli sposi per verba de futuro  che si conoscono carnalmente.

 TAVOLA  3

 Casi riservati nel Sinodo senza scomunica.

 l . Coloro, che tengono  i  figli  nel  proprio  letto coniugale  più  di sette anni, e che dormono  con  altre Femmine Parenti,  ed  Altro.

 2. Coloro che essendo di anni  14 dormono con  le Femmine di anni  10, Parenti, ed Affini .

 3. Chi ascolta bestemmie ereticali è tenuto a denunciare tra un mese, scorso il quale cade nella censura.

 4. I Confessori sì Regolari, che Secolari, i quali assolvono per una volta il loro complice sia in peccato carnale, sia che abbiano fatto omicidio, furti, o libelli famosi, o abbiano consigliato o in qualche modo cooperato.

 5. Gli sposi , che abitano  nell’istessa casa, e se dietro  l ‘ammonizione  continuassero, s’intende allora essere puniti colla scomunica.

Paolo Trotta

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Editing: Francesco Di Rienzo
Copyright: Altosannio Magazine

1 COMMENTO

  1. Secondo queste “tavole” così restrittive, chi può dirsi di poter essere “assolto? OGGI, ANCOR PIù DI IERI.
    Ma la MISERICORDIA !? PAROLA TOTALMENTE ASSENTE, CHE PAPA FRANCESCO ha reintrodotto con forza e speranza!!!!grazie …a Lui e a Dio.
    E GRAZIE anche a te Francesco di Rienzo per questo articolo ,di cui mai avevo sentito parlare.

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