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I Paglione d’Argentina: una famiglia che sfida il tempo

Francesco Di Rienzo

Le storie delle famiglie degli emigranti italiani -e capracottesi- nel Nuovo Mondo potrebbero sembrare tutte uguali. Invece, nel caso della famiglia Paglione, c’è un elemento che la contraddistingue da tutte le altre: dopo oltre 100 anni dall’arrivo dei capostipiti in Argentina, Panfilo Paglione e Maria Nicola Pettinicchio, gli oltre trecento discendenti della coppia si riuniscono in determinate occasioni per mantenere ben saldo il loro legame famigliare.

L’idea venne a cinque degli esponenti più anziani della famiglia sulla base della constatazione del fatto che gli unici momenti per rivedersi tutti insieme – e in alcuni casi persino conoscersi- erano quelli tristi e dolorosi. Così, i vari rami della famiglia iniziarono a contattarsi tra loro e i Paglione d’Argentina si riunirono per la prima volta nel 1991. In quella occasione, ne erano presenti circa duecentocinquanta, appartenenti a tre differenti generazioni. Nel 1994, i partecipanti arrivarono a circa trecento.

La storia della famiglia Paglione in Argentina risale agli inizi del secolo scorso. Il 6 dicembre del 1900, infatti, Panfilo Paglione e sua moglie Maria Nicola Pettinicchio sbracarono nel porto di Buenos Aires con le loro tre figlie: Giacinta (8 anni), Filomena (2) e Tullia (3 mesi). La famiglia si trasferì immediatamente nella provincia di Santiago del Estero dove Panfilo trovò lavoro come contadino presso la tenuta agricola “La Porteña”, situata tra El Zanjón e Yanda, di proprietà della famiglia Podestà di Buenos Aires. Nel frattempo, però, l’uomo curava anche i frutteti e i vigneti delle Suore Francescane e lavorava come giardiniere per le Suore Domenicane e per il Collegio Belén di Santiago del Estero.

Panfilo e Maria Nicola non dimenticarono, però, le tradizioni della loro terra di origine in quelle lande lontane migliaia di chilometri da Capracotta: la donna faceva il pane una volta alla settimana; l’uomo vendemmiava l’uva e amava gustare il vino prodotto con le sue stesse mani, preferibilmente rosso.

In Argentina, nacquero altri quattro figli maschi: Miguel, Antonio, Serafin e Remigio. I sette figli hanno avuto, a loro volta, complessivamente trentasei figli. Oggi la famiglia Paglione è arrivata alla quinta generazione. Conta più di trecento componenti sparpagliati in diverse province: La Pampa, Cordoba, San Luis, Buenos Aires, Santa Fe e Santiago del Estero. Una famiglia che, nonostante per qualche errore o incomprensione della burocrazia oggi sia prevalentemente conosciuta come “Paglioni” (soltanto un ramo ha mantenuto la forma originaria del cognome: Paglione), si sforza a mantenere la sua unità e la sua identità.

Dal volume AA.VV., A la Mèrɘca. Storie degli emigranti capracottesi nel Nuovo Mondo, Amici di Capracotta, Cicchetti Industrie Grafiche Srl, Isernia, 2017

About Francesco Di Rienzo

Francesco Di Rienzo è nato a Napoli da genitori capracottesi. Lavora come responsabile dell'ufficio stampa di una delle più importanti società italiane nel settore dei beni culturali. Conduce da circa 25 anni studi e ricerche su Capracotta e sull'Alto Molise. Eletto nel Consiglio Direttivo del CAST ALMOSAVA il 21 settembre 2012, è uno dei fondatori dell'Associazione "Amici di Capracotta", di cui ricopre attualmente l'incarico di segretario. È autore di diverse pubblicazioni sulla storia e sulle tradizioni di Capracotta. È socio della Società Napoletana di Storia Patria

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