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I Folli e gli spregiudicati ladri di speranza

Qui di seguito riportiamo un articolo di Adelina Zarlenga apparso su Primo Piano Molise di ieri, bello e completo, come al solito.
In esso c’è chi parla di folli, dimentica che esiste una follia della RAGIONE e si sofferma a magnificare una politica economica basata sull’assistenzialismo di Stato che ha distrutto un tessuto produttivo, desertificato le zone interne di montagna e rubato il futuro ai giovani.

Il territorio diAlmosava

di Adelina Zarlenga
AGNONE. Il movimento “Almosava” non molla l’osso. Dopo l’assemblea pubblica di sabato scorso, in cui il leader del gruppo, Enzo Delli Quadri, ha illustrato ai sindaci dell’Alto Molise, l’Alto Sangro e l’Alto Abruzzo il progetto di aggregazione per i piccoli comuni (come previsto dalle recenti normative), si continua a parlare della questione. Soprattutto in questi giorni in cui i consigli provinciali, sia di Isernia che di Campobasso, si sono riuniti per discutere della legge che prevede l’abolizione di tali Enti.

Il discorso è collegato, anche perché negli intenti di “Almosava” – che preme per la creazione di una zona franca che comprenda tutto il territorio di confine tra Abruzzo e Molise, quello che corrisponde alla Diocesi di Trivento – c’è anche la soppressione delle province e degli apparati amministrativi che vengono considerati troppo dispendiosi in tempi di magra come questi. L’argomento è complesso e lascia spazio a diverse interpretazioni.

Un esempio concreto di spopolamento

Da un lato c’è chi, come il consigliere regionale Michele Petraroia, crede sia giunto il momento di sviluppare la macroregione adriatica, unificando Molise, Abruzzo e Marche e dare il via all’aggregazione dei piccoli comuni, come indicato dalla legge 122 del 2010 e la legge 148 del 2011.

Dall’altro chi, come la maggior parte dei consiglieri provinciali (che perderebbero la poltrona), ritiene che sopprimere le Province sia uno smacco alla democrazia. “Credo che tutto si può fare nella vita politica amministrativa – sottolinea il consigliere della provincia di Campobasso, Salvatore Colagiovanni – però ci deve essere un dialogo costruttivo con chi oggi governa il Paese . Di certo l’eliminazione delle province non significa rafforzare piccoli comuni, sia ben chiaro, anzi si vuole dare alla Regione e alle città tutte le funzioni. Chi crede che far scomparire le province sia modo per creare altri contenitori con l’attuale governo e’ un folle. Il Molise si è sempre distinto, nonostante sia piccolo, per le grandi menti che sono riuscite a coinvolgere e a farsi sentire anche dai potenti romani. Auguro ad “Almosava” di poter riuscire nel loro intento, anche se la vedo difficile”.

Dal canto suo, il movimento fondato da Delli Quadri, continua la sua missione. Infatti, proprio ieri l’inventore dell’iniziativa, ha scritto una nuova missiva ai sindaci del territorio che ancora oggi non si sono espressi sulla questione. “Non comprendiamo il Suo silenzio di fronte a quanto sta avvenendo a livello nazionale – scrive Delli Quadri -Il Presidente della Repubblica si sta esprimendo in modo forte e determinato a favore della riforma delle Provincie (da eliminare). Le Provincie tentano di resistere alla loro eliminazione ma stanno, comunque, aprendo ad una trattativa per un loro ridimensionamento. Economisti e Sociologi di fama stanno evidenziando sempre più l’insulsaggine di certi accorpamenti regionali e provinciali che non seguono una linea storica-linguistica-culturale omogenea, e stanno chiedendo lo loro sostituzione con aggregati più coerenti”. “Non dimentichi – si rivolge ai primi cittadini – che quel futuro è messo in forte discussione da una politica economica e finanziaria che ha relegando la montagna a ruolo di Riserva Indiana. Va evitata una continuità di quella politica”.

Se qualche amministratore ha strizzato l’occhio a tale ipotesi, con l’intenzione di aprire un confronto tra le parti ed organizzarsi, molti restano titubanti e restii.

Il “Movimento piccoli comuni” fondato da Franco D’Abarno, invece, da tempo ha chiesto l’istituzione di un osservatorio regionale. “Il Molise dovrà affrontare un cambiamento di “governance” locale – ha sottolineato quest’ultimo – che modificherà radicalmente gli equilibri esistenti. Le vicissitudini politiche, sia nazionali che regionali, hanno rallentato questo imminente processo di modifica dell’assetto territoriale. Il nuovo esecutivo, il nuovo Consiglio regionale, ed il nuovo assessore con delega agli enti locali, dovranno lavorare alacremente ed in sintonia con i Comuni per trovare un assetto ottimale, che dia non solo ragione ai numeri, ma che sia sopratutto funzionale, in base alle caratteristiche orografiche, di viabilità e dei rapporti già esistenti fra i vari comuni . Basta dire che su i 136 Comuni totali della Regione Molise, 126 sono interessati da questo brusco cambiamento”.

Cosa accadrà nei prossimi mesi? Come si muoveranno i vari amministratori alto molisani?
Adelina Zarlenga

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. Interessante posizione del consigliere provinciale Salvatore Colagiovanni, forse bisognerebbe ricordargli che le province si sarebbero dovute abolire già a partire dal 1970, quando vennero istituite le Regioni, per non andare troppo in là con la Commissione per la Costituzione o Commissione dei 75 nel 1947 che ne prevedeva la soppressione, poi ripristinate dall’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana in attesa dell’istituzione delle Regioni

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