I doppi e tripli guai dei piccoli comuni….

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di Enzo C. Delli Quadri

Sono stato alla festa degli Abruzzesi e Molisani che la Provincia di Roma ha voluto organizzare al Palacavicchi, con la supervisione del Presidente della Provincia Zingaretti.  Ho incontrato amici, conoscenti e non conoscenti ma tutti corregionali;  si è parlato, ovviamente, di Abruzo e Molise e della possibilità di una riunificazione. Ci crederete? In gran maggioranza si sono espressi per una inevitabile ricongiunzione delle attuali 2 regioni, proprio alla luce della altrettanto inevitabile eliminazione delle provincie.

Inoltre, guardando all’ambiente sociale e politico del territorio, è emersa viva la preoccupazione che la classe dirigente locale possa, da sola,  affrontare la sfida delle nuove aggregazioni che si evidenzieranno dopo la detta eliminazione delle rprovincie. Ma il pessismismo non deriva tanto da questo aspetto quanto da altri fattori che rappresentano i veri e propri guai dei piccoli comuni, vale a dire della stragrande maggioranza dei paesi abruzzesi e molisani.

Il primo fattore di preoccupazione seria (primo guaio) è costituito dalla normale e giustificatissima voglia di evasione, dai piccoli centri, dei giovani o meglio, della maggioranza di essi. Non si può farne una colpa, mancando il lavoro, mancando prospettive di lavoro, alla luce delle altre più importanti preoccupazioni.
Il secondo fattore di preoccupazione (secondo guaio) è costituito dalla  linea di comando ISTITUZIONALE, rappresentata dalla catena  “Sindaco-Presidente della Provincia-Presidente della Regone” e dalla linea di comando PARTITICA, rappresentata dalla catema “Rappresentante comunale-Segretario  provinciale – Segretario Regionale”. Trattasi di vere sbarre che ingabbiano il consenso e lo convogliano, inevitabilmente, verso le attuali forme di governo che, per effeto dei numeri, portano a privilegiare i centri più popolosi, quali quelli della COSTA e quelli dei CENTRI Provinciali o Regionali.
Il terzo fattore di preoccupazione (terzo guaio molto grosso) è quello costituito dal comportamento di giovani locali che, per emergere politicamente, sono al servizio  permanente degli uomini delle tessere di partito  e finiscono per portare l’acqua al mulino della COSTA o a quello della CASTA. Il loro comportamento è decisamente inaccettabile, perchè oltre che odioso è anche stupido: consapevolmente o meno, essi, a fronte di qualche piccolo incarico da valvassino o valvassore, a fronte di qualche piccolo favore di poco conto o addirittura umiliante, accettano di svendere il loro territorio e il loro futuro; accettano, di conseguenza, che anche i loro futuri figli andranno in giro per il mondo lontano dai loro affetti e dai loro valori, accettano e contribuiscono alla desertificazione del territorio.

Questi giovani, tutti insieme (salvo quelli consapevoli del danno che procurano), devono, però, sapere che oggi esistono grosse opportunità che non vanno fatte cadere:  le provincie saranno eliminate, si formeranno delle macroregioni, avremo nuovi assetti istituzionali e, cosa più importante per i piccoli comuni, avremo nuovi aggregati amministrativi. In proposito va detto che dal gennaio 2012 entrerà in vigore la legge n. 148 del 14 settembre 2011 che costringerà i comuni con meno di 1.000 abitanti ad esercitare tutte le funzioni amministrative in forma associata con altri Comuni contermini, mediante la costituzione dell’unione municipale, nell’ambito del territorio di una provincia, salvo eccezioni. Cosa significa questo? Significa che quanto prima le aggregazioni riguarderanno anche comuni più grandi, significa che con la eliminazione delle provincie si guarderà a tutto il territorio circostante, anche quello, oggi, oltre confine provinciale.

Pensare, allora, ad una aggregazione territoriale tra Alto Molise, Alto Sangro e Alto Vastese non più una pura utopia, ma un traguardo che seppur complesso e difficile può e deve essere raggiunto.

Perchè?

Perchè in questo modo si rimettono insieme i cocci di una entità sempre esistita di comunanze, valori, tradizioni. Perchè in questo modo gli ultimi 50.000 residenti rimasti fedeli al territorio, possono fare massa critica contro lo strapotere elettorare della COSTA  e dei CENTRI Provinciali e Regionali. Perchè in questo modo tutti i paesi interessati potranno fare riferimento ad un unico organismo amministrativo, contro i 4 attuali (L’AQ, CB, CH, IS), con indubbi vantaggi (inutile ogni spiegazione) su trasporti, mobilità, edilizia scolastica, assistenza sociale, autonomia sanitaria.

A buon intenditor, poche parole!!!

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