I Consiglieri regionali hanno risposto alla nostra lettera.

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di Enzo C. Delli Quadri

 <Ben arrivato Onorevole Petraroia (consigliere regionale molisano>  <Ben trovato Dr. Delli Quadri e grazie dell’invito> <Le presento il Prof. Paolantonio, mio grande amico, e le nostre signore> <Stiamo aspettando l’arrivo di Tagliente (consigliere regionale abruzzese), eccolo arriva anche lui>  <Salve Onorevole Tagliente>.

‘Onorevole’  ….    ‘Dr’    …..         ‘Professore’   …. L’incontro inizia così, in modo formale e diplomatico, con, in ciascuno di noi, qualche riserva mentale (credo).

Manca Palomba, no, tranquilli, Paolo Palomba non manca, o meglio, manca fisicamente, per impegni in Lombardia,  ma non manca in termini sostanziali, perché la sua posizione è molto chiara e, peraltro, essa  coincide con quella di tutto il suo partito l’IDV e, in definitiva, è coincidente con quella di Almosava , di Majella Madre del 2010 e, prima ancora, dell’associazione ARAM del 1991, tutta associazioni da me fondate.

L’incontro era stato da me promosso con una lettera inviata ai tre esponenti della politica regionale, molisana e abruzzese, il primo (Petraroia) del PD, il secondo Tagliente, del PDL, il terzo, Palomba, dell’IDV.

Nella lettera, ricordavo come, in questo periodo fossero sul tappeto diverse questioni quali:

  • L’eliminazione delle Provincie;
  • l’ aggregazione di piccoli comuni per questioni finanziarie e gestionali;
  • le zone franche da burocrazia e imposte;
  • l’ eliminazione di strutture intermedie amministrative;

Ricordavo, pure, come fosse giunto il momento di focalizzare l’attenzione sulle terre di montagna che sono al confine tra l’Abruzzo e il Molise, con particolare riferimento all’ Alto Molise, Alto Sangro e Alto Vastese che, nel tempo,  avevano  subito uno spopolamento nettamente superiore a quello medio delle zone montane appenniniche (80%,contro un 50%), per effetto dell’urbanizzazione verso la Costa e i Centri Provinciali.

Concludevo dicendo: La colpa, secondo e me, è da attribuire alla creazione della Regione Molise e della Provincia di Isernia che hanno risucchiato migliaia di persone verso i Centri Provinciali e Regionali per lo svolgimento, peraltro, di attività non chiaramente produttive. Oggi, per deviare il corso del fiume carsico della desertificazione di quelle terre, occorre attivare un processo di riunificazione del territorio, oggi amministrato da ben 4 provincie e 2 regioni, sotto un unico Organismo Amministrativo, libero da burocrazie e imposte.

L’esito dell’incontro, di cui sono stato autorizzato a parlare, è stato il seguente:

  1. I tre consiglieri concordano sul fatto che l’obbiettivo della ricongiunzione tra Abruzzo e Molise (con estensione verso le Marche) e della riaggregazione dei comuni sul territorio, su base diversa da quella provinciale attuale, va, oramai, perseguito con determinazione e costanza.. Ci vorrà ancora tempo e pazienza, ma il percorso è tracciato.
  2. Vanno programmati incontri-convegni ( a L’Aquila, Chieti, Isernia e Campobasso, nonché sulla direttrice di confine (Castel di Sangro-Agnone-Vasto) perché la popolazione venga informata e possa  essere pienamente partecipe di questo progetto di ritorno al passato.
  3. Va divulgata una giusta e corretta informazione circa i benefici di questa soluzione
  4. Va creata e/o consolidata una rete in grado di supportare la diffusione capillare  dell’informazione.

L’incontro ha consentito anche di rilevare come un momento come questo, in cui sono state accantonati molti elementi di scontro politico tra destra e sinistra, possa facilitare l’approccio al progetto e al suo sviluppo.

L’incontro è terminato tra mille cordialità: <Ciao Peppino (Tagiente)>, <Ciao Michele (Petraroia)>, <ciao Enzo (Delli Quadri)>,  <Ciao Franco (Paolantonio)>  e, da lontano, <ciao Paolo (Palomba)>.  <Arrivederci a prestissimo>

Un buon segnale per le sorti del nostro territorio.

Credo che tutti gli amici e simpatizzanti di Almosava possano essere ben soddisfatti di questo primo passo presso politici degni di questo nome, quali  Tagliente, Petraroia e Palomba, sinceri e responsabili i quali, va ricordato, mettono a disposizione la loro comoda poltrona di consigliere, pur di favorire la ripresa economica e morale del nostro territorio (con una sola regione il numero dei consiglieri abruzzesi  e molisani verrebbe dimezzato).

C’è ancora tempo per altri politici per far proprio il suddetto progetto, prima di finire irreparabilmente tra la moltitudine dei Conservatori Retrogradi ed Egoisti, usi ad usare la parola AUTONOMIA solo per difendere la propria privilegiata posizione. La popolazione non comprenderà e, salvo pochi fiduciari, non perdonerà.

14 Commenti

  1. Dopo tante parole, ecco un “fatto” e, mi sento di dire, che bel “fatto”. Finalmente un passo avanti, un grosso passo verso un futuro che spegne le luci del palcoscenico di uno spietato accentramento che ci ha spinti ai margini del Molise (ovviamente mi riferisco ad un margine “ideale” che tuttavia ci ha tagliato e allontanato dai pensieri dei politici locali che ci hanno abbandonato senza rimorsi)

  2. Io continuo a pensare che un’aggregazione tout-court del Molise all’Abruzzo sia non facilmente perseguibile vista le spinte centrifughe che il Molise sta subendo a causa delle zone confinanti (vedi Molisannio). Per i paesi del Basso Molise la riunificazione con l’Abruzzo non è questione di primaria importanza, come lo è per noi dell’Alto Molise.
    So che è una questione di strategia riuscire ad ottenere il risultato che si vuole, bisogna stare attenti e monitorare anche tutte le mosse di questi altri movimenti.
    Siamo in grado, come soluzione estrema, di prendere in considerazione anche un eventuale smembramento della Regione Molise?

  3. DIRO DI PIU’. Un’aggregazione tout-court del Molise all’Abruzzo non è facilmente perseguibile anche per un altro motivo: molti abruzzesi non sono convinti che, per loro, sia una buona cosa la riunificazione. Ma ciò non toglie che il processo è orami avviato ed esso va perseguito senza subordinate, per le quali ci saranno tempo e modi di intervento intervento. Piuttosto dobbiamo preoccuparci di evitare che si parli solo e soltanto di macroregione e ci si dimentichi della ragione di vita di ALMOSAVA e cioè della necessità di aggregare i paesi dell’Alto Molise Sangro e Vastese sotto una sola amministrazione, in Zona Franca.

  4. Capisco le ragioni per cui sostenete l’aggregazione tra il Molise e l’Abruzzo
    ma se consentite non condivido il vostro entusiasmo.Infatti l’Abruzzo é già di per
    sè una regione in bilico fra nord e sud
    ed una scelta di questo tipo la farebbe
    inabissare nelle sabbie mobili degli
    infiniti problemi del meridione :sarebbe un affare solo per il Molise.Eppoi anche
    storicamente ,tranne che per le zone di
    confine,non ci sono mai state particolari
    affinità tra le due regioni.Al tempo dei
    Romani il Molise era popolato dalle tribu’
    dei sanniti mentre in Abruzzo prevalevano
    genti italiche(Marrucini,Peligni,Marsi etc.).
    Ben altro valore avrebbe invece una ag
    gregazione con le Marche .Un antico pro
    verbio dice :vai con chi è migliore di te e
    fagli le spese.

  5. Scusa Mansueto, prova ad applicare l’antico proverbio “vai con chi è migliore di te e
    fagli le spese” al molise e il gioco è fatto. Ovviamente bisogna IMPEGNARSI, dimostrare di essere ALLA PARI, COMBATTERE e ENTUSIASTICAMENTE VOLERLO. Spero tu diventi uno di questi.

  6. Ho letto l’articolo. Attivare un processo di riunificazione del territorio sotto un unico Organismo Amministrativo, libero da burocrazie e imposte, sarebbe un sogno. Sono un molisano di 60 anni. Riuscirò a vederlo realizzato?. Sbrigatevi a farlo.
    ps: devo confessare che ho poca fiducia nella capacità di lotta dei miei conterranei. Io comunque ci sarò.

  7. Grazie Federico. So anche io che tanti anni di poltica regionale hanno addomesticato le coscienze, ma c’è un limite a tutto; lo riscontro in giovani che, diversamente da qualche anno fa, si rifiutano di lasciare il territorio. Dobbiamo operare per aiutarli a restare e recuperare dignità di popolo.

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