I Comuni altomolisani tra spending review e… Almosava

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L’istituzione delle città metropolitane modificherà profondamente gli attuali assetti politico- economici del nostro Paese a svantaggio dei territori mediani, quelli cioè posti tra le varie città metropolitane. Queste ultime, infatti, facendo leva su tutta una serie di parametri macro-economici, peso elettorale e interessi comuni, tenderanno a fare sistema col forte rischio di escludere le aree circostanti da qualsiasi tipo di contrattazione in tema di finanziamenti e investimenti sul territorio.

Per l’Abruzzo e il Molise, il problema è serio in quanto le due Regioni sono letteralmente accerchiate da queste maxi- aggregazioni urbane (Bari a sud, Napoli a sud- ovest, Roma a ovest e Firenze a nord- ovest) e rischiano di rimanerne strangolate. Una possibile soluzione alla prospettiva di desertificazione demografica ed economica, già abbondantemente in atto, è l’associazione spontanea tra Comuni contigui. In questo modo, le amministrazioni comunali potrebbero discutere e pianificare progetti di sviluppo non più circoscritti nei singoli confini cittadini ma di più ampio respiro intercomunale, interprovinciale e anche interregionale.

Le Regioni Abruzzo e Molise
Le Regioni Abruzzo e Molise

In realtà, questo scenario dovrebbe realizzarsi a breve in Alto Molise. L’articolo 19 del decreto legge 95/2012 sulla cosiddetta “Spending review”, convertito in legge 135/2012, sancisce che le Comunità Montane (in Molise sono dieci) potranno continuare a sopravvivere alla fine dell’anno in corso soltanto se si trasformeranno in Unioni di Comuni. Cosa faranno, allora, gli amministratori degli undici Comuni (Agnone, Belmonte del Sannio, Capracotta, Carovilli, Castel del Giudice, Castelverrino, Pescopennataro, Poggio Sannita, San Pietro Avellana, Sant’Angelo del Pesco e Vastogirardi) della Comunità Montana Alto Molise? Si assoceranno, creando una nuova Unione di Comuni molisana, o andranno a briglie sciolte cancellando definitivamente ogni vincolo istituzionale tra le rispettive comunità? Al momento, la risposta è un mistero. Anche perché gli stessi amministratori, a differenza di quelli della Comunità Montana Altosangro- Altopiano delle Cinque Miglia, nicchiano di fronte alla proposta, offerta su un piatto d’argento, del progetto Almosava: riaggregare 63 piccoli Comuni di montagna, divisi in due Regioni e quattro Province, contigui e omogenei dal punto di vista economico e culturale, in un unico Ente in grado di elaborare dal basso un ampio programma di attività di rilancio a misura di territorio.

Il territorio di Almosava
Il territorio di Almosava

Ci auguriamo che a questa macro- aggregazione si arrivi a stretto giro per convinzione e non per imposizione dall’alto. In quest’ultimo caso, rischierebbe di trasformarsi in una sconfitta per gli amministratori stessi, che si vedrebbero scavalcati da decisioni partorite altrove, e, soprattutto, per il territorio, che vedrebbe imporsi dei criteri di scelta non necessariamente coerenti con il proprio sviluppo.

Francesco Di Rienzo

1 COMMENTO

  1. Purtroppo, è inutile nasconderlo, questi Sindaci( anche
    se da parte di qualcuno qualche sforzo viene fatto) non ancora si scrollano
    dalle spalle:

    –  quei pesi ingombranti
    di sudditanza del politico regionale di turno ( sempre pronto ad inculcare, per
    pura convenienza elettoralistica, quello spirito di conservazione dell’
    esistente senza una prospettiva più ampia e rispondente alle esigenze attuali);

    – quella visione troppa ristretta ai propri “ orticelli”;

    – quel modo campanilistico di affrontare le sfide del
    futuro,

     che non possono che essere quelle dell’
    unione, dell’ associazionismo,di un aggregazione più vasta nel significato e
    allo scopo illustrati con lucidità e chiarezza da Francesco Di Rienzo.

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