10. Gavio Papio Mutilo junior e …. Safinim

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Estratto di un brano del Romanzo Viteliù di Nicola Mastronardi [1], con editing e breve nota introduttiva di Enzo C. Delli QuadriMusica di Pëtr Il’ič Čajkovskij– Romeo & Juliet Fantasy-Overture

Altosannio, il luogo dove si sviluppano le vicende narrate in Viteliù. Aufidenia=Alfedena. Hereclanom=Schiavi d’Abruzzo. Pesco di Guardia=Pescopennataro. Trevento=Trivento. La Pietra che viene avanti=Petravenniende (Pietrabbondante). Sella dei Sacrati=Sella di Capracotta. M.Karakenos=Monte Saraceno. Santuario della Nazione=Teatro Italico di Pietrabbondante. M.Kaprum=Monte Capraro. Ver=Verrino. Città del Toro Sacro=nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle=Le Civitelle
Altosannio, il luogo dove si sviluppano le vicende narrate in Viteliù. Aufidenia=Alfedena. Hereclanom=Schiavi d’Abruzzo. Pesco di Guardia=Pescopennataro.
Trevento=Trivento. La Pietra che viene avanti=Petravenniende (Pietrabbondante).
Sella dei Sacrati=Sella di Capracotta. M.Karakenos=Monte Saraceno.
Santuario della Nazione=Teatro Italico di Pietrabbondante. M.Kaprum=Monte Capraro.
Ver=Verrino. Città del Toro Sacro=nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle=Le Civitelle

La Guerra Italica, combattuta da SannitiMarsi, Peligni, Marrucini, Vestini, Piceni  contro Roma dal 91 all’88 a. C. per l’ottenimento della cittadinanza romana, è oramai finita da 16 anni. Siamo, quindi, nel 72 a. C. e gli Italici da tempo hanno ottenuto gli stessi diritti dei Romani.

Il dittatore romano Lucio Cornelio Silla, non accettando l’immissione degli Italici nel mondo romano quali “Cives Optimo Iure”, tenta di sterminare la “Touto” [2] dei Sanniti Pentri. Più in particolare, Lucio Cornelio Silla ha in odio Gavio Papio Mutilo, Meddis [3] supremo dei Sanniti Pentri, l’Embratur dei Vitelios, in altre parole il Comandante in capo dell’Esercito Italico durante la Guerra Italica.

Lucio Cornelio Silla riesce a catturare Gavio Papio Mutilo, da tempo cieco, 9 anni dopo la fine della Guerra Italica. Non lo fa uccidere ma lo condanna, per umiliarlo, ad ascoltare i racconti delle vittorie dei Romani sul Popolo Sannita. Silla è convinto di poterlo domare e distruggerlo psicologicamente.

Ma Gavio Papio Mutilo resiste alle umiliazioni, assiste al disfacimento fisico di Silla che muore nel 79 a. C. e, 6 anni dopo la sua morte, decide di fuggire da Roma per tornare, orgogliosamente, nella sua terra sannita. Prima, però, “recupera un ragazzo”…. suo nipote sedicenne, Gavio Papio Mutilo Junior, che, in fasce, era stato salvato durante un feroce assalto dei Romani…………

Nicola Mastronardi, nel suo meraviglioso romanzo storico, Viteliù – Il nome della Libertà, così racconta il momento in cui Gavio Papio Mutilo Junior impara il nome Safinim

Da Viteliù – Il nome della Libertà

Marzio (ovvero Gavio Papio Mutilo junior ndr) era pensieroso, preso dalla storia della quale non aveva perso neanche una sillaba. Ravvivò le fiamme con un bastone e aggiunse altra legna al fuoco. Nel farlo gli cascò di mano la moneta. La raccolse guardandola ora con più attenzione. Fu attirato da una parola in caratteri sanniti che lui sapeva bene essere scritti nel verso contrario rispetto all’alfabeto latino. Riusciva appena a distinguerli.

“Sa…, sab… no” balbettò “forse è f, saf…”

Safinìm, è scritto così” disse Papio a voce alta, arrivando alle sue spalle per tornare accanto al fuoco, “è il nome che in seguito fu dato alla nazione: ciò che lì fu iniziato da Kumis e dai settemila giovani. Quello che i Romani chiamano Samnium. L’animale che vedi schiacciato dai piedi di Kumis è la Lupa romana. È una moneta dell’ultima guerra…”

A quelle parole Marzio reagì restituendo bruscamente la moneta al nonno che, senza aggiungere altro, la rimise al suo posto. Il vecchio riprese a narrare senza cambiare il tono di voce.

“Ciò che videro i Sacrati è ciò che vedrai: Safinìm, la terra sconfinata che avrebbero dominato per secoli. Non lontano, una grande roccia alla base di un monte colpiva lo sguardo di tutti, insieme alle altre due, minori, che le erano accanto.

Pietravennente-Pietra che viene avanti
Pietravennente – Pietra che viene avanti

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[1] Nicola Mastronardi, Molisano di Agnone (IS), direttore della biblioteca storica. Laureato in Scienze politiche è cultore di materie storiche, giornalista pubblicista e, soprattutto, scrittore. Il suo romanzo storico “Viteliú. Il nome della libertà” è, oramai, un evento letterario riconosciuto da tutti.

[2] Il termine osco touto indicava l’organismo composito, ossia l’unità politica corporativa a base territoriale variabile che costituiva lo “Stato” dei Sanniti.

[3] Il Meddis tuticus era il più alto magistrato sannitico. Eletto annualmente, era il capo militare del Touto (lo “Stato” sannita), ne curava l’amministrazione della legge, delle finanze, della religione e presiedeva le assemblee collegiali che aveva il potere di convocare.

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