Franco Giorgio Marinelli e almeno 5 miliardi di Euro in fumo

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di Enzo C. Delli Quadri

Caro Franco Giorgio,

spero, innanzitutto che vorrai scusare questo mio appellativo un po’ intimo: ti conosco da quando sei nato, ti ho visto sgambettare per anni attorno al tuo maestro, mio padre, ho seguito con simpatia la tua carriera politica.

Per favore, ricorda che, nello scriverti, io sto chiamando a FIORI; spero non vorrai rispondermi, come in altra occasione, a PICCHE.

Da uomo politico e colto, da uomo interessato alle vicende del nostro territorio, da rappresentante della Gente di Montagna di paesi di confine tra l’Abruzzo e il Molise, conosci meglio di tutti quello che è successo negli anni da noi, dal dopo seconda guerra mondiali in avanti.

Io li ricordo così e penso che converrai con me:
Gli anni 1945 e seguenti sono gli anni dell’orgoglio e dell’appartenenza

 

Calzolaio
  • Orafo
Mattonaio
  • Stagnino
    ceramista
    fabbro
    Contadino

    Carbonaio
Ramaio

 

Gente al lavoro
Mugnaio
Sellaio

 

–      Il territorio/mercato di riferimento per noi gente di montagna della ancora unita regione Abruzzo e Molise, è l’ Alto Molise Sangro Vastese (Agnone, Trivento, Castel di Sangro, Villa Santa Maria, Castiglione Messer Marino, Torrebruna, … …)

–      In Alto Molise Sangro Vastese, c’è, dappertutto, gente al lavoro: contadini, ramai, mugnai, stagnai, sellai, fabbri, calzolai, fornai, orefici, orologiai, carbonai, muratori, carpentieri, …

–      Non è Gente ricca, tutt’altro, ma sicuramente orgogliosa e padrona del suo territorio: la  sopravvivenza dipende dal proprio lavoro e dalla clemenza del tempo.

•       Dal 1970 iniziano gli anni della Provvidenza, con l’arrembaggio alle casse dello  Stato e alla sua spesa

–      A livello nazionale, la pensione viene agganciata all’ultima retribuzione mensile, le pensioni di invalidità vengono concesse come sostegno economico e non infortunistico, viene creato il sistema sanitario nazionale, con il tutto e il di più, tanto paga lo Stato, … … …

–      A livello locale, vengono istituite le Regioni e le Provincie che, viceversa,  dovrebbero essere soppresse, vengono incrementate. In questo contesto nascono la Regione Molise e la Provincia di Isernia. Ne segue una abbuffata di incarichi politici e pubblici, appalti, assunzioni, consulenze ad uso e consumo degli amici … … … (mio zio Biase, il tabaccaio, mi indicava ramai o muratori o contadini o calzolai o fornai … … e diceva: “lavorano alla regione o alla provincia” ……”a fare che?”, “non lo so ………. miglioreranno i servizi per noi”

–      Chi Paga ? Lo Stato. Come? Semplice, o stampa carta moneta o si indebita. Oddio, ma sappiamo bene che se lo Stato stampa carta moneta senza creare ricchezza fa crescere l’ inflazione e impoverisce le categorie deboli, indifese e con esse tutto il sistema; se, viceversa, si indebita, trasferisce il sacrificio sulle spalle delle generazioni future.

  • Nel 1989  cade il muro di Berlino e le preoccupazioni espresse in merito a questa politica economica si concretizzano
Caduta del Muro di Berlino – 9 Nov 1989

–      Il Debito Pubblico sale alle stelle (molto vicino a quello attuale) e le Regioni galleggiano pericolosamente su questo Debito:

–      Tutto il sistema economico diviene schiavo delle casse dello Stato, in un momento in cui stava venendo meno sia la solidarietà delle regioni del Nord sia quella europea che, con la caduta del muro, doveva preoccuparsi dei Paesi dell’Est.

–      La solidarietà delle zone ricche dei Paesi nei confronti di quelle meno fortunate va a farsi benedire

–      L’Europa apre ai Paesi dell’Est che prendono a ricevere sostegni a danno delle zone meridionale dell’Europa stessa (Mezzogiorno, Spagna, Portogallo, Grecia)

  • Nel 2008 tutti i nodi vengono al pettine; esplodono le Problematiche della Finanza, sono gli anni della paura
Crollo delle borse

–      Si evidenziavano chiari segnali di insofferenza economica e finanziaria dell’Italia

–      Le regioni, come quelle meridionali, che dipendevano, come ancor più dipendono oggi, dalla finanza dello Stato, si fanno trovare impreparate

  • con ricadute pesanti su flussi emigratori,
  • desertificazione delle aree interne,
  • impoverimento generale dei servizi, aumento della pressione fiscale.

–      Gli unici che speravano e sperano di non dovere temere sono la CASTA dei Centri Provinciali e la COSTA.

  • Nel 2011 si appalesa il terrore finanziario
Paesi in fiamme

–      La Grecia rischia il default (fallimento)

–      L’Italia ed altri paesi, per non fare la fine della Grecia, sono chiamati a sacrifici inimmaginabili – per i furbi e gli incoscienti – fino a pochi anni fa

–      Tutti sono chiamati a rimboccarsi le maniche: dalle Istituzioni al lavoratore; dal pensionato, al disoccupato; dal precario alle casalinghe. Non esistono più anticipi di pensionamento, pensioni di invalidità, sanità a gogò, stati di emergenza pagati a babbo morto, con l’incremento del Debito Pubblico, dalle generazioni future.

–      Ma c’è sempre chi, in Italia, tenta di scaricare su altri questi sacrifici.

–      Chi? COSTA e CASTA dei Centri Provinciale e Regionali!!!!

–      Come? Operando pervicacemente per non perdere i privilegi acquisiti nel tempo.

Le Conseguenze Economiche di questa situazione sono molto gravi.

  • I Livelli occupazionali e reddituali nel pubblico impiego vengono bloccati con effetto economico regressivo.
  • Aumenta la disoccupazione e la precarietà per effetto della instabilità del sistema economico
  • Sopravviene un impoverimento generale

In particolare la Creazione, nel 1963, della regione Molise e, nel 1970, della provincia di Isernia aggiunge zavorra pesante ad un quadro già di per sé preoccupante, PER LE GENERAZIONI FUTURE.

Infatti:

  • Aumentano, a danno dell’efficacia e dell’efficienza, i punti decisionali
  • L’ Alto Molise Sangro Vastese, da tempo immemore territorio omogeneo e compatto seppur sotto 3 provincie ma 1 sola regione, viene smembrato e sottoposto a ben 2 regioni e 4 provincie.
  • La creazione della Provincia di Isernia interrompe i contatti dell’Alto Molise con la dorsale adriatica, cioè con quella dorsale dove il fiume delle conoscenze scorre meglio, e, indirettamente, impoverisce le zone di confine con l’Abruzzo che diventano terre ESTREME.
  • Le Economie della Regione Molise e della Regione Abruzzo vengono incanalate sotto la protezione della Finanza Pubblica, in modo rilevante, la prima, meno accentuata, la seconda. Se la mammella dello Stato è piena, va bene, se no……..E purtroppo la mammella dello Stato va rinsecchendosi sempre di più.
  • In nome di una fantomatica Autonomia, Amministrazioni Regionali e Provinciali elefantiache, compartecipazioni, consulenze, creazioni di molteplici livelli decisionali sottraggono Risorse a Montagna, Foreste, Trasporti, Sanità, Viabilità, Attività produttive, Assistenza Sociale, Formazione Professionale.

Le Ricadute Demografiche ed Urbanistiche sono drammatiche:  Abbandono di case e terreni con conseguente spopolamento del territorio

  • Esistono comuni che hanno perso fino al 90% della popolazione
  • Su 63 comuni interessati, 47 hanno meno di 1.000 abitanti

Le Ricadute Patrimoniali sono oltremodo allarmanti perché , con l’ Abbandono di case e terreni  e il conseguente spopolamento, oramai conclamato, si intravede anche, salvo casi isolati, l’azzeramento dei valori immobiliari e fondiari.  

In base ad un calcolo tecnico non del tutto preciso, ma comunque significativo, questi valori sarebbero quantificabili in :

–      28 miliardi di euro a valore medio di mercato (normale per zona equivalente)

–      14 miliardi di euro a valore di costo

–      5 miliardi di euro a valore catastale

MA,  per effetto della crescente desertificazione demografica del territorio, salvo pochi casi, questi terreni e fabbricati non hanno mercato, non sono vendibili nè consentono di ottenere un reddito.


Pertanto anni di sacrifici delle generazioni passate e presenti
stanno andando in fumo.

Carissimo Franco Giorgio,

Un genitore che, in difficoltà economiche, volesse vendere il suo appartamento, non troverebbe acquirenti. Cosa diametralmente opposta succede a chi risiede nei CENTRI PROVINCIALI o sulla COSTA che ha visto aumentare, nel tempo, il valore del suo PATRIMONIO immobiliare.

Non basta

A questo primo grosso danno subito dalla Gente di  Montagna  bisogna aggiungere

–      L’abbandono di genitori anziani, che dopo anni di lavoro e sacrificio, si ritrovano soli senza affetti;

–      il danno morale per l’allontanamento dei giovani dal loro territorio, chiamati a lavoretti di routine in provincia o regione, oppure, peggio, costretti ad emigrare ed a vivere in condizioni psicologiche negative (il taglio delle radici pesa su tutti, anche su chi va in giro per il mondo e riesce a “fare soldi”).

NON CREDI CHE TU DOVRESTI , SALVANDONE LA BUONA FEDE,  CONTESTARE UNA VOLTA PER TUTTE LA POLITICA CONDOTTA FIN QUI DALLA REGIONE MOLISE?

NON CREDI CHE, IN ASSENZA DI RISPOSTE DOVRESTI  PORTI AL NOSTRO FIANCO IN UNA BATTAGLIA DI RISCATTO DEL TUO TERRITORIO DA TROPPO TEMPO SACRIFICATO ANCHE SULL’ALTARE DELLE ESIGENZE MENO IMPORTANTI DELLA COSTA E DEI CENTRI REGIONALI E PROVINCIALI?

Ti sto chiamando a Fiori, non rispondermi a PICCHE.  Ti assicuro che, in presenza di risposta convincente,  sarò pronto a tacere!

Con simpatia

Enzo C. Delli Quadri

 

Nota tecnica di valutazione del Patrimonio immobiliare e fondiario dell’Almosava (Sarò lieto di ricevere commenti di ogni sorta a modifica o integrazione dei dati sotto riportati)

FABBRICATI ABITAZIONI
1. i residenti sono circa 60.000 e  almeno altri 20.000 hanno una proprietà nel territorio, pur non essendo residenti, per un totale di 80.000 persone
2. Le unità immobiliari sono, quindi, almeno 80.000
3. La metratura media di ogni unità può essere assunta pari a 120 mq
4. Totale dei mq 9.600.000
5. Valore, al costo corrente di costruzione = 9.600.000 x 1.000,00 euro/mq = 9.600.000.000,00 (nove miliardi e 600 milioni di euro)
6. Valore catastale, secondo le ultime disposizioni governative = 2.500.000.000,00 (duemiliardicinquecento milioni di euro)

FABBRICATI COMMERCIALI
1. I fabbricati commerciali del territorio sono circa 20.000
2. Il loro valore al costo corrente di costruzione, ragionando grosso modo come per i fabbricati per abitazioni, ammonta a 20.000 unità x 120 mq. x 1.000,00 euro/mq = 2.400.000.000,00 euro
3. Valore catastale, secondo le ultime disposizioni governative = 1.500.000.000,00 (unmiliardocinquecentomilioni di euro)

TERRENI
1. I terreni adibiti ad agricoltura sono circa il 20% della superficie del territorio e, quindi = 1.980 kmq. x 0,20 = 396 kmq.= 396.000.000 mq
2. Il loro valore fondiario minimo è pari a 2 miliardi di euro
3. Valore catastale, secondo le ultime disposizioni governative = 1 miliardo di euro.

TOTALE GENERALE

A valore medio di mercato (normale per zona equivalente)  = 28 miliardi di euro
A valore minimo prudenziale di costo = 9,6 + 2,4 + 2,0 = 14 miliardi di euro

A valore catastale = 2,5 + 1,5 + 1,0 = 5,0 miliardi di euro

7 Commenti

  1. Non ho elementi per modificare e/o contrastare i dati e le cifre elencate nella lettera aperta all’ amico comune Franco Giorgio.Posso, però, registrare, una sostanziale e veritiera rappresentazione dell’ evoluzione socio – economica dalla nascita della autonoma Regione Molise( 1963) e della Provincia di Isernia(1970).Sono dati drammatici che se non vedranno una inversione di tendenza ( per il resto molto difficile, però……..) e una spinta decisiva verso quella aggregazione territoriale proposta e verso una codificazione della cosiddetta ” area franca”, ci porteranno a un continuo depauperamento ed alla “chiusura” di tanti, gloriosi piccoli centri. In 60 anni , ci dice l’ ottimo E.Delli Quadri, vi è stato un calo demografico, in questa area dell’ abruzzo e molise, di 100.000 abitanti !!!! – Bisogna riflettere molto e sono certo che anche l’ uomo, il politico e il professionista Franco Giorgio Marinelli risponderà a Fiori e non a Picche alle Genti di Montagna.

  2. I NOSTRI SOLDI,
    Caro Enzo,
    probabilmente non hai avuto modo di vedere l’inchiesta che il programma tv “Presa Diretta” ha mandato in onda il 12 febbraio scorso. Nel programma si parlava del mega Auditorium che si sta costruendo ad Isernia, già costato alla collettività più di 55 milioni di Euro. E non è ancora terminato. Forse non tutti sanno che la spesa preventivata per tale realizzazione non doveva superare i 5 milioni. Naturalmente Isernia aveva già un suo Auditorium di circa 300 posti che solitamente non viene mai riempito perché troppo grande in proporzione al numero degli abitanti. Lo scorso 20 dicembre la “ cattedrale nel deserto” è stata inaugurata in tutta fretta dal Presidente della Regione Molise, Michele Iorio e dal Sindaco di Isernia, Gabriele Melogli perché la mega struttura era stata finanziata nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia che si concludevano appunto il 31 dicembre del 2011. Sempre ad Isernia c’è uno dei più importanti musei che il mondo intero ci invidia: Il Museo del Paleolitico in localita “La Pineta”. Per questo sito sono stati spesi 30 miliardi delle vecchie lire. Oggi la struttura è chiusa ai visitatori perché in stato di quasi abbandono. Invito tutti coloro che leggono il tuo interessantissimo sito a collegarsi a questo link: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-03a1f6b9-8ab0-47e8-96f6-800736a825b5.html La trasmissione dura un paio d’ore ma Il servizio riguardante Isernia inizia dopo 1 ora e 30 minuti (con una durata di 15). Quindi, basta spostare con il mouse il cursore dei minuti verso la destra e fermarsi quando il timer è su 1h e 30’. Sarebbe interessante ed auspicabile conoscere il pensiero di coloro che hanno a cuore le sorti del Molise, specialmente in vista delle prossime tornate elettorali . Un caro saluto da Ermanno

  3. Su quello che dscrive Ermanno, riproduco un mio commento fatto il giorno dopo la trasmissione di RAI 3 : “” Il servizio di ieri sera su RAI 3 mi ha confermato la mancanza di realismo e di larghe vedute dei nostri Amministratori.
    La contrapposizione del servizio tra l ‘ auditorium e il paleolitico mi ha fatto rimanere senza parole e nello stesso tempo ha suscitato in me una reazione di disappunto e di vergogna, quale molisano e concittadino di Isernia, nel non aver dato priorità assoluta ad una ricchezza culturale, sociale ed economica come potrebbe essere il sito della “pineta “ , che tutto il mondo ci invidia e che tutti farebbero a gara per averlo!
    Si è voluto dare corpo ad un mastodontico auditorium, che diversamente dal sito della “ pineta” , non porterà alcun beneficio economico e occupazionale alla Città di Isernia. Quando utilizzo il termine economico mi riferisco, in senso lato, al turismo, alle attività terziarie etc.-
    Un buon Amministratore è e resta tale se ha una visione in prospettiva e non pensa solo all’ opportunità del momento o a facili suggestioni, utilizzando con oculatezza e sagacia i fondi pubblici.””

  4. Complimenti a Enzo per l’analisi. E, ancora una volta, ammirazione per l’impegno con cui si batte. Il suo studio potrebbe rappresentare la relazione di base per un convegno di studio e dibattito su un cambiamento di rotta storico essenziale per i nostri territori.

  5. Presa Diretta su Rai Tre l’ho visto pure io. Non ho parole per commentare tutto quello che succede nella nostra piccola Provincia, per allargarsi poi alla Regione tutta.
    Stiamo attraversando momenti veramente difficili, critici e questi”Signori “si permettono di sperperare denaro pubblico ad altissimi livelli. A loro è permesso tutto.Il Sig. Iorio e il Sig. Melogli ci vengano a spiegare in una delle loro apparizioni TV come mai il costo iniziale per realizzazione della “cattedrale del deserto”è lievitato da 5.000.000i euro a 55.000.000 di euro.Io la mia idea me la sono fatta come penso la maggior parte degli abitanti MOLISANI. Anche un ragazzotto avrebbe obiettato alla realizzazione di tale scempio , non ci vuole molto a capire che un’opera faraonica come l’Auditorium non era necessaria per la piccola città di Isernia.Ma cosa pensano di ricavarci?Scusate mi stò sbagliando. Avrebbero fatto di sicuro meglio a terminare il Museo Paleolitico opera iniziata tanti anni fa, porterebbe giovamento al popolo Isernino e non solo.
    Tornando poi all’Alto Molise spopolato, abbandonato a se stesso , dobbiamo sicuramente ringraziare la nostra brava classe politica che ha governato e governa da circa sessant’anni, sempre i soliti , sempre i soliti nomi. Abbiamo avuto Senatori,Deputati e personaggi politici di peso, cosa hanno fatto? Niente.I nostri figli,le nostre famiglie si sono dovute trasferire in ogni luogo d’Italia e del mondo per poter fare una vita dignitosa. Perchè i politici di allora non hanno mai fatto niente per il bene del popolo, perchè i politici di adesso non fanno altro che sperperare i NOSTRI denari senza un fine giusto? Hanno pensato solo ai fatti loro e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, io al loro posto mi vergognerei.
    Scusate il mio sfogo.
    Saluti.

  6. E’ giustissimo tutto tutto quello che scrive Enzo ed allora mi sembra che la soluzione si trovi soltanto combattendo il drammatico fenomeno dello spopolamento. Sono ormai molti anni che se ne parla, ma ancora non prende corpo nessun provvedimento. Per risollevare le sorti di questi territori è indispensabile l’applicazione di una fiscalità di vantaggio, riferita ai maggiori costi di riscaldamento e di trasporto, e l’applicazione di vantaggi e agevolazioni per le giovani famiglie e per i nuovi nati. Con questi sistemi si potrà forse mettere un freno alla fuga dei giovani e ridare vita alle tante case abbandonate e chiuse. Qualche anno fa è stato studiato dall’Assessorato alle politiche sociali un piano per le giovani famiglie, ma è rimasto lettera morta. Gli abitanti sono la prima ricchezza di un territorio, soprattutto giovani. Prima di ogni altra cosa, quindi, a mio avviso occorre spingere in questa direzione. A coloro che hanno preso spunto dalla trasmissione televisiva per alimentare le polemiche voglio ricordare che non tutto quello che appare in tv va preso per oro colato, inoltre che si avvicinano le elezioni comunali e perciò verranno utilizzati altri elementi di forte contrasto politico. Non commettiamo l’errore di accettare a scatola chiusa tutto ciò che stimola i nostri sentimenti di scontento. Con ciò non voglio affatto sminuire alcune colpe evidenti dell’Amministrazione di Isernia. Tra l’altro io mi sono informato ed ho capito meglio la situazione riguardante l’auditorium, mi appare, quindi, tanto più colpevole il silenzio e la mancanza di chiarezza dei responsabili che potrebbero difendersi perlomeno dalle accuse ingiuste.

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