Et Voilà ….. se ne accorgono anche i Grandi Giornali !!!

1
419

di Enzo C. Delli Quadri

 

Da decenni, presso esperti del mestiere, è noto il fenomeno che vede il Nord Economico dell’ Italia non a Nord di una linea immaginaria tracciata tra la Toscana e l’Emilia e Romagna.

 

No, il Nord Economico dell’Italia è al di là degli Appennini e comprende Regioni come il Piemonte, La Lombardia, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna,  le Marche, l’Abruzzo, e lambendo il Molise , arriva a comprendere anche La Puglia.

 

Il Sud economico, viceversa, è al di qua degli Appennini  e comprende La Liguria, la Toscana, Il Lazio,  la Campania, la Basilicata.

E tutto questo è stato determinato da un fenomeno di vasi comunicanti che ha portato le innovazione, il modo di rapportarsi con la produzione di beni e le conoscenze della  prima rivoluzione industriale, avvenuta in Inghilterra nel 1760, prima in Francia e Germania e, poi, passando tra le valli alpine, in Piemonte e, da lì, come l’acqua che si espande su un piano inclinato, verso la Lombardia, l’Emilia Romagna, Le Marche, l’Abruzzo, la Puglia. Il Friuli si è aggiunto a queste regioni avendo saputo sfruttare al massimo gli ingenti finanziamenti seguiti al terremoto del 1974.

 

Ebbene, oggi, l’editoriale del Corriere della Sera, a firma di Aldo Cazzullo, partendo da una indagine condotta sulle varie situazioni delle principali città italiane, giunge alle seguenti conclusioni:

“Tendiamo a concentrare l’attenzione sulla dorsale tirrenica, dove ci sono le grandi città, tra cui quelle impoverite dall’industria statale, come Genova e Napoli; e dimentichiamo la dorsale Adriatica, da Trieste tornata tornata centro geografico d’Europa ai cantieri di Venezia, dal miracolo rinnovato dei Romagnoli, al fervore dei marchigiani, sino alla vitalità della Puglia e alla resistenza dell’Abruzzo”

Benvenuti tra noi!!!!

Pertanto torna a bomba quel che vado sostenendo da tempo, che ho ripetuto più volte e ripeterò fino alla noia

Con la creazione della Regione Molise, tutto l’Alto Molise fu costretto a voltare le spalle a quella zona dell’Italia che, economicamente, rappresenta il Nord e fu agganciata a quella che economicamente rappresenta il SUD, in questo condannando anche quei paesi abruzzesi di confine che avevano sempre ruotato attorno all’economia dell’Alto Molise e che, di colpo, furono privati di questo supporto.

Oggi, partendo da Agnone e compiendo 100 Kilometri di strada provinciale accettabile, si giunge a Venafro, un deserto economico. Se gli Agnonesi  avessero avuto la possibilità di diventare abruzzesi e finire sotto la provincia di Chieti, oggi, dopo 100 Kilometri di strada provinciale altrettanto accettabile, si ritroverebbero a Pescara, luogo simbolo di innovazione ed economicità, seppur con i suoi limiti ed errori. Invece quel maledetto confine ha mantenuto le strade accidentate fino all’impraticabilità, condannando all’isolamento Agnone,  i paesi limitrofi dell’Alto Molise e, ovviamente, i paesini abruzzesi di confine che avevano vissuto in simbiosi con Agnone.

 

Agli illusi di Castello mi permetto di dire: evitate di guardare al Tirreno

Ai recalcitranti di Agnone mi permetto di dire: sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

L’Alto Molise Sangro Vastese deve ritrovare la sua unità territoriale (ALMOSAVA) e guardare alla Costa Adriatica  e al fiume delle conoscenze, dell’innovazione e del modo di interpretare il lavoro che, lì, scorrono più veloci che altrove.

1 COMMENTO

  1. condivido pienamente il pensiero di Enzo. Riappropriamoci di quell’immagine propria dei molisani, di gente sana anche se la politica ci fa storcere sempre più il naso. Guardiamo al nord per il bene di noi tutti. La politica fa gli occhi dolci alle pressanti istanze provenienti dal sud, c’è stata adesione al partito grande sud.Non riesco a vedere però, dov’è questa grandezza di un sud sempre più impelagato nelle varie mafie, nella corruzione a tutti i livelli. Si pensi ai concorsi, si fanno mettere in movimento tanti giovani speranzosi in un lavoro derivante dal merito e invece cosa succede? lo sappiamo tutti. Togliamoci questa palla dal piede e guardiamo al bene di tutti, al diritto,
    sguardo che non può passare per il sud anche se c’è molta gente di valore che però non riesce ad emergere.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.