Eppur si muove ….. L’integrazione territoriale è sempre più sentita

0
685

Invidie, personalismi, partitocrazia settaria, millantato credito e indifferenza sospetta tentano in tutti i modi di frenare la montagna della evoluzione geopolitica della nostra società. Ma non ce la faranno, perché nonostante le apparenze

Eppur si muove……

, il fiume della integrazione territoriale ha preso a scorrere e gli interpreti, al momento attuale, di questo lento ma inesorabile sommovimento sono, ai diversi livelli di responsabilità territoriale: Enrico Letta, Paolo Tancredi, Gian Mario Spacca, Gianni Chiodi, Michele Petraroia, Peppino Tagliente, Paolo Palomba, Giuseppe Di Pangrazio, Ileana Schipani, Maurizio Cacciavillani, Nicola Tarantini, Antonio Vincenzo Monaco (nell’ordine, nella foto). , seppur lentamente e in modo controverso, l’integrazione territoriale avanza e si sviluppa, arricchendosi di contenuti sempre più importanti.

.

A Livello Nazionale
va evidenziandosi la centralità dei territori e delle regioni.
A questo proposito il nuovo premier italiano Enrico Letta nel suo discorso di insediamento alla Camera dei Deputati, ha così dichiarato:

Bisogna riordinare i livelli amministrativi e abolire le provincie.

Semplificazione e sussidiarietà devono guidarci al fine di promuovere l’efficienza di tutti i livelli amministrativi e di ridurre i costi di funzionamento dello Stato. Questo non significa perseguire una politica di tagli indifferenziati, ma al contrario valorizzare comuni e regioni per rafforzare le loro responsabilità, in un’ottica di alleanza tra il governo e i territori e le autonomie, ordinarie e speciali. Bisogna altresì chiudere rapidamente la partita del Federalismo fiscale, rivedendo il rapporto fiscale tra centro e periferia salvaguardando la centralità dei territori e delle regioni.

In pratica,

se l’ordinamento statale attuale prevede 1. lo Stato, 2. le Regioni, 3. Le Province, 4. le Comunità Montane, (in via di estizione), 5. i Comuni, 6. i Municipi (dentro le grandi città), cioè ben 6 livelli di gestione amministrativa, senza includere Consorzi e Società Partecipate, con tutti gli sprechi possibili e immaginabili;

l’ordinamento NUOVO sarà il seguente:

1. lo Stato, 2. le Regioni (macro), 3. IGrandi Comuni” oppure “I Comuni Associati o Aggregati Territorialmente”. In totale, solo 3 livelli di gestione

Questa impostazione sta a significare che nel prossimo futuro saranno oggetto di attenzione solo le Regioni (macro) e, al loro interno, i territori organizzati.

Un territorio organizzato, inteso anche come area a fiscalità agevolata, con diritto ad essere considerato Nuovo Collegio Elettorale, dovrebbe essere quello dell’ALTO_MOLISE_SANGRO_VASTESE (in breve ALMOSAVA o ALTOSANNIO)

.

A livello regionale
si osserva l’emergere della esigenza della macroregione Marche Abruzzo e Molise

Infatti, si osserva una crescente e motivata volontà di allargare i propri orizzonti gestionali regionali, per ridurre i costi della politica e per sviluppare una maggiore competitività territoriale. Ne è esempio la proposta del Senatore del PDL Tancredi circa la creazione della Macroregione Marche Abruzzo e Molise, proposta appoggiata dal Governatore Abruzzese Chiodi e apprezzata dal Governatore delle Marche Spacca. Su detta proposta hanno aderito, da tempo, i consiglieri regionali abruzzesi Tagliente, Palomba e Di Pangrazio e il consigliere molisano, oggi assessore, Michele Petraroia.

.

A LIVELLO Territoriale
si osserva un lento ma cospicuo movimento aggregativo locale; c’è una ricerca continua di creare aggregati tra forze comunali

In questo caso, un esempio è dato dalla intesa, voluta e cercata dal Comune di Agnone ed, in particolare, dal vicesindaco Maurizio Cacciavillani, che 11 comuni dell’Alto Molise e dell’Alto Vastese hanno raggiunto per controbattere il piano sanitario messo in atto dal Commissario ad acta, con il quale l’ospedale di Agnone, già riconosciuto come ospedale di montagna, perderebbe, in effetti, anche queste caratteristiche per diventare un semplice poliambulatorio. In particolare, l’intesa, raggiunta il 1 giugno scorso, prevede il ricorso al Tar avverso il Decreto nr. 8/2013 del Commissario ad Acta per la Attuazione del Piano di Rientro dai Disavanzi del Settore Sanitario della Regione Molise. Hanno aderito 8 comuni alto molisani e 3 comuni dell’alto vastese. (Agnone, Belmonte Del Sannio, Capracotta, Castelguidone, Castelverrino, Castiglione Messer Marino, Civitanova Del Sannio, Pescopennataro, Poggio Sannita, San Pietro Avellana, Schiavi d’Abruzzo). Ma non basta, perché queste intese fanno parte un percorso intrapreso perché si creino le buone condizioni per travalicare gli attuali confini provinciali e , successivamente, quelli regionali.

Altro esempio è dato dalla volontà espressa da 3 comuni abruzzesi (Pescasseroli, Pescocostanzo e Rivisondoli) e 2 molisani (Capracotta e Pescopennataro) di dar vita ad una alleanza per la costituzione di una realtà turistica chiamata “Le Perle dell’Appennino”. E’ la strada senza ritorno, già segnalata da Almosava. In particolare, in questo polo turistico, Almosava prevedeva e spera che vengano recuperati anche i Comuni di Roccaraso, Pizzoferrato e Rionero Sannitico.

Altro esempio è dato dalla dalle azioni costanti e continue messe in atto dal Sindaco del Comune di Scontrone, Ileana Schipani a favore della Transiberiana d’Italia e dell’intero territorio dell’Alto Sannio e non solo del suo Comune; sullo stesso piano si muove, con tenacia e determinazione il sindaco del Comune di Pizzoferrato, Nicola Tarantini.

Altro esempio è dato dall’amministrazione comunale di Capracotta e dal suo Sindaco Antonio Vincezo Monaco. L’idea lanciata è quella di una collaborazione tra circa trenta amministrazioni comunali distinte in due sotto sistemi, Altissimo Molise e Valle del Volturno – Mainarde, che insieme possono rappresentare un forte volano per la promozione delle nostre bellezze storiche, culturali e delle nostre tradizioni; un insieme di beni che deve rappresentare lo strumento cardine su cui devono fare leva i territori  per un Sistema Turistico Locale (STL).

  E su questi esempi si dovrebbe procedere per creare, a titolo esemplificativo:
Polo sanitario, con Agnone, Castel di Sangro;
Polo archeologico, con Alfedena, Pietrabbondante, Vastogirardi, Schiavi d’Abruzzo;
Polo museale, con quasi tutti i comuni almosaviani (dell’AltoSannio)
Polo industriale, con Trivento e Castel di Sangro
Poli scolastici, con …..,
Poli ambientali, …
Ecc…

Ma non basta: Questi Poli non dovrebbero procedere in modo sparso e per vie autonome, perché l’efficacia e l’efficienza di ciascun intervento non potrebbe prescindere da omogenee politiche territoriali riguardanti Viabilità stradale e ferroviaria, Edilizia Scolastica, Montagna e foreste, Formazione, ecc…la qual cosa porta all’esigenza di avere un coordinamento gestionale amministrativo di tutta l’area dell’ ALTOSANNIO (Almosava), per la quale si arriverebbe a chiedere il riconoscimento di area a fiscalità agevolata e burocrazia zero (salvo alcune garanzie contro infiltrazioni di camorra) e il riconoscimento di Collegio Elettorale unico.

Il terrotorio almosaviano dell'Alto Sannio

Enzo C. Delli Quadri

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.