Eppur si muove…avanza l’idea delle riaggregazioni territoriali. La Macroregione

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Disegno di legge in Parlamento: “Una sola regione unendo Abruzzo, Marche e Molise“. Chiodi d’accordo: “Sosterremo la proposta”

Una macroregione che metta insieme Marche,  Abruzzo e Molise. Non è una ipotesi campata in aria, ma un disegno di legge annunciato dal parlamentare del Pdl Paolo Tancredi che vuole dunque unire le tre regioni adriatiche con un solo consiglio regionale, un unico meccanismo di leggi, una sola sanità. Il capoluogo di questa grande regione dovrebbe essere L’Aquila. La proposta ha già trovato il sostegno del governatore dell’Abruzzo, Gianni Chiodi che intervenendo al congresso della Cisl a Vasto ha sottolineato come da questa fusione potrebbero arrivare «vantaggi non indifferenti» e per questo si è detto pronto «a sostenere il disegno di legge presentato dall’onorevole Tancredi».

Paolo Tancredi

Ma da quali pressupposti parte l’idea del deputato di Teramo? «L’articolo 132 della Costituzione – ricorda – dice che “si può con Legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse”».

Per Tancredi dunque i presupposti ci sono tutti: «Marche, Abruzzo e Molise, oggi – ragiona l’onorevole – contano oltre 3 milioni di abitanti, 680 Comuni su 24.500 chilometri quadrati. Fonderle in una sola regione significherebbe superare il nanismo tipico dell’impianto regionalistico italiano, offrire un approccio istituzionale più moderno ed efficace per la governance del territorio e stabilire una strategia comune di controllo pubblico delle trasformazioni territoriali».
Il deputato infine evidenzia anche come la creazione di questa macroregione sarebbe l’occasione «per ripensare le comunità, valorizzando i distretti, riorganizzando le reti infrastrutturali urbane ed extra-urbane nel contesto della competizione globale, e recuperando quella identità adriatica che risale ai popoli italici insediati nel V e nel VI secolo avanti Cristo tra Abruzzo e Molise, in parte del Lazio, delle Marche e dell’Umbria».

Enzo Luongo

tratto da wwwprimapaginamolise.it

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