Tempo di segni di Croce

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di Ugo Del Castello[1]

Transiberiana d'Italia 1

Sembra che il sottoscritto su queste pagine sia molto seguito e tante persone aspettano che tratti nuovi argomenti che riguardino Roccaraso e il territorio che la circonda. Beh! Sono contento, perché se il campo non si semina non può produrre frutti. E quindi oggi, così, all’improvviso, con l’imperversare e il crescere di una sequela vergognosa di richiesta di segni di croce (voti) vi invito a riflettere su ciò che farete o “magari” non farete tra qualche giorno.

Giuseppe Andrea AngeloniHo scritto e più di una volta, e in più di un occasione, scomodando il mio amato concittadino barone Giuseppe Leonardo Angeloni, che non era più il tempo di invocare “semplicemente” la riapertura della linea ferroviaria da lui creata. Riaprirla doveva essere solo ed esclusivamente uno degli atti di rilancio dell’attività turistica della terra che va da Sulmona a Isernia. Una terra ricca di attività turistiche, gastronomiche, di beni architettonici e paesaggistici, di prodotti della terra che spaziano dall’aglio rosso, al tartufo e alle mele molisane (a me tanto care), dai prodotti delle abili mani di orafi, fabbri ferrai, allevatori. Insomma una ricchezza immensa che poteva trovare un importante mezzo di promozione nella riapertura della linea ferroviaria.

E mai promozione più efficace e convincente è stata la pubblicazione del resoconto fotografico del mio viaggio autunnale sul Trenino del Bernina, corredata da un diario minuzioso di ciò che ho visto, vissuto ed apprezzato. Quelli sì, che sanno fare turismo, noi no! Noi continuiamo a piangerci addosso perché qui si pensa solo a sciare e nulla più e se la neve manca, come quest’anno, “pazienza, arriverà il prossimo inverno” (ma dove sono andati a finire i nostri eroi dell’ospitalità turistica colonnello Zamboni o il podestà Ciccio Lancia, o Papitto? Purtroppo non ci sono più e ben per loro, perchè oggi sarebbero morti di crepacuore).

La politica, ad ampio raggio è stata interessata in più occasioni, da più voci. La politica è stata invitata a destinare adeguate risorse europee per la mobilità sostenibile, indispensabili alla riapertura della linea cosiddetta “Transiberiana d’Italia” (Transiberiana è un termine riduttivo. Io, semmai,  l’avrei chiamata la “Linea del Barone”, in onore dell’unico uomo politico valido di queste terre)

Ma la politica locale, provinciale e soprattutto regionale appare latitante e incapace a cogliere le esigenze di migliaia di turisti che vorrebbero salire quassù, tra l’Abruzzo e il Molise per “ammirarci”.

Transiberiana d'Italia 2

E noi? Noi no. Anzi, loro no. I politici non rivolgono lo sguardo a queste montagne, a questi Altopiani, alle lunghe ed emozionanti gallerie, ai binari che s’inerpicano e si allungano tra i prati.  Sono venuti quassù nel 2011 con il Tourism Day solo per esibizioni di facciata e null’altro. In quell’occasione l’unica voce vera, seria, competente e responsabile fu quella del Prof. Giancarlo Dall’Ara, studioso di turismo, ma lui era soltanto un “civile”, uno eventualmente da essere usare e non quale punto di partenza per una riflessione importante circa l’ operatività per poter prendere da lui il meglio del meglio e agire di conseguenza per la riapertura de “La linea del barone Giuseppe Andrea Angeloni” a scopi turistici.

Transiberiana d'Italia sul colle mitra

Questo non è accaduto e molto probabilmente mai accadrà: purtroppo! E allora?  Forse l’unico segno di croce non è quello elettorale ma quello vero, tracciato sulla mia fronte per benedire e ringraziare il Signore.

Signore, riaccendi le menti di questa nostra bella terra!

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[1] Ugo Del Castello, Abruzzese di Roccaraso (AQ), dirigente amministrativo-finanziario, da sempre ha avuto due passioni, la scrittura e la ricerca sulla storia del suo paese.

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

 

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