Eh no, cara Adelina, così non va , i nostri sindaci non sono spocchiosi

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Adelina Zarlenga, il 18 dicembre 2011,  ha scritto un articolo su Primo Piano Molise. L’articolo, qui riportato, ha creato qualche perplessità per diradare le quali Delli Quadri risponde più sotto.

 Articolo apparso il 18 dic 2011 su PRIMO PIANO MOLISE  a cura di Adelina Zarlenga

 Dopo la missiva inviata ai cinquantacinque primi cittadini dell’area alto molisana, del Sagro e del vastese, da E. Delli Quadri, che incalza con il progetto.

 “Ritorno con l’Abruzzo, i sindaci non ci credono”

 Non c’è interesse per la riunificazione del territorio di confine tra Abruzzo e Molise sotto un aggregato unico. Anche se la legge prevede la fusione tra piccoli Comuni.

 

AGNONE. Ha scritto una lettera ai cinquantacinque sindaci del territorio ribattezzato “Almosava” – perché comprende l’Alto Molise, l’Alto Sangro, l’Alto Vastese – Enzo Delli Quadri, fondatore del movimento che si batte per la riunificazione dell’Abruzzo e del Molise e la creazione di una zona franca da rilanciare e tutelare. Ma non ha ricevuto alcuna risposta. Nella missiva il promotore del gruppo, che vede già tantissimi adepti e seguaci, soprattutto sul web dove è stato creato un sito ad hoc ed un gruppo Facebook frequentatissimo, chiedeva ai primi cittadini di riorganizzarsi sotto un’unica bandiera, aggregandosi tra di loro, come prevede la legge 148 del 14 settembre 2011. Nella normativa si parla di Unioni Municipali tra gli Enti comunali al di sotto dei mille abitanti. Unioni, che se non ci saranno modifiche nell’impianto legislativo, vedranno i Comuni sconvolgere il loro assetto, arrivando a condividere oltre al personale e alle funzioni, anche la gestione del bilancio, con la conseguente perdita dell’autonomia finanziaria. Dunque, secondo la legge, i piccoli Comuni non dovranno solo spartirsi uffici ed attività per risparmiare, ma aggregarsi tra loro ottenendo un unico bilancio. Se la questione preoccupa alcune amministrazioni locali, che temono di non riuscire a gestire tale rivoluzione in un territorio che combatte per la sopravvivenza – già gravato difatti dal taglio di risorse economiche, la carenza di servizi e la viabilità precaria – per altri il provvedimento è passato in sordina. Non ha suscitato alcun interesse.

Mentre c’è chi, come il movimento Almosava, crede sia occasione per sviluppare un’area territoriale nuova, privata delle strutture amministrative intermedie. Attraverso un unico aggregato compatto, tale da poter programmare la rinascita delle zone interne. Progetto arduo, quello di “Almosava”, che però ha già attirato l’attenzione di qualche esponente politico regionale. Come Michele Petraroia (PD), e i due consiglieri abruzzesi Peppino Tagliente (PDL) e  Paolo Palomba (IDV). In un recente incontro, i tre amministratori regionali hanno concordato nella prospettiva di vedere le due Regioni confinanti sotto un unico colore, pensando, addirittura, ad un estensione della “macroregione” verso le Marche. Hanno parlato della riaggregazione dei comuni sul territorio, su base diversa da quella provinciale attuale. Della possibilità di far si che le aree interne siano libere da burocrazie ed imposte (come proposto da Delli Quadri).

Da gennaio, dunque, cominceranno una serie di incontri organizzati nelle varie province de L’Aquila, Chieti, Isernia e Campobasso, nella zona tra Castel di Sangro, Agnone e Vasto, per informare la popolazione del progetto. Un altro obiettivo è anche quello di sviluppare una rete in grado di supportare la diffusione dell’informazione. Ma il percorso, per gli “almosaviani”, sembra essere duro e faticoso. Un primo “ostacolo” pare provenire proprio dai sindaci, poco incuriositi, o per nulla attratti, da tali prospettive. “Non meritiamo risposte? – incalza Delli Quadri – Non vale la pena sprecare tempo con noi? Siamo cittadini di serie B”?

Adelina Zarlenga

 

 Lettera di risposta ad Adelina

Eh no, cara Adelina, così non va , i nostri sindaci non sono spocchiosi,  non sono maleducati, o asserviti o presuntuosi o incapaci o negligenti.

 Non è giusto e non è corretto fare intendere, con titoli impropri, che i sindaci,non rispondendo alla nostra lettera, non sarebbero d’accordo sulla riunificazione. È vero che non hanno risposto, ma non è detto che, non rispondendo,  non siano d’accordo sul contenuto della mia lettera.

 Primo, perché nella lettera non si parla di riunificazione delle Regioni Abruzzo e Molise, ma di aggregazione di comuni, come peraltro previsto dalla L. 148 del 24 settembre 2011.  E, a tale proposito, noi abbiamo chiesto ai sindaci di farsi carico di questa situazione

C’è una occasione d’oro davanti a Voi che, coscientemente, non vorrete perdere, per il bene della popolazione che rappresentate e che siete chiamati a difendere.

  • Si discute di eliminazione delle Provincie;
  • si discute di aggregazione di piccoli comuni per questioni finanziarie e gestionali; per quelli con meno di 1.000 abitanti, è già entrata in  vigore la legge 148 del 14 set 2011 che li obbliga ad aggregarsi in Unioni Municipali
  • si discute di zone franche da burocrazia e, in parte, da imposte (nel 2009 se ne crearono 22, di cui solo una montana);
  • si discute di eliminazione di strutture amministrative intermedie.

Non pensate che questa sia l’occasione propizia per mettere sul tappeto il problemaccio della desertificazione delle zone di Montagna?

Non pensate che sia venuto il momento che i Vostri paesi escano dalle retrovie cui sono stati confinati, da quando tutto il territorio dell’Alto Molise, dell’Alto Sangro, e dell’Alto Vastese è stato smembrato e sottoposto a ben 4 provincie e 2 regioni?

Non pensate che sia venuto il momento di ricompattare questo territorio in un unico aggregato amministrativo, con il che poter chiedere e ottenere, per esso, la giusta attenzione alla mobilità di persone e cose, la giusta assistenza sanitaria e il giusto sviluppo artigianale e industriale?

 Secondo, perché, con quel titolo dato all’articolo di giornale, si dà ad intendere che i sindaci abbiano letto la nostra lettera, l’abbiano valutata e abbiano deciso di non rispondere, con il che se ne potrebbe dedurre  che i nostri rappresentanti al Comune siano come minimo maleducati se non spocchiosi o asserviti o presuntuosi o incapaci o negligenti.

 Eh no, cara Adelina, così non va. Forse i sindaci sono disillusi si, ma di sicuro non sono… maleducati  né arroganti  né spocchiosi né asserviti né presuntuosi né incapaci né negligenti.

 La nostra lettera è stata inviata per e-mail (non a tutti e 55 i sindaci interessati perché alcuni di essi non hanno ancora istituito un indirizzo e-mail comunale o per lo meno è difficilissimo conoscerlo), è stata pubblicata da qualche giornale, è postata sul nostro sito almosava.it, ma va pure detto che  i nostri sindaci hanno a che fare con una realtà complessa e amara, per cui sono tante le cause che hanno potuto impedire la risposta:

la e-mail può essere stata smarrita
il tempo per esaminare la lettera da noi inviata è stato insufficiente
la persona adibita alla posta elettronica può essere stato impedito
il problema dell’aggregazione non è per loro prioritario

D’altra parte, va detto che alcuni sindaci non  possono non essere d’accordo. Quelli dell’IDV, per esempio, non possono non essere d’accordo, se è vero, com’è vero, che tutto il loro partito di appartenenza ha sposato il progetto di ricongiunzione delle due regioni. Mi risulta, poi che anche in altre formazioni politiche questo convincimento sta cominciando a prevalere.

Pertanto, sono certo che i nostri sindaci, al netto del deficit di organizzazione, nostra e loro, prima o poi risponderanno perché essi non sono spocchiosi  e non sono maleducati o asserviti o presuntuosi o incapaci o negligenti e non credo che ci considerino, me e altri 700 iscritti ad Almosava, gente petulante e indegna di una risposta, dimenticando, così, che Il cittadino c’è sempre e comunque e senza il consenso dei cittadini loro non sono nessuno.

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