È arrivato l’Arrotino

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a cura di Paola Giaccio [1]

L’Arrotino 1Ci sono vecchi mestieri manuali che si sono persi in un tempo ormai lontano e rivivono solo grazie ai nostalgici racconti dei più anziani.

Chi non ricorda la voce che urlava : E’ arrivato l’arrotino!!!

L’arrotino non aveva un laboratorio stabile, ma si aggirava nei paesi per affilare le forbici, coltelli e altri strumenti dotati di lama che grazie alla sua opera riacquistavano quell’efficienza che era andata perduta dopo un lavoro prolungato.

L’Arrotino 3In passato l’arrotino, spesso, svolgeva il proprio mestiere spostandosi con una sorta di biciclo-carretto dotato di una grossa ruota di legno, rivestita da un cerchione di ferro; il carretto, una volta giunto sul luogo di lavoro, veniva letteralmente ribaltato su sé stesso e si trasformava nello strumento di lavoro. 
Alla ruota veniva agganciato un pedale con vari snodi, veniva fissata la cinghia di trasmissione del movimento alla mola e su una parte sporgente del carretto, l’arrotino fissava poi un secchiello con dell’acqua che sgocciolava sulla mola mediante un piccolo rubinetto dosatore, con funzioni di lubrificante.

Per arrotare un utensile, l’arrotino imprimeva alla ruota un movimento ben ritmato e continuo e con abili gesti delle mani lo passava sulla mola fino a che la lama non diventava tagliente.

L’arrotino (di Renzo Pezzani)

Arriva l’arrotino
e si ferma ai cancelli
e chiama il contadino
che gli porti i coltelli,
le forbici, le scuri.
Tutti quei ferri oscuri
invecchiati nei campi
ora mandano lampi.

L’Arrotino 2

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[1] Paola Giaccio, Molisana di Agnone, libera professionista, ama profondamente la sua terra d’origine e ad essa dedica tempo e risorse, per divulgarne la bellezza.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

2 Commenti

  1. I coltelli e le forbici che non tagliavano più bene si mettevano da parte in attesa dell’arrotino. In particolare ciò accadeva quando si avvicinava il periodo del maiale. In quell’occasione andavamo con il cestino pieno di coltelli a farceli arrotare affinché non un pezzetto di carne sfuggisse al lavoro di pulitura delle ossa (le quali, comunque scarnificate, erano buone lo stesso per farci il sugo)

  2. Cara Paola, grazie. Mi hai fatto rivivere uno scorcio della mia infanzia al paese, quando curiosa, mi affacciavo fuori dal finestrino ad osservare incantata la figura dell’arrotino che arrivava con il suo urlo e il suo carretto.

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