Domanda impertinente: alle prossime elezioni politiche regionali molisane, si lotterà……

1
517

di Enzo C. Delli Quadri

Questo sito si occupa di storia, cultura e lingua, ma, come è stato detto più volte, ogni tanto, esso vuole anche dare elementi di riflessione in funzione di un obiettivo più ampio di quello diretto dell’aggregazione dell’ALTO MOLISE SANGRO VASTESE, vale a dire l’obiettivo di ridisegnare Macroregioni, anche esse in funzione di aggregazioni più rispondenti dal punto di vista storico e culturale.
Non vuole essere, peraltro,  un intervento di antipolitica,  perché a questo provvede la stessa politica; vuole essere, piuttosto, un intervento critico ma anche ironico per sottolineare l’importanza delle aggregazioni territoriali, micro come ALMOSAVA-ALTOSANNIO  e macroregionali come MARCO ABRUZZO MOLISE

Domanda impertinente: alle prossime elezioni politiche regionali molisane, si lotterà per poter difendere le proprie idee politiche oppure per il bene proprio e del proprio clan???

Scusate, qualcuno potrebbe pensare che la mia domanda sia pleonastica cioè superflua, che contenga, cioè, già la risposta e che, quindi, possa apparire offensiva.

Per carità, niente di tutto questo; conosco fior di politici onesti e leali con il proprio elettorato. Quindi il problema è un altro. Come diceva qualcuno, di cui non ricordo il nome: in politica non è importante essere, ma  apparire.

Ebbene, leggendo l’editoriale del Corriere della Sera di venerdì 21 settembre 2012, c’è da restare fulminati: quello che appare è devastante.

Si legge:  “I cittadini sono sconcertati da casi trasversali di malaffare … … Non capiscono perché la regione Molise abbia lo sproposito di 30 consiglieri regionali divisi in 17 Gruppi di cui 10 Monogruppi (composti cioè da 1 solo consigliere) che potrebbero, dopo le elezioni, diventare addirittura 32”.

Leggendo le cronache si intuisce che il consigliere guadagna almeno 12.000 euro mensili. Bastano?

Macchè, ad essi vanno aggiunti tot euro  se si è a capo di una commissione, tot se si è a capo di un gruppo, tot se…..ecc… ecc… !!!!!

Si capisce così l’antifona dei 10 Monogruppi, creati in spregio alla matematica, alla lingua italiana e alla logica . A noi poveri cittadini non viene consentito di avere un Monogruppo Familiare. Se fosse possibile potrei attivare una assistenza sanitaria per me ed un’altra per il gruppo; potrei dividere per due la mia dichiarazione dei redditi, fatturando a me stesso prestazioni date al Gruppo (non avete idea di quanti consigli sarei capace di dare, potrei addirittura costituire una società di consulenza che potrebbe richiedere rimborsi spesa non imponibili); avendo un appartamento in paese e uno a Roma potrei dichiararli tutti e due come abitazioni principali, una per me e una per il gruppo, ….

La cosa diventa tragica se si pensa che le forze politiche non hanno mai voluto approvare il quoziente fiscale familiare, negando addirittura l’esistenza del Gruppo familiare, composta da più soggetti (padre madre e figli maggiori). Per cui esiste il Monogruppo Consiliare nelle Regioni (una chiarissima illogicità) e si nega l’esistenza del Gruppo Familiare composto effettivamente da più persone. Il mondo alla rovescia.

In questi casi si potrebbe dire: roba da terzo mondo. Non scherziamo, non offendiamo il terzo o il quarto mondo. Li lottano per un pezzo di pane, non certamente per andare a pasteggiare  a champagne in compagnia di escort.

E il bello è che, sapendo ancora distinguere il grano dal loglio e  facendo, quindi, salve lodevoli eccezioni personali, questo problema riguarda tutte le forze rappresentate nel Parlamentino Molisano.

Cosa fare? Si può fare la rivoluzione? Non credo che risolveremmo molto. Tempo pochi anni e il malaffare riprenderebbe. Le esperienze lavorative mi hanno insegnato che, per frenare possibili distorsioni fraudolente che l’uomo è portato a compiere, per malaffare, negligenza, pigrizia, spirito di onnipotenza, menefreghismo, occorre adottare Organizzazioni idonee che contengano il fenomeno negativo.

Nella fattispecie di cui sto parlando, bisogna avere il coraggio di ammettere che i centri di spesa che i Partiti hanno messo in piedi, in particolare dal 2001 in avanti, vanno drasticamente ridotti.

Che significa? Significa che le Province vanno eliminate e le Regioni vanno ridotte. In Italia ne basterebbero  appena 8-10, non di più.

Ho parlato del 2001, non ha caso, perché da quell’anno, per una scelta politica poco ponderata, come riconosciuto da tutti, il centro sinistra di allora, cambiando il Titolo V della Costituzione, affidò alle Regioni la competenza legislativa generale, con la conseguenza che Regioni e Stato, da allora, hanno pari dignità. Le Regioni possono siglare accordi internazionali, avere sedi diplomatiche all’estero, gestiscono al 100% il sistema sanitario nazionale. Insomma, dal 2001 esse diventano soggetti politici a tutti gli effetti. La conseguenza di tutto ciò è stata una lievitazioni spaventosa dei costi, accompagnata da malaffare, supponenza, arroganza, menefreghismo ed esercizio di un potere quasi illimitato. Questo spiega perché non schiodano e perché gridano con tanta forza in gola: l’autonomia regionale non si tocca!!!

Diceva bene un consigliere regionale molisani dei più seri: se l’autonomia regionale deve significare meno sanità, meno servizi pubblici, meno assistenza alle attività produttive (e, aggiungono, più furfanteria), allora, non ci sono dubbi, meglio la sanita’ e i servizi pubblici.

Per questo noi di ALMOSAVA  auspichiamo che la popolazione tutta, liberandosi da incrostazioni di tipo sentimentale (tipo la molisanità),  spinga perché si giunga al più presto alla creazione di una MACROREGIONE come quella possibile, per omogeneità culturali, composta da MARCHE ABRUZZO MOLISE.

Integrazione del 24 settembre 2012

Dal TG1 di ieri sera abbiamo appreso una notizia che toglie il fiato e riempie di VERGOGNA: ai Gruppi consiliari Molisani sono stati  assegnati nel 2011 ben 13 milioni di euro, più che in ogni altra regione italiana.

Avete capito bene: ai 30 Consiglieri REGIONALI organizzati in gruppi (ne sono stati contati 17 di cui 10 MONOGRUPPO, compisti cioè da un solo consigliere) sono stati assegnati, oltre le bende e le prebende  che ammontano a circa 5 milioni di euro netti annui, altri 13 milioni netti, per attività politica. Questo, di per sè, è già un fatto vergognoso.

La VERGOGNA aumenta se si osserva che ai consiglieri lombardi sono stati assegnati 10 milioni di euro, ai piemontesi 9, agli altri somme variabili da 2 a 7,  1 milione di euro ai marchigiani e solo 600.000 euro agli umbri.

Ma come è possibile una vergogna simile, in una regione che non ha soldi per incentivare le attività produttive? Com’è possibile che, poi, questi signori trovino il coraggio di aumentare le addizionali IRPEF. Dove trovano il coraggio per decidere della sorte di ospedali di montagna che, con quella cifra, funzionerebbero alla grande?

Avevo esaminato i bilanci della Regione, avevo trovato situazioni davvero incresciose, ma era inimmaginabile uno sfregio di tale portata.

Questa notizia conferma quanto già noto: molti politici difendono L’AUTONOMIA REGIONALE solo in funzione di questa grossa e grassa possibilità di gestire i nostri soldi. E spiega perchè molti amministratori locali, che fanno parte del sistema, preferiscano questa autonomia alle proposte che vengono dalla Società civile, tra cui ALMOSAVA.

La Regione Molise è una vergogna per tutti i molisani. Prima viene chiusa e meglio è. CHi la difende è complice di un sistema malato.

Chi si vergogna delle azioni di tanti cittadini onesti che cercano disperatamente di modificare questo stato di cose, piuttosto che lottare per sganciarsi da esso, è COMPLICE due volte e, quindi, COLPEVOLE, due volte: nei confronti della sua popolazione e nei confronti della generazione futura.

Chi non vuole essere complice , piuttosto che sperare di raccogliere qualche briciola che cade dai banchetti regionali e provinciali, non può che augurarsi una sola cosa: eliminazione totale delle Province e aggregazioni di regioni in MACROREGIONI, tra cui quella adriatica MARCHE ABRUZZO MOLISE che consentirebbe minore spesa pubblica improduttiva, minori imposizioni fiscali, maggior peso negoziale ai tavoli nazionali ed europei.

Nel contesto della MACROREGIONE dovrebbe trovare spazio l’aggregato territoriale dell’ALMOSAVA, per ridare, ad un territorio smembrato, una unicità di obiettivi programmatici e strategici, da far valere sempre e dappertutto.

1 COMMENTO

  1. Tu scrivi di “molisanità” se ci pensi è la stessa macabra buffoneria che adoperò Mussolini urlando di “Italianità” cosa alla quale da politico arguto non credeva nemmeno lui. Sul popolo minuto, si sa, le parolone hanno sempre un certo effetto. Lo aveva capito bene Petrolini.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.