Digressione tra massoni, Rosa-Croce e Castel del Giudice

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di Maria Merola

Castel del Giudice sulla facciata di una casa è presente una strana pietra circolare, di difficile interpretazione.

Al centro troviamo una sorta di viso di forma semicircolare con una strana espressione e sormontato da una fascia, che potrebbe corrispondere al primo cerchio d’oro o corona, alle estremità si propagano due vitte, aventi alle estremità un fiocco. Le infule sono rivolte verso l’altro, potrebbe quindi trattarsi di un vescovo? Il viso coperto dalla mitra è anche sormontato da una sorta di croce greca, recante al centro una rosa a quattro petali. La rosa nella mistica cristiana indica la coppa che raccolse il sangue di Cristo, oppure la trasformazione delle gocce di questo sangue, o ancora le ferite di Cristo. La rosa a quattro petali raffigura la divisione in altrettanti parti del cosmo (terra, acqua, fuoco e cielo), in altre parole gli elementi che nell’antichità alcuni filosofi consideravano primordiali e dai quali traeva origine tutto il creato.

L’accostamento della rosa alla croce è presente nel Rosarium philosophorum, testo alchemico del XIII secolo, attribuito al medico e alchimista Arnaldo da Villanova. Passerei poi ad analizzare anche l’ordine segreto dei Rosa – Croce, menzionato storicamente per la prima volta nel XVII secolo in Germania. Il simbolo dell’ordine è una croce con al centro una rosa rossa. Il termine designa uno stato spirituale che corrisponde ad una conoscenza d’ordine cosmologico che può avere rapporti con l’ermetismo cristiano: il concetto centrale è doppiamente indicato dalla Croce e dal cuore, mentre le gocce di sangue che cadono dalla piaga aperta nel costato di Gesù Cristo si dispongono a forma di rosa. Esistono, però, anche altre interpretazioni del simbolo che si riferiscono all’evoluzione spirituale dell’uomo: la croce ne rappresenta il corpo fisico e la rosa la personalità psichica e mentale in sviluppo, come la rosa che si apre lentamente alla luce.

Passerei anche alla simbologia massonica di cui la rosa rappresenta uno degli emblemi, la rosa sopra una croce è collegata al secreto dell’immortalità, l’ultima, più recondita e arcana conoscenza degli antichi misteri. In più il 1784, datazione leggibile sulla pietra, ricorre molto spesso nelle datazioni di alcune logge (loggia La Vittoria). Ma questo è solo un mio fantasticare. Ovviamente la Chiesa condanna la Massoneria, come vediamo  nell’enciclica di Leone XIII, Humanum genus, del 20 aprile 1884, questo perché contiene princìpi inconciliabili con la dottrina della Chiesa. Tuttavia, la vera Massoneria intende contribuire al perfezionamento umano – spirituale dei suoi membri, mediante metodi propri.
Negli statuti preliminari del rispettabilissimo Ordine de’ Liberi Muratori  (Costituzione in uso nel Regno di Napoli circa fra il 1750 e il 1785), possiamo leggere al Capitolo I che: Chiunque aspira ad essere ammesso nel Rispettabilissimo Ordine, dèe prima d’ogn’altro promettere, e solennemente giurare un sincero, ed inviolabile zelo per la Religione, per il suo proprio e natural Sovrano, e per quello, che regna in quel luogo ove sarà aperta la Loggia, come altresì di voler essere di buoni ed onesti costumi.
Al Capitolo II: I dichiarati Ateisti sono onninamente remossi, ed esclusi dall’Ordine, a meno che non abbiano preventivamente abjurate le loro bestemmie in piena Assemblea, e così ancora ne sono affatto proscritti e privi gli Ebrei, i Turchi, ed i Gentili, dovendo tutti li membri di esso essere assolutamente Christiani, cioè professanti di alcuna delle varie Comunioni Christiane de i Battezzati.

Per quanto riguarda il discorso sulla mitra, invece, abbiamo un collegamento con la divinità mesopotamica Dagon. Quindi la mitria, simbolo accolto dalla Chiesa, deriverebbe da Babilonia, cui Martin Lutero lega la Chiesa nel suo “Della cattività babilonese della chiesa”, ed è sempre da qui che viene fatta discendere la Massoneria, precisamente da Nimrod il Costruttore. Nimrod è stato poi sostituito da Salomone, il cui tempio rappresenta la metafora dell’educazione morale. Questo per indagare un legame tra Chiesa e Massoneria.
Piccola chicca:  Lovecraft ha voluto rappresentare una sorta di ironica connessione tra la Massoneria e culto di Dagon, suggerendo che alcune delle rispettive tradizioni discenderebbero dallo stesso seme. LOrdine Esoterico di Dagon si appropriò della città sostituendosi alla Massoneria e insediandosi nel quartier generale massonico di Green New Church.

Franco Valente, nella sua analisi sostiene che la croce sia sostenuta da un calice campanulato a tre punte. Io ci vedo una sorta di stelo. Effettivamente, però, se questo fosse un calice ci potrebbe essere un richiamo al Graal cui appunto si collega la simbologia della rosa.

Dell’epigrafe che circonda il rilievo è perfettamente leggibile la parte centrale inferiore recante data AD 1784 mentre quella superiore manca della parte terminale: RSVS DE PADVA ED V..I..

La parte rimanente risulta non leggibile tranne il “DE PADVA” che potrebbe indicare un cognome o la provenienza.

In quell’anno era vescovo di Trivento, nella cui giurisdizione è Castel del Giudice, Gioacchino Paglione che resse la diocesi dal 1772 al 1791 e che fu sepolto nella chiesa di S. Antonio in Agnone.
Attivo raccoglitore di reliquie ripristinò l’uso della “cappa magna”, un lungo mantello rosso con strascico di un paio di metri, si occupò anche di ammodernare gli arredi sacri e di curare l’aggiornamento delle linee pastorali in applicazione del Concilio di Trento.


Editing: Francesco Di Rienzo
Copyright: La Terra in Mezzo

 

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