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Dicono di NOI dal 15 dic 2011 al 6 feb 2012

Giovanni Mariano 6 febbraio 2012 alle 19:35
In bocca l lupo per il progetto ALMOSAVA e per la riunificazione dell’Abruzzo e Molise. Complimenti per il

bellissimo sito di cui mi sento parte poiché una parte del materiale in esso contenuto è stato attinto dal sito da me curato.
Auguri di buon lavoro!

daniele 31 gennaio 2012 alle 16:58
vai enzo!

Massimo 23 gennaio 2012 alle 23:12
Certo appellarsi a Sua Eminenza per sostenere le ragioni di Almosava sicuramente non sarà ritenuto da certa politica “politicamente corretto”. Ma chissenefrega. Usciamo dall’equivoco. In Italia i cattolici sono stati sempre la maggioranza; in virtù del fatto che essi sono stati educati alla tolleranza, alla fratellanza ed al rispetto (anzi, diciamolo chiaro) all’amore per gli altri, purtroppo vengono raffigurati e fatti passare da “certa” cultura corrente come perdenti e, al massimo, come “parco buoi” elettorale. Quando esprimono la loro opinione vengono solitamente irrisi o, nella migliore delle ipotesi accusati di non essere abbastanza “laici”. Questa è una presa per i fondelli fatta da chi, normalmente è capace di fare solo cattiva politica, quella che è sotto i nostri occhi. Se c’è ancora democrazia e se la maggioranza in Italia (fosse) è cattolica allora è la cultura cattolica a dover essere predominante senza se e senza ma. Mutatis mutandis i cattolici, per fare politica cosa dovrebbero fare ? specularmente dovrebbero accusare la cultura e la mentalità corrente di non essere “sufficientemente confessionale”?
D’altro canto, lungi da me auspicare uno stato confessionale a cui il primo ad opporsi sarebbe il nostro amato Papa
e sicuramente anche il nostro caro Vescovo di Trivento, penso però sia giunto il momento, per i cattolici, di non farsi più tirare per il bavero e rinserrare i ranghi, per tornare ad essere quel buon lievito di una pasta che rischia ormai di inacidire definitivamente per troppi fermenti tossici e nocivi. Smetterla di tollerare strane commistioni tra pseudo cattolici e parti politiche di destra e di sinistra con le quali non c’è alcuna assonanza, ammantandole di falso e pericoloso buonismo utilitarista. Monsignor Bagnasco a Todi questo ha fatto : ha detto chiaramente ai mercanti che i cattolici non devono discutere proprio nulla a riguardo delle basi non negoziabili della loro cultura. In tal senso, per tornare ad ALMOSAVA, i cattolici si mettano alacremente e senza indugio dalla parte della popolazione per infonderle sicurezza e conforto in un difficile e accidentato percorso.

Confronto dialettico del 6/10 gennaio 2012 su “Tutti i castellani di face book”

Giuseppe Tambone la proposta così come formulata, sia pure con veste differente, mi sembra un tentativo di ricreare una provincia (con metà comuni di quella dell’Aquila) che sarà cancellata come entità territoriale ed amministrativa…. non si pensa alle enormi distanze tra i comuni di questa entità? ai costi per gli organismi direttivi (o di coordinamento)? per quanto uniti dalla storia (valida ma molto passata!) con molti di questi territori l’Alto Sangro ha pochi contatti…. eppoi la zona franca: ma se non la riconoscono all’Aquila terremotata??? …Piuttosto penserei ad una iniziativa più locale per evitare lo smembramento del territorio altosangrino composto da tanti comuni con poche centinaia di abitanti: fare comprensorio per contare di più a livello centrale (Regione)
Massimo Balzano Caro Giuseppe, è bene approfondire perché tutti si rendano conto del senso della proposta. 1) Non si vuole assolutamente ricreare una provincia ……ne abbiamo abbastanza e abbiamo in tal senso già dato! Infatti ALMOSAVFA si pone come una nuova entità amministrativa quindi, a differenza di ora dove sul territorio ci sono una molteplicità di Enti (provincia, comunità montana , ambito per l’acqua, ambito per i rifiuti, ASL, e una pletora di piccoli comuni impossibilitati (per le loro insignificanti dimensioni) ad assicurare decentemente qualsiasi servizio pubblico il tutto si configurerebbe come qualcosa simile ad una Unione di Comuni. Secondo te è la stessa cosa ? Quanto di meno costerebbe a noi cittadini e, soprattutto, quanto meglio verrebero controllati gli amministratori e quanto più sarebbe la nostra politica decisa da noi ? Pensaci meglio. Quanto alle distanze, dimentichi che siamo più vicini a Napoli o a Lanciano che a L’Aquila, né mi pare sin qui si sia voluto fare granché per accorciare queste distanze ( la “superstrada” per Sulmona, un “ibrido” con strettoie tali per cui è tutto un limite di velocità a 50 Km/h ….e la chiamano “…a scorrimento veloce!!!! e fioccano i verbali da 300 € a botta!!!) a questo fa “pendant” la soppressione della nostra gloriosa linea ferroviaria.

Massimo Balzano Quanto alla zona franca che non hanno concesso a L’Aquila…. ebbene dovremmo rifarci a modelli politici perdenti senza pensare a noi ed a quello che la legge, non noi, stabilisce proprio per risolvere i problemi di zone come la nostra ? Sono assolutamente d’accordo nel cercare anche, nel frattempo, di mantennere unito il territorio dell’ALto Sangro, se non che: 1) il problema di ALMOSAVA (progettata su un bacino sufficientemente o (se vuoi) minimalmente”forte”) si riproporrebbe ugualmente perché in Alto Sangro siamo appena quindicimila; 2) questo tipo di problema devi riportarlo ai nostri amministratori. Io so che il bravo Enzo Patitucci sta dando l’anima per difendere la Comunità, ma non risulta da parte degli altri altrettanto entusiasmo……….spero con te che possa al più presto risvegliarsi. In buona sostanza, penso che lo Stato ha legiferato ultimamente sul governo del territorio ed è lì che bisogna studiare. Ad essere semplici: lo Stato si è preoccupato (nonostante tutto….) della sopravvivenza delle zone interne e noi rischiamo di non aver raccolto il segnale per restare legati a schemi di organizzazione del territorio ormai condannati dalla storia. Sarebbe, caro Giuseppe, il colmo!!!

Enzo C Delli Quadri Non si tratta di una nuova Provincia, nè di qualcosa strana fuori dal mondo. Come dice Massimo, si tratta di una UNIONE DI COMUNI (AREA MUNICIPALE), come prevista dalle leggi 128 e 148 del 2011, già in vigore, che OBBLIGANO I COMUNI CON MENO DI 1000 ABITANTI E QUELLI CON PIU’ DI 1000 MA MENO DI 5000 AD ASSOCIARSI TRA DI LORO. Nella zona intorno o vicino a Castel di Sangro (Alto Sangro, Alto Vastese e Alto Molise) vi sono ben 54 comuni di cui 41 con meno di 1000 e 11 con meno di 5000 abitanti. Questi DEVONO associarsi tra loro. Castel di Sangro potrebbe ignorare questo problema oppure, ecco la proposta, inserirsi nel problema e, seppur non obbligato, GESTIRLO INSIEME CON AGNONE, TRIVENTO E CASTIGLIONE MESSER MARINO. Perchè? Perchè è l’unico modo per uscire dalla periferia dei poteri altrui, è l’unico modo per recuperare una centralità, è l’unico modo per rimettere insieme un territorio dai valori e cultura comune, smembrato 50 anni fa per creare regione e provincie inutili. Chi è contrario a questo progetto difende lo status quo, non vuole cambiare, ma condanna Castel di Sangro a portaborse dell’Aquila, oggi, di Isernia, domani o di chissà chi dopodomani. Con questo progetto Castel di Sangro può diventare primus inter pares con Trivento e Agnone in una AREA MUNICIPALE, per la quale richedere a risarcimento di anni di isolamento, la qualifica di ZONA FRANCA. Politici che amate Castel di Sangro date una voce…. se ci siete!!!

Massimo Balzano Grazie Enzo, come sempre, chiaro e concreto !!!

Giuseppe Tambone il senso “giuridico” della proposta l’ho capito bene…. anche io sono favorevole all’unione di comuni che mettono insieme servizi, razionalizzano le spese e creano entità autonome più grandi… ma sono d’accordo per creare comprensori maggiormente ristretti, il più possibile omogenei e non inseriti in una mega-entità che si estende da Opi a Trivento… queste popolazioni sono diverse tra loro, hanno economie di stampo diverso, non si “trattano” da secoli: alle disarmonie della provincia aquilana (L’Aquila, Marsica, Valle Peligna, Alto Sangro) si sostituirebbero queste nuove… come si può pensare a creare un’area municipale tra Castel di Sangro, Agnone e Trivento??? Sono centri che sono distanti ore di viaggio, che non hanno nulla in comune, di due regioni e (ancora per poco) tre province diverse…. Io resto sempre più convinto di creare unità tra comuni confinanti, accomunati da problemi e risorse, vocazione economica e coesione sociale…. Se i cittadini si conoscono si possono unire, sennò si litiga subito… Eppoi vediamola sul piano politico: finirebbe come nelle comunità montane, dove i rappresentati dei comuni si polarizzano (centro-destra e centro-sinistra) ed il più delle volte l’istituzione è ingestibile… ingovernabilità= la pacchia dei mesterianti della politica… magari in cerca di poltrone…

Enzo C Delli Quadri Il ragionamento di Tambone merita attenzione e rispetto. Le questioni che pone sono concrete. Mi permetto, per ora, di osservare solo che la zona in discussione non è affatto disomogenea: ha fatto parte per secoli della Diocesi di Trivento; ha basi culturali e valoriali simili se non uguali e tra qualche giorno si avrà notizia di un altro elemento che non potrà non inorgoglire queste popolazioni. In ogni caso l’argomento è serio, importante e richiede la giusta attenzione. Ha il merito di entrare nel vivo. Grazie Tambone.
Massimo Balzano Si vede che anche una decina d’anni di meno di età possono incidere tantissimo sulla visione delle cose. Io sono nato nel ’55 ( vecchietto eh ?) e i miei ricordi sono legati, appunto, ad Agnone, Trivento, Ateleta, Quadri, Gamberale, S.Pietro Avellana, Montenero, Rionero, Pescasseroli, Vastogirardi, Carovilli, Capracotta..perché noi ERAVAMO nela diocesi di Trivento e non secoli fa, fino al ’78 passato….Don Dante Rossi era di S.Giovanni Lipioni (qualcuno lo ricorda, no?) Don Alfonso Cerrone è di Torella del Sannio. Qualcuno si sente più avezzanese di uanto non si senta legato alle popolazioni dell’

Massimo Balzano Alto Molise ? Sì ? Ma, non è questo il punto. Forse sono sentimenti solo miei, ed allora vorrei esserne sicuro. Ma non ne sono affatto sicuro. Anzi sono assolutamente sicuro del contrario. La storia della nostra terra è una storia di spoliazione continua. Prima da parte dei Piemontesi, poi da parte del governo Italiano, poi da parte dei maggiori poli abruzzesi. Dico cose note a tutti è sulle quali è antipatico insistere perché non giova a nessuno acuire fratture già create non dagli abitanti dell’Alto Sangro. Il problema è che se si cerca una nuova direzione mi sembre logico unire le forze con chi ci è vicino( non diverso) da secoli e che soffre le nostre stesse problematiche di spopolamento, distanza dai centri che “contano”….(ormai i pidocchi). E’ tempo di ritrovare le nostre radici e le nostre origini, e non sono certamente peligna, marsicane o aquilane. Ma poi per quanto tempo siamo stati un territorio unico (da sempre fino al ’78, se non ricordo male) e per quanto siamo stati divisi ? (appena trent’anni). Questa è la verità e questa verità non può essere confutata per conservare privilegi ai danni dell’AltoSangro-Alto Molise da ..mestieranti della politica in cerca (ancora) di poltrone (ormai sfondate). Ma su questo sono le popolazioni che dovranno esprimersi, prima o poi, e la loro volontà dirà in quale direzione muoversi.
Gianluca Bernabei Sviatv paesa non ce piu nulla per tutti Sviatvvvvvvvvvvv

Enzo C Delli Quadri La mia risposta a Giuseppe Tambone, più sopra riportata potrebbe apparire troppo semplice. Massimo ha già provveduto, brillantemente, a rimpolparla. Aggiungo solo, ma ci sarà occasione di approfondire, che se si dice “da Opi a Trivento” il discorso diventa fuorviante perchè la frase giusta deve essere da OPI a Castel di Sangro, dal momento che è questo paese o cittadina che viene messo al centro del progetto e, quindi, non più da Opi all’Aquila ma da Opi a Castel di Sangro. Ma come dicevo, ci sarà modo di approfondire come potrà organizzarsi la nuova MUNICIPALITA’ proposta. In questo momento occorre riflettere su come difendere i paesi di montagna di confine, senza soffermarsi alle esperienze degli ultimi decenni che, grazie allo smembramento di un territorio in 4 provincie, fa apparire ai giovani irrealistico un contatto tra Opi e Trivento. Si denuncia il fatto che per arrivare da Opi a Trivento occorrono ore di viaggio. E’ PROPRIO QUESTO IL PUNTO. La suddivisione sotto 4 provincie ha creato questa situazione assurda e controptoducente per tutta la popolazione del territorio. E’ stata divisa a vantaggio della COSTA e dei CENTRI PROVINCIALI. Con un solo organismo amministrativo il territorio potrà RIANIMARSI. Bastano due o tre gallerie neanche tanto costose per rimettere in movimento persone e merci della zona. Un esempio? Basta una galleria neanche troppo lunga perchè l’alto Molise raggiunga il lago di Bomba all’altezza di Colle di Mezzo in 15 minuti. Lo stesso dicasi se si pensa a 2 gallerie per collegare Agnone con Castel di Sangro. L’alternativa è quella di restare riserva indiana di L’AQ o IS o CH o CB. Se vi piace!!!!!

Alessia Lauriente Se dovessimo badare alle disarmonie ogni paese dovrebbe fare capo a se stesso senza neanche avere una provincia o una regione! In questo periodo di crisi piena in cui sono le realtà più modeste a rimetterci, prendiamo ad esempio la sanità nel nostro paese ormai allo sfacello oppure il campo dell’istruzione, credo sarebbe logico cercare di unire le forze per poter offrire qualcosa di migliore, se possibilie, alla popolazione del comprensorio tutto! I servizi offerti al cittadino ormai scarseggiano, basti pensare che ormai anche il trasporto pubblico è un’ utopia, allora perchè non cercare di risollevare la situazione in qualche modo?!? Io credo che sia inutile prendere in considerazione le differenze economiche e sociali… tanti anni fa, circa 150, =), qualcuno forse con molti più attributi rispetto agli uomini del tempo nostro, è riuscito ad unificare una zona tanto vasta e al contempo varia come la penisola Italiana non curante delle differenze tra i popoli, ancora oggi molto evidenti, e noi nel 2012 non possiamo fare la stessa cosa con i nostri vicini di casa cercando in qualche modo di cooperare per offrirci un futuro migliore?!? Nel secolo della globalizzazione è superfluo parlare delle differenze tra popoli fratelli!

Giuseppe Tambone in ogni discorso che riguarda il futuro credo bisogna partire dai dati di fatto, dal presente… con la teoria si possono fare quante gallerie ed autostrade vogliamo, ma poi ci accorgiamo che per collegare Castel di Sangro ad Isernia ci sono voluti decenni… il momento attuale politico ed economico credo richieda scelte concrete: non guardiamo alle scelte che faranno gli altri territori di Agnone e Venafro, ma credo che l’Alto Sangro, in questo momento di difficoltà, debba serrare le fila, unirsi solidarmente per migliorare i servizi che possiede (per non farseli togliere ancora…), sviluppare progetti in comune (turismo, pmi, commercio, cultura etc) per creare quella ricchezza necessaria a crescere e non spopolarsi… fino a che non cambieranno le cose, questo comprensorio ha istituzioni in comune che non possiamo cancellare (Regione, Ufficio del Governo, Asl, Provveditorato etc.) e con cui bisogna confrontarsi… unire in uno o più centri i 13 comuni dell’Alto Sangro sarebbe un bel segnale di progresso e servirebbe a trovare quell’unità utile anche da far valere sul piano politico nelle varie elezioni… una volta che siamo “territorio” potremmo recuperare decenni di divisioni ed emarginazioni… Se poi questo passo non sarà sifficiente, allora valuteremo se unirci ad altre realtà, ammesso che ci rendano più agevole i collegamenti su un territorio immenso (pescasseroli-Trivento quasi 120 km!) e che riusciamo a capire, aldilà della comune diocesi, che cosa ci unisce oltre all’affetto ed alle radici (comprese le mie..) dal punto di vista dello sviluppo…

Enzo C Delli Quadri Stiamo ai fatti: per collegare Castel di Sangro a Isernia ci sono voluti decenni. Ci sarà stato un motivo? Io penso che sia stato perchè le due cittadine appartengono a due Regioni e a due Provincie separate di diritto e di fatto. Questa separazione ha danneggiato Castel di Sangro e danneggia tutti i paesi di confine di montagna. Con lo status quo, mi dispiace fare questa previsione, Castel di Sangro e i piccoli paesi intorno saranno riserve indiane di altre terre più forti elettoralmente. Non c’è via di scampo. Viceversa tutti i comuni di frontiera possono contate su 55.000 abitanti che possono ben fronteggiare gli altri nuclei elettorali.
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Giuseppe Tambone Purtroppo su queste idee c’è già il precedente fallimento di SUlmona Provincia… ed erano tempi di vacche grasse e finanza (statale) allegra… figuriamoci oggi… Compattiamoci tra noi confinanti (Alto Sangro) per poi cercare alleanze invece di confluire a schema libero in un contesto indefinito di cittadini (numeri) e tradizioni passate (storia).. scusate se sono scettico verso questa idea, ma non ne vedo le basi di partenza dell’alleanza, le modalità attuative e l’obiettivo futuro..

Fabrizio Fusco L’argomento merita approfondimento senz’altro. La mia opinione, incece, è che l’apertura della superstrada tra Castel di Sangro ed Isernia favorirà concretamente ed in escalation l’intelligente progetto di Almosava. Salvaguardare dei territori signiiica anche rimodulare delle risorse e lo spirito di una macro area fa anche risparmiare non trascurabili costi della politica. L’omogeneità esiste eccome, basti pensare che gli studenti di quasi tutta l’area altomolisana orbita su castel di sangro. Non vedo perchè non potrebbe funzionare anche per altri settori e/o servizi. Il problema, mi dispiace dirlo, secondo me è un altro. Si tratta di un razzismo ridicolo verso gli “zampittari” d’Isernia (così sopranominati nell’area sangrina) e qualche politico ben affermato anni fa mi confidò che lo champagne non poteva mischiarsi con altri liquidi. Caro Enzo C Delli Quadr io condivido e sottoscrivo la vostra battaglia ma prima sarebbe necessario vincere quella contro l’arroganza e diciamolo: l’ignoranza!i

Massimo Balzano Ciao Fabbry, concreto come sempre. Aggiungerei, al tuo post, che l’atteggimento di chiusura che si riscontra in qualcuno non è tanto di “razzismo” ( gli sciocchi sono dappertutto, sicuramente ad Isernia qualcuno ci chiamerà “p’curar”, ma sono i meno ) quanto il timore di cambiare lo “status quo”, per quanto misero sia, mascherato da razzismo per mancanza di argomenti più seri.

Alessia Lauriente Le rivalità tra paesi confinanti ci sono da che mondo è mondo… anche tra Castellani e Roccolani c’è sempre stato astio anche se non così evidente come con gli abitanti della regione Molise ma vogliamo parlare di Sulmona o Avezzano?!? Allora la provincia dell’Aquila dovrebbere escludere o noi o Sulmona o Avezzano per vivere in pace?!?Ho radici molisane , mio nonno è di Agnone e mia mamma di Pizzone e ogni giorno li prendo in giro per questo ma non credo si tratti di razzismo, semplicemente sono degli sfottò che non finiranno mai… neanche se ALMOSAVA diventa qualcosa di concreto! Ci si deride a vicenda, niente di più…Nel Molise stesso ci sono rivalità tra i diversi paesi quindi non bisogna farsi bloccare da queste stupidaggini!Apparte tutto credo che se ci si fermasse ad analizzare tutti i vantaggi che ciò porterebbe ad una cittadina come la nostra che è sempre più abbandonata a se stessa, forse, gli obbiettivi potrebbero essere raggiunti in fretta!
17 ore fa • Non mi piace più •  1

Pasquale Petrarca La mamma di mio nonno materno era di Ripa dei Limosani, paesino praticamente attaccato a Campobasso, quindi ho un ottavo di sangue Molisano e per il resto tutto di Castello. Io ho sempre creduto che il “Razzismo” tra virgolette tra noi e i fratelli alto molisani o gli Isernini (scherzosamente li chiamo Isernicoli) sia assolutamente scherzoso e folkloristico, spero di credere bene.
16 ore fa • Non mi piace più •  3

Massimo Balzano carissimi Alessia e Pasquale, avete espresso benissimo e molto meglio di me quello che intendevo dire. D’altro canto, senza un pò di sfottò reciproco (sempre benevolo, in famiglia direi…) sà che piattume e che palle!! o no? Quello che è importante è la sostanza dei problemi comuni che solo insieme e con spirito di comunità potremo superare.Spero(iamo).
15 ore fa • Mi piace •  1

Alessia Lauriente Mio nonno mi offende come un pazzo per essere Castellana ahahahahhahahahaha! “Tu Agnone non lo devi neanche nominare!Ringrazia a Dio che c’hai sangue d’Agnone sennò eri un cane come i Castellani!” ahahahahahhahahahahahah
4 ore fa • Mi piace

Alessia Lauriente Apparte gli scherzi e questa piccola partentesi sugli sfottò direi che se al giorno d’oggi non si riescono ancora a superare certe banalità vuol dire che non siamo neanche degni di viverci su questa terra! Vorrei ricordare che l’Abruzzo e il Molise sono stati una cosa sola sino al 1963! Si è cercato di andare avanti ognuno per la propria strada credendo di poter ottenere qualcosa di buono nel futuro! Ora noi siamo quel futuro e vedendo la situazione credo che le buone intenzioni d’allora non siano andate proprio a buon fine!Imprese di ogni genere chiudono ogni giorno lasciando la gente senza posti di lavoro e costringendola e spostarsi in altri luoghi ebbandonando la proprio terra! Se si avanti così il nostro territorio resterà come terra bruciata!E’ questo che vogliamo?!? Io no perchè amo la mia terra e se per costruire qualcosa è necessario unirsi con chi, a detta di alcuni, è peggio di noi (vorrei vedere fino a che punto) allora accetto di fare questo sacrificio!
4 ore fa • Mi piace

Giannicola Trilli Ciao Fabrizio, mi è nuovo questo ” singolare nomignolo ” addebitato agli Isernini, come tu sai ho avute esperienze politiche anche a livello Regionale, e in quei frangenti ho imparato anche a capire come si muovono la gran parte dei politici. La soluzione? Far diventare la bottiglia di Champagne il Territorio di Almosava
4 ore fa • Non mi piace più •  2
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Alessia Lauriente sarà per questo che la maggior parte dei politici si tiene sempre a distanza dal popolo! Lo champagne non può mischiarsi con altri liquidi e credo che lo champagne siamo noi cittadini! Almeno tra noi c’è chi si impegna per qualcosa di concreto!

Giannicola Trilli Ciao Alessia,è chiaro che data la tua tenera età non hai potuto avere delle grandi esperienze politiche o di affiancamento a veri politici, i politici non si mantengono a distanza del popolo ma sono sempre in mezzo al popolo e sono a conoscenza di quello che fa e che dice il popolo. Ascoltano le lamentele del popolo, valutano le stesse a secondo la proporzione dei voti, nell’ultimo anno di legislatura mettono in atto una percentuale delle promesse fatte 4 anni prima per poi ripresentasi alla candidatura. Sono pochi i politici rimasti fedeli aun colore o a un territorio, quindi la carta vincente per il Territorio Almosava dovrà essere solo un bel fiore, le api verranno da sole. Qualcuna giò gira da tempo sul fiore Almosava.

Alessia Lauriente Concordo sul fatto che di certo non possa avere tante esperienze ma quello che vedo mi basta per giudicare alcune persone tant’è che non ho fatto di tutta l’erba un fascio ma ho esplicitamente parlato di una parte dei politici! Non parlo dell’Italia intera che ci da caldi esempi di imbecillità giorno per giorno quindi ormai c’è ben poco da aggiungere, ma del nostro paese in cui le persone che lo amministrano perchè votate dal popolo sono scomparse da un bel pò… e di domande se ne fanno tante e ogni giorno! Non viviamo in un mondo idilliaco e chi non crede più neanche ai proprio ideali ma solo a concedere appalti per mettersi 2 lire in tasca per me non è una persona degna di parlare a mio nome soprattutto se usa frasi come quella riportata da Fabrizio Fusco… La penso così! Io sono favorevole al ALMOSAVA perchè qui si parla del mio futuro vista la mia tenera età e soprattutto perchè se in giro c’è gente che riesce a ideare e organizzare e a battersi per un fiore del genere come hai preferito chiamarlo tu vuol dire che queste persone sarebbero capaci più di altri ad amministrare un territorio e a renderlo almeno per quanto possibile il nostro territorio più vivibile! A Castel di Sangro si pensa a costruire case che non saranno mai abitate perchè la gente scappa via da qui… ci si dovrebbe impegnare a costruire i pilastri per far crescere il territorio sia demograficamente che economicamente e invece?!? Si pensa di poter sopravvivere con 15 giorni di turismo scadente!! e allora SI ad ALMOSAVA! Ho appena letto un link interessante che riportava testuali parole: “Con la prossima tessera elettorale mi ci pulisco il c**o!”

cencigiovanni 8 gennaio 2012 alle 21:53
..da molisano di nascita,,abruzzese di gioventù,lombardo di adozione ultra decennale( la distanza mi permette di essere più obiettivo?!?!!)…mi pare di cogliere aspetti più che positivi .. ma difficili da realizzare (per ovvi motivi politici)……

Daria 8 gennaio 2012 alle 20:35
Sentire quello che dicono i TG e leggere quello che risonde questo Franco ad Enzo, a me molisana, mi fa star male. Hai ragione Enzo, la parte montana di questa regione è meno considerata della costa, io l’ho sempre sostenuto. C’è veramente da piangere a leggere queste cifre e vedere poi quello che si fa in questa regione, che, essendo così piccola, potrebbe essere una regione favolosa se amministrata bene.

Ovidio Eduardo Monaco 8 gennaio 2012 alle 17:32  in merito alla lettera inviata a Di Pietro
piange il cuore (ho 66 anni) a vedere questi paesi, un tempo pieni di vita, tanti giovani eravamo a viverci !-
In tanti hanno sbagliato con il progettarci un futuro di emigrazione; nessuno ha pensato mai a portare il lavoro il questi paesi onde assicurare un futuro; han pensato bene di portar via le persone con il risultato che le città sono diventate invivibili e le case nei monti stanno cadendo; chi ci ha guadagnato ??? (forse i palazzinari)-Palmoli nel 1911 contava oltre 3000 ab., ora siamo a 1000 si e no! abbiamo dato un bel contributo !! W l’italie

Federico 7 gennaio 2012 alle 13:46  a proposito di Almosava
E’ un progetto davvero fantastico soprattutto per il futuro dei nostri figli. Questa è una politica “seria” che richiede sacrifici, sforzi e, anche in questo caso, abbandono di privilegi. Vogliamo farlo? Io ci sto. AVANTI TUTTA.

Daria 7 gennaio 2012 alle 21:03  a proposito di Almosava non è come la Lega
Bravo Enzo, vai avanti!!!!!!!!!!!!!!!

Daria 7 gennaio 2012 alle 21:08  
Hai ragione Enzo. Certo però, a me che il dialetto piace da morire, leggere quello di Agnone mi ci vuole un pò. Comunque a prescindere dal detto hai pienamente ragione

Michele Petraroia  il 7 gennaio sulla pagina facebook de “Il Cittadino c’è”
L’impegno encomiabile di ALMOSAVA, di MAIELLA MADRE, del Movimento dei Cristiano Sociali del Molise, degli Ecologisti Democratici e di tante associazioni marchigiane, abruzzesi e molisane, è quello di favorire una riflessione culturale sui nuovi assetti istituzionali europei e nazionali, su come si possano tutelare meglio le aree interne e montane in questa fase storica, su quale riordino territoriale e di macro area regionale può essere più funzionale per i cittadini. L’esperienza della Lega Nord non c’entra proprio nulla perchè nel nostro caso non c’è il richiamo all’autarchia, all’isolamento doganale, a erigere muri o scavare trincee. C’è la volontà di aprirsi alla competizione globale, alla concorrenza e al libero mercato, senza però perdere i territori interni, la ricchezza culturale, la storia, le tradizioni e le potenzialità delle nostre comunità che in assenza di cambiamento sono destinate a una lenta ma inesorabile agonia.

Federico  federicospann@libero.it
Inviato il 07/01/2012 alle 13:46
E’ un progetto davvero fantastico soprattutto per il futuro dei nostri figli. Questa è una politica “seria” che richiede sacrifici, sforzi e, anche in questo caso, abbandono di privilegi. Vogliamo farlo? Io ci sto. AVANTI TUTTA.

Eliccemarcantonio  felicemarcantonio@katamail.com
Inviato il 06/01/2012 alle 19:54
Sono d’accordo soprattutto per rivitalizzare i piccoli centri, come Pretoro( CH) ad es,circa 1000 ab., che per ignavia degli amministratori, vecchi e nuovi, famoso un tempo per il suo artigianato del legno, sta morendo….

massimo balzano max.balzano@fastwebnet.it
Inviato il 06/01/2012 alle 17:16   su Lettera aperta ad Antonio di Pietro
Caro senatore Di Pietro, “qui si parrà la tua nobilitade….”

Giovanni  devincenzogiovanni@hotmail.it
Inviato il 04/01/2012 alle 15:22   su Lettera aperta ad Antonio di Pietro
sono d’accordo…

Finamore Giovanni
Inviato il 02/01/2012 alle 23:19
Cari paesani Fa male al cuore, Vedere La Zona in queste condizioni.Vivo in Germania da 30 anni non per scelta,ma per obbligo e La ringrazio tanto Di tutto! Da 50 anni purtroppo. Nella amata zona non esiste lavoro, e strade Che portino nei benedetti posti Di Lavoro ,o se sogni si avverrebbero i posti di lavoro arrivassi nella zona. Basti pensare Che Vasto e San salvo qualche anno fa erano piccoli centri agricoli. Sono Di Fraine posti lavoro Zero solo 6 o 7 posti comunali questa e La realta ..Voglio dire La crisi non si risolve risparmiando dove non ce spreco ma purtroppo sopravvivenza. le Zone di risparmio sono ben altro e molte efficace ((((La Meta Dei posti statali e politici non servono!!!!!!! Il detto dice dove sono troppi galli non Fa Mai giorno… Nel nostro caso La crisi non si risolve Mai !!!!!un esempio La svizzera sono molto paesini o no.e un sognio??no e realta!!!
Auguro alla zona un buon anno. Con un avvenire migliore

Giovanni Fangio
Sabato 17 dicembre alle ore 13.05
Il sito mi strapiace e vi follow! Twitter è troppo avanti e anche voi che lo usate. Anche il sito è fatto benissimo. Vi consiglio di fare un salto sul sito del comune di Castiglione e quello già è un indicatore interessante dello stato delle cose.

Federico
15 dicembre 2011 alle 16:11
Ho letto l’articolo. Attivare un processo di riunificazione del territorio sotto un unico Organismo Amministrativo, libero da burocrazie e imposte, sarebbe un sogno. Sono un molisano di 60 anni. Riuscirò a vederlo realizzato?. Sbrigatevi a farlo.
ps: devo confessare che ho poca fiducia nella capacità di lotta dei miei conterranei. Io comunque ci sarò.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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