DIARIO DI UN REPORTER – IL VIAGGIO SOUL SULLA TRANSIBERIANA D’ITALIA di Fabrizio Fusco

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Fabrizio Fusco

Quando alle 10,10 giunge il treno da Campobasso, sul binario tre della stazione pentra di Isernia, sono circondato da tanta gente pronta a rivivere emozioni travolgenti fino a Sulmona. Sento il fischio della locomotiva a doppia trazione che si avvicina alla banchina. L’immagine percepita è di un’altra epoca: siamo a fine ottocento.

Treno in partenza

Nella cuffia del mio lettore Mp3 c’è il brano “Station to Station”, un hit del 1976 volutamente selezionato perché ho bisogno dello start. I pensieri corrono veloci, molto di più del convoglio che trasporta circa 460 passeggeri. Ad attenderlo ci sono turisti, curiosi ed ex pendolari di ogni categoria: studenti, soldati, operai, impiegati, docenti, ognuno con un ricordo nel cuore legato a momenti di vita trascorsi a bordo della littorina a due carrozze, così la ricordano i più giovani. Riesco facilmente ad entrare in comunicazione con molti anziani hanno tanto da raccontarmi. Il mio ricordo è legato a vicende familiari. Nonno, originario di Colli di Monte Bove, frazione di Carsoli, conobbe la sposa ad Alfedena per via del lavoro che svolgeva da operaio sui binari di questa linea. La stessa tratta ferroviaria che anni dopo in compagnia di mia nonna e la prole percorsero per trasferirsi nella capitale con la speranza di trovare un lavoro definitivo insieme ai “Selciaioli di Alfedena”. La scelta risultò vincente.

Torno in me e vedo i media molisani, ci sono tutti : cameramen, giornalisti e fotografi tutti pronti a dare il meglio per raccontare i contorni e la cronaca di una giornata storica. La mia telecamera inquadra il convoglio in ogni suo particolare: è bellissimo.

L’avventura inizia. I  passeggeri saliti ad Isernia raggiungono le carrozze: impeccabile l’organizzazione. I meriti sono di: Sergio De Spirito e Fabrizio Minichetti, dell’associazione “Rotaie del Molise”, loro gli ideatori della pregevole iniziativa. Il giorno precedente all’Officina della Cultura, avevo intervistato Sergio, conoscevo alla perfezione gli orari ed il programma del percorso: Campobasso – Isernia – Carpinone – Sulmona. L’aria si scalda. Nei pressi di Sessano del Molise scruto da lontano uomini e donne che sbracciano verso la Transiberiana d’Italia. Sul treno ci sono ospiti importanti: i sindaci dell’alto molise onorano l’impegno preso per la difesa della loro ferrovia: Antonio Cinocca (Carovilli); Davide Apollonio (Vastogirardi); Francesco Lombardi (San Pietro Avellana); Egidio Di Pilla (Chiauci) ed un assessore di Roccasicura. A rappresentare la regione Molise, un consigliere di minoranza, Cosimo Tedeschi (I.d.V.). In carrozza anche il presidente della Sangritana, Pasquale Di Nardo ed i due padrini della manifestazione: l’attrice originaria di Pescopennataro, Daniela Terreri e l’eclettico venafrano Maurizio Santilli: musicista, attore e comico. Quando il convoglio arriva alla stazione di Carovilli, la folla applaude e saluta, alcuni salgono sul convoglio Qui, trovo Enzo Delli Quadri che al microfono mi illustra il significato più profondo di quello che sta accadendo. L’uomo almosavese è un vulcano in piena: entusiasmo e voglia di affermare una ragione sin troppo evidente. La sua missione è quella di riunire due territori divisi dalla politica nel 1963. E’ ormai la sua lotta quotidiana da decenni.

Stazione di San Pietro Avellana

A San Pietro Avellana poi è l’apoteosi. Centinaia di persone si intravedono all’orizzonte, quando il treno si scopre dalla foresta mab di Monte di Mezzo. Attraversare la riserva dell’Unesco senza autorizzazione, mi rendo conto, è un privilegio esclusivo della Carpinone – Sulmona.

Applausi a cielo aperto. Musica, donne in costume, il sapore del caciocavallo, e le testimonianze dei sindaci, al quale si aggiunge quella di Antonio Monaco (Capracotta). E’ questo lo scenario che per più di un’ora si vive nella magica città del tartufo. Il viaggio prosegue. A Castel di Sangro la sosta è di pochissimi minuti. L’orologio segna le 13.20. In stazione contiamo tre persone: il vice sindaco Angelo Caruso; Maurizio Zaccardi  nella duplice veste di amministratore comunale e consigliere di amministrazione della società Sangritana, ed un ferroviere in pensione. I passeggeri mugugnano: “uagliò sim in Abruzzo”. Il treno corre verso Alfedena, ma qui  non c’è fermata, solo il fischio del treno. Mi chiedo come si possa escludere dalle tappe la stazione del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. De Spirito me lo chiarirà successivamente.

A Roccaraso, sede del campionato mondiale di sci juniores troviamo due icone del paese: la neve e lo scrittore Ugo Del Castello. E’ l’ unico roccolano ad aspettare la carovana proveniente dal Molise. Sale a bordo per rivivere momenti della giovinezza e raccontare con orgoglio ai passeggeri che l’ideatore della ferrovia fu un suo compaesano: il barone Giuseppe Andrea Angeloni, senatore della repubblica di fine ottocento.

Stazione di Campo di Giove

La breve sosta alla stazione di Pescocostanzo-Rivisondoli non consente neanche di fotografare la memorabile targa che attesta il record nazionale di altitudine dopo quella del Brennero. Campo di Giove e Sulmona onorano l’iniziativa dei cugini separati con una folla entusiasta che  dona  attestati di  simpatia. Nella città dei confetti, il sindaco Fabio Federico fa gli onori di casa. Due televisioni locali dimostrano grande  interesse verso l’evento. Onori al merito: la valle peligna salva la faccia all’Abruzzo.

Siamo al ritorno.

La comprensibile stanchezza dei passeggeri è compensata dalla consapevolezza di aver vissuto un momento storico eccezionale. A Castel di Sangro lascio il treno alle mie spalle. Ho appena stretto tante mani di amici ed amiche. Cammino piano mentre il convoglio riparte. Mi giro e dai finestrini aperti vedo tante braccia che mi salutano, i volti sono sorridenti. Mi fermo ad osservarli ricambiando il gesto finché non scompaiono verso Montalto. L’emozione tradisce il reporter: da lucido cronista a passeggero, orfano di un treno che non esiste più. Giuro a me stesso che questa lotta sarà anche la mia.

Fabrizio Fusco

11 Commenti

  1. Gentilissimo signor Fabrizio Fusco,
    mi complimento con lei per il suo articolo che oltre ad essere ben scritto riesce a far visualizzare a tutti il viaggio di questo treno straordinario in un tratto di ferrovia ancora più straordinario del treno stesso.
    Peccato che nel suo menzionare dettagliatamente luoghi e persone abbia dimenticato alcune persone o Associazioni che sono state fondamentali alla riuscita dell’evento mentre ha citato inopportunamente altri che non c’erano e che non rappresentavano nessuna Istituzione. Non ne comprendo lo scopo ma se fosse per i motivi futili che posso facilmente immaginare mi permetta di dirle che ha inopinatamente alterato la realtà dei fatti offendendo l’impegno di tanti per enfatizzare l’impegno di chi non ho mai visto durante tutto il lavoro svolto compreso un importante Convegno da lei non menzionato. Le ricordo, infatti, che quando si vuole scrivere un qualsiasi articolo dove vengono riportati i nomi di chi ha lavorato intensamente per la riuscita dell’evento si ha l’obbligo morale di documentarsi per evitare omissioni o errori mentre se si vogliono raccontare le emozioni si deve evitare di inserire nomi nell’articolo. Con i miei più cordiali saluti Francesco Tufano
    Presidente Italia Associazione Europea Ferrovieri
    nonché socio del Rotary Club di Isernia
    (Associazioni che hanno lavorato alla riuscita di quello che a tanti è risultato un evento eccezionale)

  2. Essendo responsabile del sito, devo chiedere al sig. Tufano di essere più preciso e di specificare quali sarebbero gli errori e quali le omissioni.
    Fin d’ora mi permetto di osservare che il reportage di Fabrizio Fusco ha dato lustro ad un evento e di questo il signor Tufano dovrebbe essere lieto, semplicemente.

  3. Gentilissimo signor Delli Quadri,
    nulla da obiettare all’articolo nella parte descrittiva, ben fatta e di ottima qualità descrittiva del treno e dei luoghi, mentre le mie perplessità sono rivolte ai seguenti fatti:
    1) il signor Fusco ha fatto l’intervista ai signori De Spirito e Minichetti il giorno 3 marzo prima o durante un Convegno organizzato dai Rotary Club di Isernia ed Agnone negli stessi locali e con la partecipazione di Professori Universitari;
    2) non ha citato il sindaco di Campo di Giove venuto per dare la sua disponibilità a futuri treni straordinari;
    3) non ha citato la mia Associazione ed in particolare il mio nominativo quale coordinatore dell’evento.
    Se le sembra poco, mi scusi.
    Francesco Tufano

  4. Egregio Signor Tufano, il mio intervento su questo sito non deve considerarlo un articolo per il semplice motivo che Almosava.it non è una testata giornalistica. Le sue opportune critiche, qualora lo riterrà opportuno, potrà motivarle quando vedrà i miei servizi giornalistici sulla web tv abruzzolive.it.

  5. La parte descrittiva, ben fatta e di ottima qualità, del reportage ci consentono, converrà, di perdonare il reporter.
    Peraltro questi commenti hanno reso possibile ovviare alla manchevolezza che sarà scaturita dalle emozioni vissute in quella splendida giornata.

  6. Caro Fabrizio, sono Sergio, ti scrivo per rivolgere, sia a nome personale che di tutti i soci de Le Rotaie Molise, le più sincere scuse ai membri del Rotary Club di Isernia ed Agnone, ma soprattutto al “Deus ex Machina” di questo progetto di rilancio della tratta ferroviaria Ing. Francesco Tufano, Presidente Italiano dell’Associzione Europea dei Ferrovieri, che con l’istituzione di questo progetto vuole a tutti i costi consentire ai giovani presenti sul nostro territorio di poter avere un opportunità di lavoro, ed al tempo stesso di promuovere le bellezze paesaggistiche e le prelibatezze gastronomiche dei territori attraversati dalla Transiberiana d’Italia. Questo mio personale mea culpa è doveroso, in quanto non essendo abituato all’esposizione mediatica, mi sono lasciato trasportare dall’emozione e, nelle dichiarazioni a quasi tutti i media, mi sono solo limitato ad esporre il progetto della nostra associazione, tralasciando l’importante ruolo che aveva intrapreso il Rotary, credendo fin da subito in questo progetto. Infatti è d’obbligo evidenziare che l’adesione a questo progetto da parte di professionisti affermati appartenenti a questo prestigioso Club, ovviamente sto parlando dei membri dei Rotary Club di Isernia ed Agnone, ha dato lustro all’evento organizzato insieme, ed ha fatto sì che avesse vasta eco tra i media. Concludendo per ovviare a questa mia mancanza, voglio rivolgere un doveroso, anche se tardivo, ringraziamento ai Presidenti dei Rotary Club di Isernia, Ing. Claudio Falcione, ed Agnone (IS), Preside Eugenio Silvestre, senza tralasciare l’importante ruolo tenuto dal Dr. Silvio Garofalo, i quali con la loro esperienza e professionalità ci hanno consentito di arricchire il nostro bagaglio d’esperienza nel percorrere insieme questo progetto.
    Sergio De Spirito, Segretario Ass. Cult. LEROTAIE Molise di Isernia.

  7. Caro Fabrizio, come dice una famosa frase di Dante Alighieri “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Il Sig. Tufano non solo non ha capito lo spirito del tuo breve scritto, ma addirittura crede di non aver commesso errori e quindi di poter rimproverare gli altri. Se è vero che Tufano è stato tra gli organizzatori del convegno di Isernia, di errori ne ha commessi diversi: 1) ha organizzato un incontro nello stesso giorno e in contemporanea con l’altro organizzato a Carpinone alla presenza di consiglieri regionali di diversi schieramenti e di un consigliere regionale dell’Abruzzo; 2) ci ha fatto ascoltare una noiosa e arrogante relazione del rappresentante di RFI che ha ribadito il totale disprezzo di quella società nei confronti delle esigenze delle popolazioni volutamente lasciate senza servizio ferroviario. E non mi pare che qualcuno abbia minimamente protestato, neanche Tufano; 3) non è stato aperto un dibattito che consentisse di rispondere adeguatamente al suddetto, mentre a Carpinone i presenti hanno potuto dare il loro contributo. Io posso scrivere queste cose perché sono documentato avendo seguito tutti e due gli eventi. Credo che il Sig. Tufano debba sforzarsi di essere meno sicuro di sè e più rispettoso del lavoro degli altri.

  8. Casualmente,anzi accidentalmente ho letto tutti questi commenti e sono rimasto sconfortato dal provincialismo e dalla grettezza di alcune dichiarazioni.Siccome su Internet è tutto pubblico non ho potuto non leggere.Aggiungerei che tutta questa enfasi sul Molise non disturba,ciò che dà fastidio è il coinvolgimento inopportuno dell’Abruzzo.Infatti la domanda che pongo è :cosa c’entrate voi con l’Abruzzo ?Solo perchè per qualche decennio il Molise è stato accorpato alla nostra regione ,adesso chiedete di ricomporre un’unità che era fittizia.Allora seguendo questa logica,siccome per secoli abbiamo fatto parte del Regno di Napoli dovremmo provare amicizia o interesse verso la Campania,la Puglia etc.
    Il destino dell’Abruzzo è ben altro.Noi dobbiamo guardare a chi è stato più bravo e operoso di noi,cioè alle Marche,al Lazio ,all”Umbria ,ai nostri vicini da cui possiamo imparare qualcosa.

    • Egregio sig. Ernesto,
      Non le dò tutti i torti quando afferma che “Noi dobbiamo guardare a chi è stato più bravo e operoso di noi” e cioè alle Marche, ecc..
      Anche da Noi s’usa dire “mittet’ ch chi è meglie d’ te e pagagl’ le spese”, vale a dire: METTITI CON CHI è MEGLIO DI TE E PAGAGLI LE SPESE.
      ALLORA, la domanda sorge spontanea: se Lei rimprovera ai molisani di volersi “mettere” con gli abruzzesi (ammesso e non concesso che siano migliori), non è altrettanto SCONFORTANTE IL FATTO CHE LEI VOGLIA METTERSI CON I MARCHIGIANI? Che c’entrano gli Abruzzi con le Marche o addirittura con il Lazio?
      Altra domanda, non è che dietro queste Sue affermazioni ci sia una forma di razzismo leghista, provinciale e gretto, non diverso da quello che Lei ritrova in alcune dichiarazioni riportate nell’articolo o nei commenti che nessuno, oltre Lei, ha ritenuto tali?
      Infine, una precisazione. Quello che Lei legge in questi nostri articoli attiene ad un territorio l’ALMOSAVA – ALTO MOLISE SANGRO VASTESE – che da secoli è stato unito e che solo la creazione di nuova regione e nuova provincia ha smembrato e sottoposto a 2 regioni e 4 provincie.

      Mi farò cura di inviarle un breve documento della nostra realtà.

  9. Vorrei concludere questa serie di commenti con una riflessione. Ogni cittadino del territorio ha l’obbligo di dare un contributo: Il mio è stato del tutto volontario, libero e disinteressato. Mi rendo perfettamente conto che si può migliorare ed infatti sono sempre proteso a farlo. Le critiche costruttive sono utili come lo è contare fino a 10 prima di esprimere giudizi che a volte si rivelano dei boomerang o pessime figure. Da giornalista posso dire che il giudizio che più mi interessa è del lettore/telespettatore. A tal proposito invito a vedere il primo dei due servizi video che ho dedicato all’argomento. A breve la messa in onda dell’altro!
    web-tv. http://www.abruzzolive.tv
    Buona visione!

  10. E’ stato un magnifico viaggio…con i suoi inconvenienti come un vero viaggio. Ho seguito con estremo interesse il convengo di Isernia e sono rimasto basito ad ascoltare le parole del rappresentant edi FS, che in uno dei paesi più turistici del modo è felice di affermare che FS non si occupa di turismo ma solo di mobilità (sappiamo in che modo; uninciso: MSC spedizioniere cargo è conosciuto dalla gran parte dele persone come MSC crociere!e fa profitti col turismo!). Cionostante è la prima volta che vedo intervenire un rappresentante di FS a questo tipo di eventi il che apre uno spiraglio. grazie a tutti coloro che si sono adoperati per il viaggio e un grazi ein più a coloro che si stanno battendo, pur con diversità e differenze , per il ripristino della ferrovia, ma non cominciamo coi campanilismi, pietà!

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