Dal cratere aquilano – Se fondeva nebbia a fumo

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Alfredo Fiorani[1] .

Se fondeva nebbia a fumo,
laggiù a San Bernardino,
delle legne non più
era mattino ed io fuori
coll’amato fido strumento di tortura.

Alberi in viale, foglie a terra
la guerra incominciava:
si serravano file d’auto davanti al rosso
e ribollivano in petto; eppure ultime rose canine
nell’abituro orto resistevano all’indifferenza
nessuno le vedeva soffrire.

La monda polvere d’aria che restava
più preziosa di quella da sparo
sulla piana di Waterloo.

Se fondeva nebbia a fumo,
lassù a San Bernardino,
delle legne non più
vicino era novembre per tutti a L’Aquila.
Là, in cielo i vaghi segni del sogno estivo
pure lisi e qualche altra cosa,
che non so dire, mi porto dentro.

.

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[1]
Alfredo Fiorani, nato a La Spezia ma Abruzzese nell’anima e nella testa, ha pubblicato raccolte di poesia, romanzi e saggi. Tra i romanzi più significativi, si ricordano: L’orizzonte di Cheope (Alfredo Guida Editore, Napoli 1998, premio Città di Cimitile), All’amore il tempo (Manni Editori,  Lecce 2007).   Tra i saggi  Laudomia Bonanni. Il solipsismo di genere femminile (Ed. NOUBS, Chieti 2007), L’Aquila 2009. La mia verità sul terremoto  (Castelvecchi Editore, Roma 2009) e La forza della memoria (Castelvecchi Editore, Roma 2010) entrambi scritti con G. Giuliani.
Presente in alcune antologie tra cui Sesto Quaderno (Campanotto Editore, Udine, 1995) e la più recente Una stagione di racconti (Carabba Editore, Lanciano 2006).

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