Dal Cratere Aquilano … Ricordando Carmelina Iovine

0
772

 A tutti gli studenti universitari
morti quella notte a L’ Aquila

.

 Storie dolorose  dal cratere aquilano, raccolte e narrate da Umberto Braccili nel suo libro verità “MACERIE dentro e fuori[1]”, con la collaborazione di parenti, fidanzati/e, amici.

 .

Gli amici ricordano  Carmelina Iovine[2]

.

Domenica cinque aprile la incontrammo per l’ultima volta.

Nel bar vicino casa sua mentre sorseggiavamo un caffè discutevamo il da farsi per la giornata di pasquetta. Lei era entusiasta come sempre quando organizzavamo le giornate da trascorrere in compagnia. Anche in questa occasione, come sempre lei era la prima a proporre il da farsi e a cercare di accomunare tutte le idee divergenti. Era una ragazza piena di vita e di interessi, viveva un periodo particolarmente felice: aveva appena raggiunto uno dei primi traguardi, la laurea in psicologia. Aveva conosciuto da poco una persona meravigliosa, Matteo, con cui aveva già condiviso tanto: gite a Roma, concerti, serate piene di allegria. Si erano conosciuti tramite un amico in comune ad un aperitivo ed era stato amore a prima vista. Avevano la stessa vitalità, la stessa allegria, e riuscivano a completarsi vicendevolmente.

Quella domenica la salutammo perché avrebbe preso il treno alle 19 per essere il lunedì mattina a lezione. Avrebbe trascorso la serata a casa di Matteo con i loro amici, avrebbe cenato il tacchino all’ananas di nonna Carmela e le fettine panate della mamma di Matteo guardando la partita.

Ci avvisò tramite un sms della prima scossa di terremoto intorno alle 23, dicendo che si erano spaventati molto e si erano rifugiati sotto al tavolo della cucina, ma tutto sembrava procedere normalmente dato che tali eventi si verificavano da molti mesi quasi ogni giorno. Essendo sempre stati rassicurati a riguardo ormai questi avvenimenti erano oggetto di ironia. L’ultimo contatto che abbiamo avuto con lei era un messaggio inviatoci verso mezzanotte circa, in cui ci riferiva che sarebbe andata a dormire sperando di riuscirci.

In realtà rimase a dormire a casa di Matteo insieme ad altri amici in quanto ritenevano quella casa la più sicura. Alla scossa seguente, particolarmente impauriti decisero di uscire fuori senza avvisare nessuno, per non destare preoccupazione. Tuttavia verso le 2 e 30 decisero di rientrare a causa del freddo e della stanchezza, l’indomani avrebbero avuto lezione molto presto.

Alle 3,32 del 6 aprile fummo tutti svegliati da una scossa tremenda. La prima reazione fu quella di uscire tutti fuori dalle abitazioni, ben presto ci rendemmo conto di ciò che era accaduto: l’epicentro era stato a L’Aquila: Abbiamo subito cercato di contattare Carmelina, ma il telefono era irraggiungibile, quindi abbiamo cercato di contattare i genitori che si erano già messi in viaggio per andare a prenderla. Da quel momento è iniziato una lunga agonia.

Carmelina per noi era, è, e sarà così

parole per descrivere una amicizia così profonda, come quella che ci legava, in modo distinto, ma sempre presente, e sempre impetuoso, è difficile!!! le solite banalità possono essere solo l’apparenza di una persona, una amica ben più profonda piena di gioia, di speranze, e sogni, una persona a cui piaceva vivere la vita minuto per minuto, con noi, con i suoi amici, che erano il perno fondamentale per lei… il perno in cui sono racchiusi milioni di ricordi…..la parola amica era rispecchiata in pieno da lei, una persona comprensiva, una persona che ti sapeva ascoltare e consigliare..ma il dono più bello che possedeva era il perdono…era il collante di tutti noi, nelle situazioni difficili, e anche in quelle in cui dovevamo semplicemente divertirci, riusciva a trovare nelle sue giornate spazio per tutti noi, per condividere i nostri pensieri, preoccupazioni, momenti di gioia e di tristezza, portando avanti con grande grinta i suoi sogni, la sua vita le sue aspettative… una persona, che ha sempre raggiunto i suoi obbiettivi…, era ancora piena di gioia e di sogni da raggiungere… non si era posta quel termine, ma voleva partire per Milano e frequentare un corso di specializzazione… e anche in questa cosa era stata in grado di coinvolgere noi amici… perché aveva la simpatica fantasia, chiamiamola così, di vivere insieme quel sogno.

Un altro suo valore fondamentale era il legame fantastico che aveva con la famiglia, un rapporto non qualunque bensì molto profondo, fatto di complicità sincerità… rendendola sempre partecipe nelle sue decisioni, e scelte di vita.

Un fratello sempre presente, protettivo con cui aveva un rapporto di complicità, una nonna molto amorevole e presente, un rapporto con dei genitori bellissimi in grado di avere con lei la giusta dose di severità, e comprensione… nonché complicità.

Era comunque una persona decisa e coraggiosa, la quale nonostante la situazione allarmante che caratterizzava la città dell’Aquila, non si era lasciata intimorire e cercava di sdrammatizzare portando il sorriso anche in quelle giornate. Purtroppo ogni suo desiderio, ogni sua aspettativa, ogni suo piccolo gesto compiuto pensando al futuro, ad una vita da costruire è rimasto seppellito nell’assordante silenzio di un cumulo di macerie. Ma lei è ancora qui, nelle serate fra amici che non l’hanno dimenticata, che ascoltano ancora la sua risata e non smettono di parlare di lei e di ricordare le sue parole:

 “alla famiglia e a mia nonna

che mi hanno sempre sostenuto

e incoraggiato in qualsiasi mia decisione,

che mi hanno dato

la possibilità di intraprendere questo percorso

e mi hanno permesso di diventare la persona che sono!!”

“ai miei più cari amici che mi sono stati sempre vicini,

soprattutto nei momenti difficili,

e mi hanno fatto scoprire che al mondo

esistono persone sulle quali

si può sempre contare!!”

 

Questa era Carmelina… questo era il suo motto:

AMICO: la cosa più bella che tu possa avere, la cosa più bella che tu possa essere…!

.



[1]È un libro difficile da scrivere quello che vi apprestate a leggere. Un libro scritto con il cuore da genitori fratelli fidanzate ma con dati precisi che denunciano quello che ormai è scivolato nel dimenticatoio. Quello che non è stato fatto per salvare degli studenti universitari che non sapevano del pericolo che correvano quella notte (Umberto Braccili).
[2]
Raiano (aq) 15 dicembre 1986 corso di laurea psicologia applicata e della salute  1° anno della specialistica facoltà psicologia

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.