Dal Cratere Aquilano … … Maurizio Natale

2
1046

A tutti gli studenti universitari, morti quella notte del 6 aprile 2009, a L’ Aquila

Storie dolorose  dal cratere aquilano, raccolte e narrate da Umberto Braccili nel suo libro verità “MACERIE dentro e fuori[1]”, con la collaborazione di parenti, fidanzati/e, amici


 Il ricordo di Maurizio [2], morto sotto le macerie, nelle parole di Maurizio stesso

L’Aquila, 06 Aprile 2019

Maurizio Natale

Sono tornato a L’Aquila, 10 anni dopo il forte sisma che ha distrutto la città.

Sono andato a pregare nella Basilica di Collemaggio, come facevo ai tempi dell’università quando non tornavo a Monteodorisio per il fine settimana. Ho passeggiato per le strade del centro. Ed in fine sono tornato in via Luigi Sturzo dove abitavo quell’anno, il mio palazzo quella notte si sbriciolò riducendosi ad un cumulo di macerie.

Per fortuna in molti non dormivano in casa dopo gli allarmi dati dal comune e dalla protezione civile durante la settimana precedente, e noi studenti eravamo già a casa per le vacanze di Pasqua dato che l’università era stata chiusa anticipatamente.

Anche se L’Aquila non mi piaceva molto, vedere in tv le immagini catastrofiche dei luoghi che avevo “vissuto” con i miei compagni di università e con la mia fidanzatami fece male; avevo molti ricordi lì.

A Settembre mi sono trasferito dall’università dell’Aquila perché viaggiare tutti i giorni da Vasto era troppo stancante e nel 2012 mi sono laureato. Ho trovato subito lavoro, anche se all’inizio la retribuzione non era eccezionale e lavoravo per altri, ma mi sarei ritrovato in pochi anni a dirigere cantieri miei!

Nonostante il lavoro, ho continuato ad impegnarmi per il mio paese: l’Odorisiana, il comitato feste e anche l’amministrazione comunale! Mia madre è fiera di me, i suoi tanti sacrifici fatti per farmi studiare sono finalmente stati ripagati!

Il 14 Settembre 2014 mi sono sposato, Don Nicola ha celebrato il mio matrimonio nel Santuario della Madonna delle Grazie.

Da due anni sono diventato papà e Nico è la mia gioia, la sera non vedo l’ora di tornare a casa per giocare con lui e tra qualche mese arriverà anche una bambina ma non sappiamo ancora come chiamarla.

 …………………………………

Questa è la storia che avrei voluto raccontarvi, questa è la vita che avrei desiderato per me e per la mia famiglia, questo è quello per cui ho sempre pregato … Purtroppo quella notte il terremoto mi ha portato via, togliendomi la vita.

Ing. Maurizio Natale

.

 .

_________________________________________________
[1] 
È un libro difficile da scrivere quello che vi apprestate a leggere. Un libro scritto con il cuore da genitori fratelli fidanzate ma con dati precisi che denunciano quello che ormai è scivolato nel dimenticatoio. Quello che non è stato fatto per salvare degli studenti universitari che non sapevano del pericolo che correvano quella notte (Umberto Braccili).
[2] Maurizio Natale – Monte Odorisio (ch) 7 dicembre 1987. Iscritto al 3° anno della facoltà di ingegneria civile

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri

 

2 Commenti

  1. Un brivido freddo per la schiena, mentre leggevo questa lettera – TESIMONIANZA-e se leggessi il libro forse il brivido diventerebbe un gelo per tutto il corpo. 309 STORIE come questa non lasciano indifferente nessuno. Storie comuni e /o straordinarie , più belle o meno impattanti, di studenti, lavoratori, madri con figli, padri, operai, gente dell’AQUILA, e non, colpevoli solo di trovarsi quella maledetta notte lì e che il terremoto ha seppellito in un attimo.
    Tanto dura il terremoto. POCHISSIMI MINUTI ! ma la paura dura per la vita e la morte tante vite le ha spezzate senza pietà.
    Le COLPE, le RESPONSABILITA’, gli ADEMPIMENTI, le INADEMPIENZE, i SOCCORSI, le SOVVENZIONI, la MESSA IN SICUREZZA, le DENUNCE, le CONDANNE, le ASSOLUZIONI, la RICOSTRUZIONE…. OH FINALMENTE questa è la parola giusta: RICOSTRUZIONE!
    ricostruire case, scuole, teatri, esercizi pubblici, strade e giardini, ma soprattutto RICOSTRUIRE IL CUORE E L’ANIMA ORA DEI SOPRAVVISSUTI, con dedizione di tutti noi e del potere politico – che ora sembra stia facendo degli interventi proficui, sia pure con qualche colpevole temporeggiamento- perché Maurizio Natale torni a vivere in altri giovani fiduciosi nel domani, che ameranno ancora questa nostra bella città dell’AQUILA con lo stesso amore e la faranno amare in futuro, così ché…

    “Da due anni sono diventato papà e Nico è la mia gioia, la sera non vedo l’ora di tornare a casa per giocare con lui e tra qualche mese arriverà anche una bambina ma non sappiamo ancora come chiamarla.”

  2. 6 APRILE 20017 Rileggo con commozione questo racconto a distanza di un anno, sempre con la stessa sensazione che un EVENTO così luttuoso e importante purtroppo procura.
    LA RINASCITA… ANCORA C’è TANTO DA FARE!!!!
    Forse può contribuire ANCHE LA COLTIVAZIONE DELLO ZAFFERANO ALLA RINASCITA DELLA CITTA’?
    Ecco il perché dei miei HAIKU.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.