Dal Cratere Aquilano … In ricordo di IVANA LANNUTTI, la stella splendente

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 A tutti gli studenti universitari
morti quella notte a L’ Aquila

Storie dolorose  dal cratere aquilano, raccolte e narrate da Umberto Braccili nel suo libro verità “MACERIE dentro e fuori[1]”, con la collaborazione di parenti, fidanzati/e, amici

 

 Il ricordo di Ivana[2]     nelle parole di Ennio Di Lello, papà del suo fidanzato Paolo.

Ciao, sono Ivana. È stata una Domenica impegnativa ed ora casco dal sonno. Ieri sera s’è fatto tardi a casa di Paolo. Èvenuto un nostro amico da Chieti ed ha portato quasi duecento arrosticini. Praticamente ce li siamo

mangiati tutti. Stamattina siamo andati a messa e poi abbiamo pranzato insieme. Poi ognuno a casa sua ai propri impegni. Paolo ha un esame Mercoledì ed io sono rimasta per completare il programma del mio terzultimo esame. A casa sono stata la settimana scorsa ma non per la Domenica. Sono tornata Lunedì 30 perche il 31 è il compleanno di Mamma. Nel pomeriggio, è tradizione di casa ormai per ogni compleanno, Mamma imbandisce una tavolata di dolci fatti da lei, poi taglia la torta, sempre fatta da lei, e all’ora di cena pastasciutta per tutti. Vengono i nonni, i miei zii e i miei cugini. Anche questa volta ho approfittato per riportarmi dei dolci.Ame piacciono tanto ma Paolo ne è ghiottissimo per la felicità dimiaMamma che ogni volta si prodiga di più:” Riporta a Paolo – dice sempre più spesso – vedrai quanto gli piaceranno!” Io e Paolo stiamo ormai insieme da qualche anno, non abbiamo ancora fatto incontrare le nostre famiglie però io vado a casa sua e lui viene a casa mia. Per questa estate prendiamo entrambi la laurea triennale, poi potremmo festeggiare tutti insieme con le nostre famiglie, forse è l’occasione migliore.

Sono tornata a l’Aquila Mercoledì primo Aprile e sono rimasta qui anche in questa Domenica delle Palme che ormai è agli sgoccioli e Mercoledì sarò di nuovo a casa per le festività Pasquali. Mi tratterrò un po’ di più dopo. Cosi ci sarò anche per il compleanno di mio Padre. E vai coi dolci di Mamma. Adesso mi sono tolta gli esami più impegnativi, questi ultimi tre me li bevo senza problemi. Intanto inizierò a lavorare alla tesi. E poi, quest’estate, mi devo fare un mese di vacanze: mare sole relax. Poi penserò alla specialistica. Ora vedo delineato il mio percorso sia per l’università sia per il mio rapporto con Paolo. Lui è piaciuto subito ai miei e a mia sorella Ilaria. Quando viene a casa Mamma prepara i migliori manicaretti, mentre mio Padre condivide con lui la passione per il Calcio. L’ha portato anche a vedere una partita della Val di Sangro: lo stadio è vicino casa nostra e la domenica pomeriggio sentiamo i cori e persino il fischio dell’arbitro. Ci sono andata anch’io: non volevo perdermi Paolo per quel pomeriggio. La mia famiglia, la mia laurea e Paolo. Il mio mondo. Il mondo che mi sto costruendo per poter realizzare i miei sogni.Avere una casa, lavorare ed avere una mia famiglia.

Ah che sonno, ho studiato tutto il pomeriggio e la sera, fino a verso le nove, poi ho parlato con Mamma che mi ha telefonato. La mia cena, quantunque parca, mi ha fatto capire che è ora di riposare per cui mi sono buttata sul letto così come mi trovo, con i pantaloni della tuta e la maglia di lana che mi tiene caldo senza neanche mettermi il pigiama. Subito gli occhi si sono chiusi ho spento la luce a tentoni. Poi mi ha svegliata la telefonata di Paolo. Ho appena richiuso. Voleva sapere se mi ero impaurita per una scossa di terremoto di poco fa. Non so nemmeno che ore sono e gli ho detto:” Paolo ho già spento tutto, tv, computer sto dormendo. Ci vediamo domani mattina alle otto alla fermata dell’autobus. Buonanotte.” Mi sono addormentata e nel sonno mi sono ritrovata da un’altra parte.

C’è tanta luce: forse sono su una stella!

 

LA STELLA SPLENDENTE

Da sorrisi d’amore ancora cullata dormivi;
Carezzavi i sogni come cuccioli festosi,
quando giunse la scossa implacabile.
Ora dormi, dove più risplende la luce.

Ninnananna, ninnananna
Ninnananna tra milioni di stelle.
Ninnananna, ninnananna.

O notte tenebrosa che fuggi queste timide luci,
Non la svegli, non la tocchi,
Soltanto la scaldi con le preghiere.

Ninnananna, ninnananna.

Ennio Di Lello, padre di Paolo


[1]È un libro difficile da scrivere quello che vi apprestate a leggere. Un libro scritto con il cuore da genitori fratelli fidanzate ma con dati precisi che denunciano quello che ormai è scivolato nel dimenticatoio. Quello che non è stato fatto per salvare degli studenti universitari che non sapevano del pericolo che correvano quella notte (Umberto Braccili).

[2] Ivana Lannutti – Atessa (CH) 3 luglio 1986 – iscritta al 3° anno facoltà ingegneria civile

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