Da Vastogirardi a Tunisi: l’allocuzione di Alfonso III d’Avalos alle truppe

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L'allocuzione di Alfonso d'Avalos di Tiziano Vecellio
L’allocuzione di Alfonso III d’Avalos del pittore veneto Tiziano Vecellio

di Francesco Di Rienzo

Quali qualità sono necessarie per essere un buon generale? Una grande capacità tattica ma sicuramente anche una buona dose di abilità oratoria. È quanto sembra voler rappresentare il pittore veneto Tiziano Vecellio in questo imponente dipinto a olio su tela (223 x 165 cm) realizzato nel biennio 1540 – 1541 e custodito oggigiorno presso il Museo del Prado di Madrid: l’allocuzione di Alfonso III d’Avalos alle truppe.

Il generale dell’esercito imperiale spagnolo, marchese del Vasto e Pescara e feudatario di Vastogirardi, è raffigurato in abiti militari all’antica sul modello dei grandi condottieri del mondo classico. L’arringa sembra potersi riferire a un momento della spedizione militare contro Tunisi del 1535.

A fianco di Alfonso III, c’è il figlio primogenito Francesco Ferdinando che regge in mano la celata del padre. Anch’egli sarà un valido uomo d’armi al pari dell’illustre genitore. Ma, soprattutto, venderà nel 1559 il feudo di Vastogirardi a Fabio d’Afflitto, conte di Trivento, ponendo fine alla secolare dominazione di questo casato italo- spagnolo sul centro altomolisano.

Nel 1988, lo Stato africano dell’Uganda ha voluto celebrare il quinto centenario della nascita di Tiziano emettendo un francobollo dal valore di 350 scellini ugandesi (0,08 euro) con un dettaglio dell’allocuzione del feudatario vastese.

Editing: Francesco Di Rienzo

Copyright: Altosannio

 

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