Da Sulmona a Castielle

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di Bruno Marinelli [1]

Altopiano delle cinque miglia
Altopiano delle cinque miglia – Foto di Vincenzo D’Ortenzio, Venafro

Da Sulmona a Castielle

Ncoppe alla chiana delle cingh mejja,
venenne da Sulmona, la matina,
m’ncantane, d’autunne, re culure,
vijat m’arresciate ‘st’aria fina.
Dentre a ‘nu prate ‘n’acqua crestallina,
‘ncoppe alla jerva verde, ch’ restagna,
ce s’arrspecchia ‘nu ragge de sole,
ru ciele azzurre, ‘na cima d’ muntagna.
Chi coglie le casselle e chi re fugne,
ce stanne vacche, pecùre e pastùre,
d’ preta, ‘ngora allerte, le capanne,
ce sta la storia che conta ru trattùre.
E ‘na surgente, ch’ tre funtanelle,
ch’ caccia ‘n’acqua chiara, fresca e pura,
addò, turnanne stracche dalla Pujje,
pastùre e morre truvavane frscura.
D’ ru Casale è detta la Madonne
addò la gente dice le preijere,
però ru sciate e la mane d’ Ddije
i’ ce re sente ‘mieze a ‘sta nature.
Cerche de raggiunà ch’ ‘nu crapare,
me dice: “Zitte, assaggia ‘stu furmagge !,
ce sta l’addore de ‘sta terra, dentre .”
…pe’ dice bbasta m’eggia fa curagge…
Può continuanne, ancora, pe’ ‘sta vije,
doppe ‘nu poche, sotte, ‘sta Castielle,
e quande tu ru vide, da qua ‘ncoppa,
te ve’ da dice: “Mamma quant’è biell ! “

 

Da Sulmona a Castello

Sull’altopiano delle cinque miglia,
venendo da Sulmona, la mattina,
m’incantano i colori dell’autunno,
beato respiro quest’aria fine.
In un prato, sopra l’erba verde,
ristagna un’acqua cristallina
nella quale si rispecchia un raggio di sole,
un cielo azzurro, una cima della montagna.
Chi raccoglie cicoria selvatica e chi i funghi,
ci sono mucche, pecore e pastori,
capanne di pietra che ancora non crollano,
c’è la storia che racconta il tratturo.
E una sorgente ,con tre fontanelle,
dalla quale scaturisce un’acqua limpida, fresca e pulita,
dove, tornando stanchi dalla Puglia,
pastori e greggi di pecore trovavano frescura.
Presso la Madonna del Casale
le persone dicono le preghiere,
ma il respiro e la mano di Dio
io li percepisco in mezzo a questa natura.
Cerco di fare domande ad un pastore di capre,
mi dice : “Zitto, assaggia questo formaggio !,
c’è l’odore di questa terra,dentro”.
…per dire basta devo farmi coraggio…
Poi, continuando, ancora, per questa strada,
dopo un poco, in basso, c’è Castello,
e quando lo vedi, da qua sopra,
ti viene da dire :”Mamma quant’è bello !”

_________________________________
[1] Bruno Marinelli, molisano di Rionero Sannitico, costretto ad abbandonare gli studi universitari per dedicarsi al lavoro in banca, ha operato nel sindacato, senza mai abbandonare la sua passione per la poesia dialettale.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

 

3 Commenti

  1. Quando si trova una propria fotografia utilizzata senza permesso e senza menzione dell’autore è sempre triste.
    Mi riferisco all’immagine dell’altopiano delle Cinquemiglia, ovviamente.
    Vincenzo D’Ortenzio, Venafro

    • può capitare, nel mare magnum delle nostre pubblicazioni. Stiamo sempre attenti a nominare l’autore. Evidentemente, in questo caso, non siamo riusciti a risalire all’autore. Ora che Lei ce lo fa notare, siamo pronti a rimediare. Cercherò l’articolo e farò la correzione. Intanto, accetti le nostre scuse.
      Se ha altre foto che meritano di essere viste ce le segnali all’indirizzo altosannio@gmail.com e saremo lieti di pubblicarle con il SUO nome ben in vista.
      Grazie, comunque, per la segnalazione.
      Un saluto cordiale

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