Da Roccavivara con affetto: La Piazza

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di Mario Antenucci,  tratto dal suo libro “Pane e Vino” [1]

Una volta sistemato il bene principale – il grano per la farina e per il pane – si pensava a godere, con il riposo e con la gioia, le feste patronali che cadevano nel mese di agosto e la piazza, che molto spesso rimaneva inanimata, quasi addormentata, ridiventava luogo di eventi, di cerimonie, dove io potevo scorrazzare da una parte e dall’altra e dove noi bambini ci rincorrevamo gaiamente strillando a più non posso fino a tarda notte. Tutt’intorno ci si agitava in una repentina attività frenetica: i contadini si scambiavano opinioni varie intorno al raccolto fatto e cercavano di intessere affari.

Mi piace riportare la seguente mia poesia: La piazza

 La torre campanaria
aduna sulla piazza antica
– ove ancora si svagano
i bambini con la palla –
incontri che rinfocolano amori
spezzati.

Si aggirano i giovanotti
di domenica mattina;
s’imbellettano le ragazze
– monili scendono
dal leggiadro collo –
e incrociano sorrisi
e ammiccamenti,
frammenti di battute.

Raccoglie nel suo grembo
e abbraccia i suoi figli
– insieme a caso o per chiamata.
Formicola nei dì di festa
portando alla luce rimembranze
rinvangando gioie e dolori vecchi.

È un giorno di festa,
la piazza torna come una volta
– in un frastuono di immagini –
ricolma di accresciuta vitalità.
Sorride con i suoi ritorni,
accompagna l’uomo
e commenta la sua sorte.


[1]Pane e Vino, un libro molto prezioso , nella cui premessa si leggono queste frasi significative: “Un tozzo di pane e una ciotola di vino, per pochi, erano i componenti essenziali della nutrizione negli anni difficili della rinascita. Pochi tenevano sia l’uno che l’altro, sul desco, per ristorarsi nei giorni del solleone e per consolarsi intorno al camino nei giorni freddi dell’inverno.  Pane e vino costituiscono gli elementi sostanziali della liturgia nel Cristianesimo. “Senza di essi non si canta messa”, così si diceva e si dice ancora. Per dirla con Nedo Fiano, il mio intento è quello di “conservare, custodire e trasmettere la memoria”. Credo “fermamente nel dovere del ricordo perché il nostro passato è, in qualche maniera, memoria del futuro”.Chi fosse interessato ad avere il libro può scrivere a:   m.antenucci1947@gmail.com

Editing: Enzo C. Delli Quadri 
Copyright: Altosannio Magazine 

 

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