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DA UN “CUORE” DI ANNI FA: UN MAGNIFICO OSPEDALE

di Giovanni PannunzioMaria Delli Quadri

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L’ospedale civile di Agnone in una vecchia cartolina

IL NOSTRO OSPEDALE

Un giorno improvvisamente mancò a scuola il mio caro compagno Serafini Pietro. Ne chiesi notizie alla sua mamma: mi disse che era stato ricoverato all’ospedale civile per essere sottoposto a intervento chirurgico di appendicite. Avvertii il signor maestro, che organizzò per il giorno seguente una visitina all’ammalato. Difatti col signor maestro ed un altro compagno andammo a far visita a Pietrino. Non avevo mai visto un ospedale.
Fui meravigliato nel vedere il nostro ospedale, situato nel punto più panoramico di Agnone, con molto sole e con uno spazio davanti, coperto d’alberi. I malati erano ricoverati in camerate grandi con molti letti. Le donne erano sistemate nel reparto “Donne” e gli uomini nel reparto “Maschi”. Contai gli ammalati e in quel giorno erano 56. Infermiere e infermieri si alternavano e correvano dove erano richiesti. Di lontano vidi il Direttore-Chirurgo, con camice bianco. E’ un uomo non molto alto, ma simpatico, di età media. E’ gentile con tutti, buono specialmente con gli ammalati.
Gli ammalati erano di tutti i tipi, vecchi, giovani, ragazzi, dei paesi vicini e anche lontani. Degli ammalati , chi sorrideva per aver superato il punto critico del male, chi invece era pallido e sofferente, rannicchiato nel proprio letto.
Pierino invece era contento e ci assicurò che presto sarebbe tornato a scuola.

Giovanni  Pannunzio  – classe 5° – Agnone – 1963

A questo entusiastico componimento di un bambino di 11 anni, scritto oltre cinquant’anni fa, non possiamo non contrapporre, alla luce di quanto sta accadendo oggi, ovvero ridimensionamento se non addirittura chiusura dell’ospedale di Agnone, il seguente sagace e amaro commento di Maria Delli Quadri

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L’OSPEDALE “FRANCESCO CARACCIOLO” IERI E OGGI 

E’ il 1963 quando gli occhi di un bambino di 5° elementare, GIOVANNI  vedono per la prima volta l’Ospedale di Agnone. Ai suoi occhi stupefatti appare una realtà viva: uomini e donne, infermieri, medici, portantini, è tutto un fervore, un andare e venire di gente, di visitatori, di addetti ai lavori, di malati nei letti divisi tra uomini e donne. Era questo, allora, l’ospedale civile di Agnone, dove tutto era funzionanale ed efficiente.
Anni fa andando a salutare un amico, Totò Santoro, dirigente amministrativo della struttura, sentii  le  sue lodi sull’efficienza dei medici  e del personale. Tra l’altro affermò che  “l’ospedale era un fiore all’occhiello della sanità molisana per l’efficienza dei reparti e la forza del bilancio sempre in attivo”.
La cosa non andò, col tempo, sempre così. L’ ASREM unica rimescolò le carte e il bucato da bianco diventò nero per l’inquinamento causato da stracci sporchi e maleodoranti, provenienti da altri lidi.
Mi prende una grande tristezza al pensiero di chi eravamo e di chi siamo oggi, nella considerazione dei nostri “cari” politici. Ho guardato i video dei vari TG, ho ascoltato i commenti rabbiosi o dolenti della gente comune, anche rassegnata all’inevitabile, e ho capito che noi siamo colpevoli solo di esistere, di abbarbicarci a queste alte montagne, dove d’inverno fa tanto freddo e tanta neve. Ho visto, per contro, tante facce ottuse, consapevoli del rischio che correvano e desiderose di andar via, quanto prima possibile, da questi postacci impervi dove la gente è brutta e cattiva. Ciao, ciao, ci rivedremo a maggio, oggi non si può fare altro se non darvi un po’ di zuccherino.
Allora “Signori” della regione Molise, vi chiediamo scusa se vogliamo nascere qui, morire qui, romperci l’osso del collo qui, operarci qui, curarci qui, in questo ospedale che è stato un’eccellenza, costruito in gran parte con le rimesse dei nostri emigranti, dove abbiamo piantato, noi ragazzi di 7-8 anni, gli alberi maestosi che lo fronteggiano, dove abbiamo sempre trovato un rifugio in caso di difficoltà.

Maria Delli Quadri

Alcune immagini della manifestazione del 6 febbraio 2015 per protestare contro i tagli alla sanità che la Regione Molise sta attuando, tagli che penalizzano massicciamente proprio l’ospedale di Agnone.

1-corteo
Il corteo si snoda per le strade del paese
2-corteo
Studenti in testa al corteo al loro arrivo nell’area ospedaliera
4-folla
L’arrivo del Governatore Paolo Di Laura Frattura

 

 

About Flora Delli Quadri

Flora Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Matematica in pensione. Si occupa di cultura e politica; pur risiedendo altrove, ha conservato intatto l'amore per il suo paese d'origine che coltiva in forma attiva.

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