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DA UN “CUORE” DI ANNI FA: CREPUSCOLO DELLE STREGHE

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CREPUSCOLO DELLE STREGHE
Antonio Di Pasquo – classe 5° elementare- AGNONE – 1968

Tanti anni fa la gente ignorante credeva alle streghe, alle paure, a Mazzamarriello e a tante altre stupidaggini. Ai bambini si raccontavano fatti paurosi come questo per esempio.

Un giorno, verso mezzanotte, alcuni contadini, andando in campagna, sentirono dalla finestra di una casa queste parole: “Posso gettare? Posso gettare?”! Due streghe erano andate in una casa, una di esse stava giù e l’altra era andata sopra a prendere un bambino, perciò faceva quella domanda. La strega che era giù era fuggita vedendo i contadini.
Uno di essi rispose a quella rimasta: “Potete gettare, potete gettare”… così si trovò in braccio un bambino. Le streghe erano andate per prendere il piccolo lattante e succhiargli il sangue.

Questi racconti facevano rizzare i capelli ai poveri bambini. Anticamente, quando si vedeva un ragazzo gracile, poco sviluppato, si diceva che era stato preso dalle streghe. Per tenere lontane queste infami vecchiacce si usava conficcare la lama di un coltello sotto il letto o dietro le porte, spazzole, scope, granelli di sabbia, rametti di abete, perché si credeva che la strega, prima di entrare, dovesse contare i granellini di sabbia, le foglioline di abete ed altri oggetti. Per fare questo ci voleva tanto tempo e, se non riusciva a farlo durante la notte, doveva fuggire, perché il giorno non poteva fare più nulla.

Oggi, per fortuna, alle streghe non crede quasi più nessuno.

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cuore2Nel periodo che va dal 1961 al 1968, nella scuola elementare di Agnone, direttore Giuseppe Delli Quadri, si stampava un giornalino dal titolo “Cuore” che raccoglieva i pensierini dei bambini. Una accurato lavoro di recupero sta riportando a galla questi veri e propri tesori.

About Flora Delli Quadri

Flora Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Matematica in pensione. Si occupa di cultura e politica; pur risiedendo altrove, ha conservato intatto l'amore per il suo paese d'origine che coltiva in forma attiva.

Un commento

  1. Da questo scritto, devo dire che la pubblicazione del giornalino scolastico, malgrado il maggiore lavoro professionale ed organizzativo degli adulti, era stata una scelta indovinata.
    Oltre che il direttore e il personale insegnante, meritano un plauso anche i segretari amninistrativi e il personale della segreteria dell’Istituto che si sono succeduti nel tempo ed hanno conservato questi tesori in archivio didattico.
    Quanta verità, quanta freschezza nello scritto di un bambino …
    I racconti degli adulti che mettevano paura ai bambini, forse erano un modo per “metterli in guardia” verso i pericoli della vita, era un modo per dire ai fanciulli di non fidarsi, “ad occhi chiusi”, di persone sconosciute.
    Nello scritto del bambino di Agnone … vi è il lieto fine, il neonato viene salvato dall’arrivo dei contadini …
    Anche questo insegna! … La cattiveria può essere sconfitta! …
    Anche a Fraine, in una grande casa signorile di altri tempi, nella casa di GENNARO DEL GIUDICE, quando io ero bambino, si diceva che ci fosse “LU MAZZ’MARIeLLe” … nessuno lo aveva mai visto, nessuno sapeva come fosse fatto. Io ero abbastanza scettico per questa “presenza occulta”, poiché frequentavo spesso quella casa in quanto, all’ultimo piano, vi abitava un nostro parente, Nicola Tilli che aveva sposato Onelia Del Giudice. All’epoca vi erano pure due suoi figli più grandi di me, Domenico e Maria i quali spesso venivano a casa mia da soli o con il loro papà. …

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