DA UN “CUORE” DI ANNI FA: BAMBINI “MIGRANTI”

0
905
139_1
Anni ’50/’60: in una qualsiasi delle stazioni italiane folle di emigranti pendolari pronti a raggiungere il posto di lavoro in Francia, in Svizzera, in Germania

Un “migrante” si trova per definizione in una situazione che “non è più e non è ancora”, è uscito dal suo spazio sociale e culturale ma non è entrato, se non di soppiatto e marginalmente, in quello nuovo in cui vorrebbe inserirsi.
Due bambine, diverso cognome e diverse età, ma stesso destino: raggiungere il papà emigrato in Francia. Entrambe salutano compagne e maestre: breve e succinta Giuseppina, dal cui scarno e frettoloso saluto traspare evidentissima la paura dell’ignoto; meno intimidita Maria Antonietta che, nonostante il dolore della separazione e il declassamento, è comunque felice col suo papà.

L’ EMIGRANTE

emigranteParto per la Francia dove lavora mio padre. Saluto le mie compagne. Grazie al Patronato per il libro. Non mi piace più.
Giuseppina Miscischia – classe 2° – Agnone – 1961

 

I RICORDI DELL’EMIGRANTE (LETTERINA)

GD-SAC-siamo-cortile-compressoGentile signorina, care compagne, dopo un mese che mi trovo in Francia, vi scrivo per darvi mie notizie; io sto bene e sono felice di stare vicino al mio papà che da cinque anni era lontano da noi. Sono sei giorni che vado a scuola e ho dovuto conoscere nuove compagne e una nuova maestra. Sono tutte bimbe piccole, perché sono stata iscritta in prima. La maestra mi vuole tanto bene, mi accarezza sempre, solo che non so parlare in francese. Non dimenticherò mai le care compagne e la buona maestra lasciate in Italia, le penso sempre. Baci forti a tutte quante e a voi signorina un abbraccio dalla vostra alunna.
Maria Antonietta Pannunzio – classe 4° -Nemours – 30/04/1962

A Maria Antonietta rispondono le amiche rimaste in Italia

scrivereCara Maria Antonietta,
nella nostra classe si sente la tua mancanza, ricordiamo sempre la tua diligenza, il dolce sorriso, la tua bontà.
Quando la nostra signorina ha letto il tuo scritto, come per incanto sei tornata tra noi; ci sembrava che tu fossi ancora seduta nel tuo piccolo banco.
Ognuna di noi ha sentito il desiderio di stringerti al cuore e dirti: “Forza, Maria Antonietta, sii brava come qui, dimostra alla gente che ti ospita l’intelligenza degli italiani e sii gentile con tutti. Il Signore protegga il tuo papà dai pericoli del lavoro.”
Un caro abbraccio dalla maestra e dalle compagne.
Ada Labanca – classa 4° – Agnone – 1962
_________________________________________
Testi tratti da “Cuore”, giornalino che si stampava in Agnone, presso la scuola elementare, dal 1961 al IMG_00031968.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.