Culbianco

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a cura di Enzo C. Delli Quadri

Culbianco femmina  avvistato presso Castiglione Messer Marino (da www.altovastese.it)

Esemplare femmina di Culbianco (Oenanthe oenanthe) avvistato presso Castiglione Messer Marino. Specie molto bella, presente nelle aree montane del vastese (nota di Ivan Serafini, www.altovastese.it)

Ordine: Passeriformes;   Famiglia: Turdidae

Il Culbianco è un migratore a lungo raggio, ampiamente distribuito da oriente e occidente – tra Nord America, Europa, Medio Oriente e Asia centrale – e da nord a sud, dallo Stretto di Bering all’Africa; ma lo si può ritrovare anche in Alaska, Canada e Groenlandia. Dopo la stagione degli amori, inizia la migrazione verso l’Africa sub-sahariana, dove occupa vaste porzioni di territorio che vanno dal Mali e dalla Mauritania, dalla Nigeria al Sudan, dall’Etiopia alla Somalia. Durante le migrazioni è osservabile in compagnia di pochi individui, spesso posati a terra o su bassi edifici. Effettua voli brevi quasi radenti al suolo.

Lungo dai 14 ai 16 cm, non raggiunge i 30 grammi di peso. Piuttosto marcate le differenze tra i due sessi: il maschio ha capo e dorso grigio cenere, sopracciglio bianco, guance nere, petto fulvo-arancio – che sfuma nel color crema del ventre – groppone e base della coda bianchi. La femmina è di colore bruno chiaro, con sopracciglio giallo paglierino. Il sottocoda e parte della coda, invece, come indica il nome, sono completamente bianchi in entrambi i sessi. Prevalentemente insettivoro, il Culbianco si ciba anche di ragni e qualche bacca. Gli individui più giovani preferiscono invece le larve.

Il Culbianco frequenta ambienti aperti e secchi. È molto resistente e possiede una buona capacità di adattamento, caratteristica che gli consente di nidificare in ambienti anche molto differenti, dalle zone sabbiose e spoglie alle aree pietrose con copertura vegetale scarsa o assente, ma anche in aree più verdi, coperte da un regolare manto erboso, e sia pianura sia sui rilievi. Predilige comunque tundra, brughiere, alture di scogliera, terreni con abbondanza di sassi e rocce per nidificare. Per lo svernamento sceglie aree con suolo nudo, versanti di colline e aree rocciose, steppe o prati con erba bassa, ricchi di insetti.

Con l’arrivo della stagione degli amori, il Culbianco difende una piccola porzione di territorio dalla presenza di altri individui della specie, rimarcandone chiaramente l’appartenenza. Dopo un rituale di accoppiamento particolarmente “pomposo” – e la conseguente formazione della coppia – è la femmina a scegliere il luogo per la nidificazione. Il nido è una coppa composta da foglie, gambi, muschio, licheni e piume. Viene posto al suolo, ben nascosto tra sassi e cumuli di pietre, oppure in una tana abbandonata da altri animali. La riproduzione avviene una volta sola tra aprile e luglio. La femmina depone dalle quattro alle sette uova. Una volta schiuse, il maschio aiuta la femmina nello svezzamento dei pulcini, che saranno maturi e autonomi dopo circa un mese (http://www.uccellidaproteggere.it/)


Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

 

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