“Comune unico” in Centro Abruzzo. I Peligni si danno una mossa

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giovedì 28 giugno 2012

SULMONA – Il neonato movimento “ripensiamo il territorio” rilancia la proposta di una municipalità unica, sui cinquanta Comuni del Centro Abruzzo, che contano 90mila abitanti su 120 chilometri. Giovanni Natale, a capo dell’associazione, ha presentato stamattina l’iniziativa, che ha già avuto la benedizione di Confindustria e Ance (foto).


“Partendo dalla considerazione che dei 50 centri della zona ben 38 sono al di sotto dei 2mila e 500 abitanti crediamo che non si possano più conservare le identità fini a se stesse – ha detto Natale – ma vanno esaltate nella grande municipalità, che avrà bisogno di tutti i piccoli comuni. Solo se siamo uniti potremo essere indipendenti.

Il nostro motto è; l’unione fa la forza e vorremmo inaugurare un nuovo metodo di impegno civico, che metta da parte l’atteggiamento delle braccia conserte. Un esempio del maggiore raccordo che dovrebbe esserci sul territorio è la necessità di organizzare gli appuntamenti dei vari cartelloni di eventi o le attività legate agli Sportelli unici attività produttive o i vari servizi.

Per il resto sappiamo che si tratta di un percorso a tappe con piccole e graduali fusioni. Siamo sognatori ma non siamo irrealistici e sappiamo che i tempi saranno lunghi, ma almeno con queste cose si potrà partire”. A settembre sarà organizzato un convegno sull’argomento.

“Da tempo diciamo che qui non c’è più solo concorrenza fra aziende, ma anche fra realtà comunali – interviene il presidente provinciale di Confindustria Fabio Spinosa Pingue – per questo ho già presentato l’iniziativa al ministro Barca, che finalmente inaugura una nuova fase per un territorio che smette di lamentarsi e inizia a fare autentica innovazione”. La sede del movimento è Bussi, ma le riunioni sono itineranti.

Noi siamo convinti che sia superato al giorno d’oggi parlare in termini di Piani regolatori separati fra i vari Comuni di un territorio – interviene il costruttore – siamo in una fase di recessione e non si possono avere doppioni di piscine o palasport a pochi chilometri. Per questo le nostre 80 aziende sono in sofferenza con una calo del lavoro del 30 per cento”

Fonte: http://www.rete5.tv/

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