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14. Come si formò la Nazione Sannita

Estratto di un brano del Romanzo Viteliù di Nicola Mastronardi [1],
con editing e breve nota introduttiva di Enzo C. Delli Quadri
e musica di Tchaikovsky – Symphony n.6 “Pathétique” [5/5, Adagio lamentoso]

Altosannio, il luogo dove si sviluppano le vicende narrate in Viteliù. Aufidenia=Alfedena. Hereclanom=Schiavi d’Abruzzo. Pesco di Guardia=Pescopennataro. Trevento=Trivento. La Pietra che viene avanti=Petravenniende (Pietrabbondante). Sella dei Sacrati=Sella di Capracotta. M.Karakenos=Monte Saraceno. Santuario della Nazione=Teatro Italico di Pietrabbondante. M.Kaprum=Monte Capraro. Ver=Verrino. Città del Toro Sacro=nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle=Le Civitelle
Altosannio, il luogo dove si sviluppano le vicende narrate in Viteliù. Aufidenia=Alfedena. Hereclanom=Schiavi d’Abruzzo. Pesco di Guardia=Pescopennataro.
Trevento=Trivento. La Pietra che viene avanti=Petravenniende (Pietrabbondante).
Sella dei Sacrati=Sella di Capracotta. M.Karakenos=Monte Saraceno.
Santuario della Nazione=Teatro Italico di Pietrabbondante. M.Kaprum=Monte Capraro.
Ver=Verrino. Città del Toro Sacro=nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle=Le Civitelle

La Guerra Italica, combattuta da SannitiMarsi, Peligni, Marrucini, Vestini, Piceni  contro Roma dal 91 all’88 a. C. per l’ottenimento della cittadinanza romana, è oramai finita da 16 anni. Siamo, quindi, nel 72 a. C. e gli Italici da tempo hanno ottenuto gli stessi diritti dei Romani.

Il dittatore romano Lucio Cornelio Silla, non accettando l’immissione degli Italici nel mondo romano quali “Cives Optimo Iure”, tenta di sterminare la “Touto” [2] dei Sanniti Pentri. Più in particolare, Lucio Cornelio Silla ha in odio Gavio Papio Mutilo, Meddis [3] supremo dei Sanniti Pentri, l’Embratur dei Vitelios, in altre parole il Comandante in capo dell’Esercito Italico durante la Guerra Italica.

Lucio Cornelio Silla riesce a catturare Gavio Papio Mutilo, da tempo cieco, 9 anni dopo la fine della Guerra Italica. Non lo fa uccidere ma lo condanna, per umiliarlo, ad ascoltare i racconti delle vittorie dei Romani sul Popolo Sannita. Silla è convinto di poterlo domare e distruggerlo psicologicamente.

Ma Gavio Papio Mutilo resiste alle umiliazioni, assiste al disfacimento fisico di Silla che muore nel 79 a. C. e, 6 anni dopo la sua morte, decide di fuggire da Roma per tornare, orgogliosamente, nella sua terra sannita. Prima, però, “recupera un ragazzo”…. suo nipote sedicenne che, in fasce, era stato salvato durante un feroce assalto dei Romani…………

Nicola Mastronardi, nel suo meraviglioso romanzo storico, Viteliù – Il nome della Libertà, così racconta il momento in cui ………. Gavio Papio Mutilo rende edotto il nipote Marzio su come si formò la Nazione Sannita

 

Sannio
La Nazione Sannita

Da Viteliù – Il nome della Libertà

Generazioni dopo, quando gli altopiani intorno alla comunità primitiva divennero insufficienti per l’accrescersi della popolazione e soprattutto degli animali, altre guerre sacre furono indette. Quasi metà dei settemila giovani sabini era stato già inviato a colonizzare la valle del Sagro e la vasta pianura alluvionale. Da loro erano nati i Carricini, sacrati della stirpe antica. Essi vivevano nella valle del Sagro fin verso il mare e nei monti d’intorno, fino all’Altopiano Grande.

All’estremità della pianura, dove il fiume usciva dai monti, nacque la comunità di Aufidena; i suoi figli si propagarono presto in tutte le direzioni: a oriente, verso il mare, a occidente, verso le sorgenti e a meridione; qui presero possesso di un’altra piana, sterminata, dove allevavano cavalli e vacche e, oltre i monti, altre copiose sorgenti di un fiume che dirigeva le sue acque a ponente.

Venne dunque il tempo della migrazione dei giovani che si sarebbero chiamati Pentri dal fatto che provenivano da luoghi elevati. Dai nipoti dei nipoti dei Vitelios fu occupato il Monte Tiferno, la fertile pianura ai suoi piedi verso oriente e tutti i territori d’intorno. Con quei grandi pascoli assicurati arrivò nuova ricchezza. Furono fondati villaggi e città; sorsero Aisernio, Venafrum, un’altra città di Herekles, Duronia, Saipinom. Persino una nuova città del Toro, detta Bovaianom, nacque, a levante del monte Tiferno costruita accanto alle sorgenti del fiume che si chiamò come il monte. Divenne questa, dopo poche generazioni, la città più vasta e importante. Poté dirsi la capitale per la touto dei Pentri, quella cui tu appartieni, la maggiore di ogni tempo. Altre migrazioni e guerre sacre generarono nuove comunità e altre toutas nei territori a meridione, fino a toccare il mare elleno e formare popoli con nomi diversi che non dimenticarono, tuttavia, la loro origine safina. Divenne una nazione grande, ragazzo, come non si era ancora vista sulla terra di Viteliú, (Italia). In quel tempo Roma emetteva i suoi primi vagiti fuori dalle mura dei sette colli. Tutto ha avuto origine trenta e più generazioni prima di te, lì dove noi ci stiamo recando; le sorgenti del fiume Ver, la Pietra- Che-Viene-Avanti, il monte della touto e il fiume Sangro.

 

Qui si formò la Nazione Sannita
http://www.altosannio.it/13-fu-li-nacque-nazione-sannita/

 

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[1] Nicola Mastronardi, Molisano di Agnone (IS), direttore della biblioteca storica. Laureato in Scienze politiche è cultore di materie storiche, giornalista pubblicista e, soprattutto, scrittore. Il suo romanzo storico “Viteliú. Il nome della libertà” è, oramai, un evento letterario riconosciuto da tutti.
[2] Il termine osco touto indicava l’organismo composito, ossia l’unità politica corporativa a base territoriale variabile che costituiva lo “Stato” dei Sanniti.
[3] Il Meddis tuticus era il più alto magistrato sannitico. Eletto annualmente, era il capo militare del Touto (lo “Stato” sannita), ne curava l’amministrazione della legge, delle finanze, della religione e presiedeva le assemblee collegiali che aveva il potere di convocare.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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