Colpi mortali ai territori almosaviani

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Il consigliere regionale Paolo Palomba, ci invia questo comunicato già pubblicato su altri giornali, ma qui riprodotto con una sua integrazione piccola in termini quantitativi, ma molto, molto significativa, in termini di politica territoriale. Va ricordato che  Palomba è stato sempre molto vicino ad ALMOSAVA.

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Un altro colpo mortale assestato all’Alto Vastese, un territorio sempre più abbandonato e con i servizi, anche quelli essenziali, che si sciolgono come neve al sole.

In base alle opinabili decisioni della Asl, la sede di Celenza sul Trigno, tanto per fare un esempio, viene soppressa. Non è un Comune che perde la continuità assistenziale medica, ma è un intero territorio. Tra l’altro in quel centro è attiva una Rsa e nel vicino Comune di San Giovanni Lipioni c’è una Ra. Anziani che restano senza assistenza, senza un medico di guardia in grado di intervenire in caso di necessità. Oltre alle guardie mediche mi riferiscono che sono stati tagliati altri servizi precedentemente erogati dal distretto sanitario di base di Castiglione Messer Marino, a causa di convenzioni non rinnovate dalla Regione. Servizi che venivano erogati ai bambini.

Quando siamo alla vigilia del voto i cittadini dell’Alto Vastese percepiscono sempre più la classe politica come la responsabile dei continui tagli ai servizi essenziali come quelli inerenti la sanità. Il diritto alla salute, per i coraggiosi residenti nei centri montani, è ancora valido oppure no? Bisognerebbe forse emendare la Costituzione. La salute, soprattutto in zone disagiate come quelle dell’entroterra, non è materia che si può affrontare in base a semplici calcoli ragionieristici. Chiude la guardia medica, il distretto sanitario di Castiglione viene pesantemente ridimensionato. Quale strategia politica c’è dietro?

L’impressione è che si voglia costringere i residenti delle zone interne ad abbandonare quei territori per farli trasferire sulla costa. Un esodo forzato, obbligato, una deportazione di fatto, questo si rischia di causare se si continuano a tagliare i servizi essenziali come quelli sanitari e se non ci si decide, una volta per tutte, ad eliminare quei confini anacronistici tra Abruzzo e Molise che penalizzano le zone di confine interne.

Paolo Palomba

 

 

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